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mercoledì 13 novembre 2019

NESOS, IL VINO MARINO SULLE TRACCE DI UN MITO


 NESOS, IL VINO MARINO SULLE TRACCE DI UN MITO
All'isola d'Elba un esperimento scientifico unico al mondo
Un viaggio indietro nel tempo per scoprire i segreti di un vino mitologico


Oggi ho avuto il piacere e il grande privilegio di assistere, nella sede fiorentina di Toscana Promozione di Villa Fabbricotti, alla presentazione di Nesos, il vino marino, frutto di una sperimentazione scientifica realizzata da un produttore dell'Isola d'Elba, Antonio Arrighi, in collaborazione con il professor Attilio Scienza, agronomo di fama mondiale, docente di viticultura all'Università di Milano e le dottoresse Angela Zinnai e Francesca Venturi, docenti di viticultura ed enologia dell'Università di Pisa. 


L'interessantissimo convegno è stato  organizzato in collaborazione con Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana e Vetrina Toscana ed è stato moderato dal giornalista Aldo Fiordelli.


Assaggiando in anteprima assoluta questo vino straordinario, prodotto in sole 40 bottiglie, prima annata 2018, è stata una grande emozione perché ci riporta indietro di 2500 anni

L'idea di ripercorrere dopo 2500 anni, sulle tracce di un mito, le varie fasi della produzione di un vino antico nacque proprio all'Elba, quando Antonio Arrighi, piccolo produttore dell'isola, che da oltre dieci anni sperimentava e vinificava nelle anfore di terracotta di Impruneta, sentì il Professor Scienza parlare della sua ricerca sul vino dell’isola di Chio. "Nesos" significa isola in greco antico e rappresenta dunque il collegamento tra le due isole: Chio ed Elba.


I vini di Chio, piccola isola dell’Egeo orientale, facevano parte di quella ristretta élite di vini greci considerati prodotti di lusso sul ricco mercato di Marsiglia e successivamente di Roma. Varrone li definiva “vini dei ricchi” e, come ricorda Plinio Il Vecchio, Cesare li offrì al banchetto per celebrare il suo terzo consolato.

Come i vini di Lesbo, Samos o di Thaso, quello di Chio era dolce e alcolico - unica garanzia per sopportare i trasporti via mare - ma aveva qualcosa che gli altri vini non avevano, un segreto che i produttori di Chio custodivano gelosamente e che rendeva questo vino particolarmente aromatico: la presenza del sale derivante dalla pratica dell’immersione dell’uva chiusa in ceste, nel mare, con lo scopo di togliere la pruina dalla buccia ed accelerare così l’appassimento al sole, preservando in questo modo l’aroma del vitigno.
L’uva utilizzata per ricreare questo particolare metodo di vinificazione è l’Ansonica: un'uva bianca tipica dell’Elba, probabile incrocio di due antiche uve dell’Egeo, il Rhoditis ed il Sideritis, varietà caratterizzate da una buccia molto resistente ed una polpa croccante che ha permesso una lunga permanenza in mare.

Le uve sono state immerse in mare per 5 giorni a circa 10 metri di profondità, protette in ceste di vimini. Questo processo ha consentito di eliminare parte della pruina superficiale, accelerando così il successivo appassimento al sole sui graticci, senza arrivare alla produzione di un vino dolce. Il sale marino durante i giorni di immersione, per “osmosi” penetra anche all’interno, senza danneggiare l’acino. Il successivo passaggio delle uve avviene in anfore di terracotta con tutte le bucce, dopo la separazione dei raspi. La presenza di sale nell’uva, con effetto antiossidante e disinfettante, ha permesso di provare a non utilizzare i solfiti, arrivando a produrre, dopo un anno in affinamento in bottiglia, un vino estremamente naturale, molto simile a quello prodotto 2500 anni fa.

Di questo vino, vendemmia 2018, sono state prodotte solo 40 bottiglie, l’ultima vendemmia, la 2019, è nelle anfore di terracotta ancora a contatto con le bucce. Dalle analisi svolte dall'Università di Pisa è emerso che il contenuto in fenoli totali del vino marino è il doppio rispetto a quello prodotto tradizionalmente, e questo grazie alla maggiore estrazione legata alla parziale riduzione della resistenza della buccia.
Un vino straordinario, che sorprende per intensità ed equilibrio. Nonostante l'appassimento delle uve, non è un vino dolce bensì secco ma offre un bouquet di frutta molto matura quasi candita; per via della macerazione sulle bucce è anche delicatamente torbato ed è connotato naturalmente  da una  spiccata ma gradevole sapidità che ti abbraccia e ti accompagna in un lungo ed emozionante finale. Ed è pure leggero coi suoi 12,5° alcolici. Peccato solo non sia in commercio!! 

Il legame di questo vino mitologico con l'isola d'Elba è anche di tipo storico. Come tutti i commercianti greci anche quelli del vino di Chio, facevano scalo sulla via del ritorno in patria, all’isola d’Elba e a Piombino, per caricare materiali ferrosi, venendo quindi a contatto con il mondo etrusco. I ritrovamenti di anfore in relitti di navi affondate, nelle tombe o nella costruzione di drenaggi testimoniano che molte città costiere della Toscana etrusca erano tra i luoghi di maggior frequentazione dei commercianti di Chio.

Inoltre, analizzando il DNA di un set di vitigni dell’Isola del Giglio e della Toscana tirrenica e confrontandoli con altri provenienti dal bacino del Mediterraneo, i ricercatori del DIPROVE dell’Università di Milano hanno trovato notevoli analogie genetiche tra il vitigno Ansonica-Inzolia e due vitigni provenienti dall’Egeo orientale, il Rhoditis ed il Sideritis.

La particolare vocazione enologica dell'isola dell'Arcipelago toscano è documentata da Franco Cambi e Laura Pagliantini dell'Università degli studi di Siena, co-direttori dello scavo archeologico della villa rustica romana di San Giovanni, nella rada di Portoferraio. Gli scavi, infatti, hanno portato alla luce delle anfore vinarie e in particolare i dolia defossa: grandi vasi interrati che contenevano ciascuno più di mille litri. I cinque doli ritrovati potevano contenere circa 6.000 litri.


Durante il convegno è stato proiettato in anteprima italiana il documentario Vinum Insulae diretto e prodotto da Stefano Muti (Cosmomedia), che racconta l'esperimento enologico di Nesos. Spero sia presto visibile integralmente on line, qui un estratto del video e le interviste ai suoi autori durante la presentazione : https://www.intoscana.it/it/dettaglio-video/nesos-elba-vino/

Reduce dai successi del 26° Festival International Œnovidéo di Marsiglia (primo premio come Miglior Cortometraggio e riconoscimento della Revue des Œnologues, per l’originalità e il valore della sