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venerdì 21 ottobre 2022

RISOTTO ALLA ZUCCA DELICA CON RAGU' DI BUZZONAGLIA DI PALAMITA E GRUE DI CACAO

 

Zucca, la regina dell'autunno! Quante ricette ho sui miei due blog con la zucca? Tante, dal  salato al dolce, con carne e pesce ma soprattutto pesce & c.

E' proprio il pesce l'abbinamento che ho proposto per la zucca, come tema di questa settimana nel nostro clan del risotto del venerdì. 

Pescando, è proprio il caso di dirlo, nel blog,  per quanto riguarda il risotto, ecco alcuni esempi :  zucca, polpo, aglio nero  e paprica affumicata, risotto alla zucca con baccalà affumicato e peperoni cruschirisotto alla zucca con baccalà marinato e katsuobushi, risotto alla zucca con acciughe limone e rosmarino 

Per un nuovo risotto zucca e pesce,  ho pensato ad un ragù di buzzonaglia*, la parte più sanguigna e di gusto più intenso e robusto, in particolare dei pesci azzurri, che viene normalmente messa sott'olio o, secondo l'insegnamento di uno chef amico, trattata proprio come selvaggina, con tutti gli odori classici per un risultato che si potrebbe proprio definire selvaggina di mare!! Vedi primo esperimento qui gnocchi di patate al ragù di buzzonaglia di tombarello.


Esempio di buzzonaglia di tombarello

Perfetta dunque la selvaggina di mare per il gioco di contrasto con il dolce della zucca. Progetto facile, gusti noti e il risultato ha rispecchiato le intenzioni teoriche. Con l'aggiunta di un quid: le grue di cacao a ricordare il cioccolato che si metteva in passato nelle preparazioni in umido della selvaggina, vedi la lepre in dolce e forte toscana. 

* La buzzonaglia di tonno è costituita dalle parti di filetto a contatto con la lisca centrale che risultano molto scure perché abbondantemente irrorate di sangue e dalle parti più piccole e meno pregiate che non vengono usate nell'industria conserviera


RISOTTO ALLA ZUCCA DELICA CON RAGU' DI BUZZONAGLIA DI PALAMITA  E  GRUE DI CACAO

160 g riso carnaroli biologico Olga Tenuta San Carlo, Maremma 
150-180 g di buzzonaglia di palamita (o sgombro/tombarello/ricciola/tonnetto)
2 cucchiai di trito di aglio e scalogno
2 foglie di alloro, un piccolo rametto di rosmarino, 2 rametti di timo, 3-4 foglie di salvia, qualche bacca di ginepro e pepe di cubebe, un pizzicotto di fiori di finocchietto selvatico essiccati
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
salsa worchester, colatura di alici o salsa di soia qb
olio evo, sale fino qb, un'idea di peperoncino habanero in polvere (poco poco)
200 g di zucca delica decorticata
grue di cacao

Come prima cosa prepariamo la purea di zucca. Facciamo rosolare dolcemente con un pochino d'olio una bella cucchiaiata di trito d'aglio e scalogno con 1 foglia di alloro e un paio di erba salvia. Uniamo un po' d'acqua e facciamo sudare ancora. Uniamo  la zucca tagliata a fettine, facciamo insaporire bene e allunghiamo ancora con un poco d'acqua calda, portiamo a cottura facendo asciugare bene. Regoliamo di sale, facciamo raffreddare, con una pinza togliamo le erbe e frulliamo tutto in modo da ottenere una bella purea soda. Mettiamo da parte.

Mettiamo due cucchiaiate di olio evo in una ciotolina e poniamola in freezer

Prepariamo il ragù facendo rosolare una cucchiaiata di trito d'aglio e scalogno con la seconda foglia d'alloro e il resto delle erbe e spezie. Uniamo la polpa di buzzonaglia tritata al coltello, facciamo insaporire bene, spruzziamo un po' di salsa worchester, allunghiamo con un pochino d'acqua calda, il concentrato di pomodoro e lasciamo andare dolcemente per una decina di minuti. Aggiustiamo di sale con un po' di colatura di alici (in alternativa va bene anche la salsa di soia o semplicemente sale da cucina) e rendiamolo leggermente piccante con la polvere di habanero. 

Avviamo il risotto facendo tostare il riso con un filino d'olio, sfumiamo con una spruzzatina di vino bianco o aceto di mele, portiamo a cottura con acqua bollente o brodo leggero di verdure. A cinque minuti dalla fine, uniamo due generose cucchiaiate di purea di zucca riscaldata. Regoliamo di sale. Infine spegniamo, lasciamo intiepidire un poco, mantechiamo con l' olio evo ghiacciato.

Mettiamo il risotto del piatto e disponiamo sulla superficie dei mucchietti di ragù ben caldo. Decoriamo con ciuffetti di rosmarino o foglioline di salvia e cospargiamo con le grue di cacao


mercoledì 3 marzo 2021

GNUDI DI ZUCCA AL RAGU' DI SELVAGGINA DI MARE



Ricordate quando, nella breve parentesi gialla della Toscana, avevo fatto quella bella degustazione di salumi e sott'oli di mare al ristorante Borgo Allegro di Vinci? Se non ve la ricordate, vi rinfresco la memoria, è tutto qui in questo articolo

Avevo acquistato un po' di prodotti,  che sono ottimi già in purezza ma mi sto divertendo ad  infilarli anche in qualche piatto. Se con la tonduja, la 'nduja di tonno, mi ero sbizzarrita creando il risotto al nero di seppia, cozze e tonduja, a questo giro, volendo usare il loro saporito ragù di selvaggina di mare, un ragù corposo fatto con ritagli di pesce azzurro e buzzonaglia, trattati come la classica selvaggina, non potevo che andare di nuovo su un primo piatto ma senza particolari elaborazioni creative. Del resto, un ragù è un ragù. punto. Se qualcuno ha altre idee, si faccia avanti. Non vale mangiarlo a cucchiaiate dal barattolo, anche se non vi nascondo che l'ho fatto, accompagnato da un buon pane toscano cotto a legna!! Non ho resistito, mentre preparavo... 

I due chef norcini, artefici di Norcineria di Mare, Fabio Scali e Samuele Savatteri, durante la degustazione, avevano proposto infatti delle  classiche pappardelle di pasta fresca con il loro  ragù di selvaggina di mare. Semplicemente perfette. Io ho pensato in un primo momento di fare degli gnocchi di patate, ma li ho già nel blog con un ragù simile fatto da me GNOCCHI ALLA BUZZONAGLIA DI TOMBARELLO. Poteva andare bene anche una polentina, insomma una base dolce-neutra a contrasto con il gusto robusto del ragù. Poi mi sono ricordata  che avevo un rimasuglio di zucca in frigo. Anche degli gnocchi di zucca potevano andare. Dagli gnocchi agli gnudi è stato un attimo, per onorare al meglio la toscanità che tanto sta a cuore ai due chef. Sono però gnudi un po' personalizzati, con poca ricotta perché temevo che una consistenza troppo soffice come quella degli gnudi non potesse reggere il peso del ragù. e mi sembra che all'assaggio abbiano funzionato bene, anche il consorte conferma ;-)


Ecco gli ingredienti per fare gli GNUDI DI ZUCCA AL RAGU' DI SELVAGGINA DI MARE 

Per 4 persone

450  g di zucca Delica o Mantovana (peso a crudo, al netto della buccia)

100 g di ricotta vaccina 

40-50  g di fecola di patate

1 uovo intero

un pizzico di sale fino e una grattugiata di noce moscata

Ragù di selvaggina di mare di Norcineria di Mare qb 

Cuocete la zucca in forno fino a che sarà ben morbida,  schiacciatela con una forchetta o passatela nello schiacciapatate.  Unite la ricotta, la quantità minima di fecola, il pizzicotto di sale e la grattugiata di noce moscata. Amalgamate bene, fate riposare un'oretta in frigorifero. ATTENZIONE! Prima di formare tutti gli gnudi, fate la prova "tenuta". Portare a bollore l'acqua con un po' di sale, cuocete una pallina e assaggiatela per valutarne la consistenza e se necessario aggiungete altra fecola. Formate tutte le palline, non più grandi di una noce, cuocetele in abbondante acqua salata e conditele con il ragù di selvaggina di mare allungato con un po' d'acqua. Un vasetto basta anche per 5-6 porzioni, è molto concentrato ma c'è sempre l'opzione scarpetta col pane!!! Buon divertimento!


 

mercoledì 14 settembre 2016

GNOCCHI DI PATATE ALLA BUZZONAGLIA DI TOMBARELLO



A settembre tutto riparte, dopo la pausa estiva, e riprende anche il nostro  bellissimo gioco-scuola, l'Mtchallenge!! Dal 1° settembre, grazie al lavoro di tante mtcine operose e bravissime,  il sito ha  una nuova veste grafica e una nuova impaginazione che permette di consultare agevolmente tutte le belle ed interessanti rubriche annesse e connesse alla sfida più pazza del web!

anche il banner ha una nuova grafica opera della mitica Mai, blog Il Colore della Curcuma

La sfida di settembre, come illustrata nel banner,  verte su una preparazione classica : gli gnocchi di patate, lanciata da Annarita, del blog Il Bosco di Alici,  in gergo emmeticino "summer-culattacchion", cioè invidiata vincitrice della sfida precedente di luglio; invidiata perché con la sospensione della sfida a luglio e agosto, la fortunata ha avuto due mesi per pensare al tema della sfida seguente, anziché i 5 giorni abituali, privilegio che capita solo due volte l'anno, l'altra sospensione è nel periodo natalizio. (Regolamento Mtc)
Invidiata e ammirata perché non solo è già alla sua seconda vittoria Mtc, ma si è aggiudicata la  difficilissima sfida sulla pizza che io ho clamorosamente saltato, arrendendomi dopo ben due prove fallimentari ma solo per mancanza di tempo, non per mancanza di volontà! Mi riprometto infatti di riprovarci quando la stagione rinfrescherà un po' perché questo settembre ci sta facendo friggere ancora!

E allora gnocchi! Sembra facile ma non lo è proprio o meglio, l'esecuzione è facile ma  non è facile ottenere il giusto risultato, bisogna scegliere le patate adatte e  dosare correttamente la farina per  arrivare alla consistenza ottimale. Che poi è una questione anche di gusto personale, ok ma sicuramente gli gnocchi non devono essere né troppo molli, che si spappolano in cottura, né troppo gommosi e duri che se li tiri contro il muro ci rimbalzano o quando li mastichi ti rimane incollata la dentiera!!

E scatta l'amarcord, come spesso succede per i temi emmeticini. Ecco che in molti anelano ai mitici gnocchi della mamma o della nonna o della zia (non ho ancora letto di gnocchi fatti da nonni, papà e zii....). Non ne sono esente. Gli gnocchi mi fanno ripensare a mia nonna paterna, Maria.
Nonna Maria  non era una gran cuoca, faceva poche cose e neanche tanto bene ma gli gnocchi le venivano speciali, erano giganteschi ma proprio buoni, né troppo morbidi, né troppo consistenti.
La osservavo mentre li preparava e la cosa che mi divertiva di più era quando imprimeva la rigatura con la forchetta. Io volevo aiutarla ma lei non me lo permetteva, per paura che mi potessi ferire con la forchetta (e aveva ragione perché ero e sono maldestra, specializzata nel farmi male da sola soprattutto quando armeggio in cucina).
Un altro ricordo legato agli gnocchi risale al periodo di fidanzamento con colui che sarebbe poi divenuto mio marito. I migliori che abbia mai mangiato, da Vasco alla Melatina, tra Cecina e Volterra. Un ristorante di campagna ruspante e verace dove trovavi anche le galline o altri animali da cortile razzolare liberi fra i tavoli all'aperto e d'inverno, questi gnocchi, anzi "topini" come li chiamano qui, soffici batuffoli di patate, così morbidi che si scioglievano in bocca, con un ragù di carne succulento e saporito, ti confortavano  davanti al camino acceso con il vino rosso nel fiasco e i racconti di Vasco, che è scomparso ormai da anni, regalando alla memoria emozioni irripetibili ed  immagini indelebili.
Non ho mai sentito il desiderio di cimentarmi con gli gnocchi se non in tempi recenti, grazie al blog, ma non ho mai affrontato quelli senza uovo, pertanto per me è una vera sfida e sono partita con quelli più difficili.

Dopo aver letto il dettagliatissimo post di Annarita che consiglia innanzitutto i tipi di patate ideali, sono scattata alla ricerca delle patate vecchie, bianche e farinose. Non avrei mai pensato che la cosa più difficile fosse reperire le patate vecchie!! Non se ne vedono in giro a meno di non scovarle in qualche fondo di magazzino. Senza ammattire troppo, lo ammetto, ho ripiegato su quelle rosse, a pasta bianca, indicate da Annarita come valida alternativa.
Come condimento ho scelto un ragù, di pesce naturalmente.
Mi sono ispirata a delle tagliatelle con buzzonaglia di tonno mangiate tempo  fa al ristorante lo Scolapasta di Castiglioncello, dello chef  Michele Maltinti,  di cui ho scritto su Poverimabelliebuoni. Michele è cuoco e pescatore, lavora ogni parte dei pesci pescati, soprattutto quelli grandi come tonni, lecce e ricciole.
La buzzonaglia è la parte più vicina alla spina dorsale, ricca di vasi sanguigni, dal colore rosso scuro e dal gusto molto intenso e ferroso. Un taglio poco pregiato di questi pesci,  ben noto al sud, soprattutto in Sicilia e Calabria e anche in Sardegna, che viene solitamente inscatolato, messo sott'olio o essiccato. Sia fresca che sott'olio si usa per condire la pasta.
Michele l'aveva lavorata fresca facendoci un ragù come se fosse polpa di selvaggina e quindi con tutti gli odori del caso.
Non trovando  il tonno nostrale, avrei ripiegato sulla solita palamita e invece il banco dei pesci mi ha offerto il tombarello che è perfetto, perché ha carni sanguigne come il tonno. E' un pesce azzurro della famiglia degli scombridi, sembra un grosso sgombro infatti con i disegni sulla livrea azzurro-argentata simili a quelli dello sgombro, non raggiunge il mezzo metro di lunghezza e un chilo e mezzo di peso, quindi si trova in piccole pezzature e costa la modica cifra di € 7-8/kg a seconda del mercato.


Non avevo la ricetta, l'ho elaborata in base all'esperienza e il risultato mi è sembrato interessante, sicuramente un gusto robusto, per appassionati di pesce azzurro, ma che,  mitigato dalla dolcezza degli gnocchi di patate, offre un buon connubio e sembra un vero ragù ma è diverso: un  ragù diversamente ragù, per parafasare l'amica di Camaiore!


GNOCCHI DI PATATE ROSSE ALLA BUZZONAGLIA DI TOMBARELLO


Per gli gnocchi, ho ridotto le dosi indicate da  Annarita per 4 persone, dovendo preparare solo due porzioni ma, hai visto mai che faccio i soliti casini, opto per un quantitativo appena superiore alla metà esatta, 400 grammi, e quindi, da brava scolara, faccio le proporzioni:  600 : 180 = 400 : x e ottengo 120 g di farina. Pronti? Via!

Dosi per 2 porzioni abbondanti

Per gli gnocchi
400 g di patate rosse a pasta bianca
120 g di farina (90 g effettivi)
un pizzico di sale

Per il ragù
120 g di buzzonaglia di tombarello (o tonno/ricciola/palamita) ottenuta da un pesce di 800 g circa
1 cucchiaio colmo di trito sedano/carote/cipolle bionde/aglio
1 foglia di alloro
1 rametto di rosmarino
3-4 foglie di salvia
2-3 bacche di ginepro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 tazzina da caffè di vino rosso (20/30 cl)
acqua qb
sale e pepe qb
olio extra vergine d'oliva


Come primo step, sfiletto il pesce e ricavo la buzzonaglia, come si vede bene dalle foto, è quella venatura più scura lungo la spina dorsale. Il resto della polpa, l'ho destinato ad altra preparazione.
Infine trito la buzzonaglia proprio come un macinato per il ragù carnivoro.


Ho fatto rosolare il trito con le erbe e due cucchiai d'olio d'oliva in una casseruola per qualche minuto, ho aggiunto la buzzonaglia tritata, fatto insaporire, sfumato col vino e infine diluito il tutto con qualche cucchiaiata di acqua calda in cui ho sciolto il concentrato di pomodoro. Ho lasciato cuocere per una decina di minuti col coperchio a fuoco dolce, tolto il coperchio, ho fatto asciugare quanto basta, infine ho regolato di sale e pepe.


Poi mi sono dedicata agli gnocchi. Ho cotto le patate nel microonde, come faccio sempre, nella pirofila apposita, senz'acqua, bucherellandole e girandole a metà cottura, potenza massima 6 minuti in totale.  Le ho sbucciate ancora bollenti, bruciacchiandomi solo le dita della mano destra dove avevo il coltello per pelarle, perché le reggevo con una forchetta nella sinistra. Schiacciate, separate con il tarocco  (avevo pure il tarocco e non lo sapevo) per far uscire il vapore, e inizio ad unire la farina poco alla volta e impasto. Me ne prende pochissima, "così poca?" mi chiedo; non mi fido e ne aggiungo ancora un'idea, poi peso il rimanente, avevo usato solo  90 g  di farina. "speriamo bene" e continuo, eppure stanno insieme! Arrotolo, taglio e imprimo finalmente la tanto agognata rigatura con la forchetta, mi diverto, sarei andata avanti tutta la giornata a rigare gnocchi, ci avevo preso la mano e gusto.
Prima di cuocerli, faccio la prova, lesso qualche cantuccio di impasto. Non si disfano nell'acqua, evviva! Assaggio, niente male, morbidi al punto giusto, sono proprio contenta, buona la prima, chi l'avrebbe mai detto?

Però una cazzata la faccio e te pareva.....era pomeriggio quando mi sono messa all'opera, li avremmo poi mangiati per cena e, dal momento che avrei dovuto fotografarne un piccolo quantitativo finché c'era una bella luce naturale, ne lesso una manciata e  li condisco con una cucchiaiata di ragù, senza assaggiare, non mi andava proprio come merenda!!

La sera, prima di buttare tutto il resto, assaggio il ragù, mancava qualcosa, ho aggiunto del concentrato di pomodoro e soprattutto, quando ho lessato gli gnocchi e li ho messi ad insaporire nel ragù, mi sono accorta che in quelli della foto ero stata un po' parca nel condimento, perchè gli gnocchi vanno conditi senza parsimonia, devo essere succulenti; quelli della sera erano infatti  più "ragù con gnocchi" ed erano anche più colorati e attraenti ma ormai le foto le avevo fatte e quando ho pensato di tenerne un mucchietto da parte per l'indomani da ri-fotografare, era tardi, avevamo ripulito tutto, leccandoci i cosiddetti baffi!!! Amen!



HANNO ABBOCCATO ALL'AMO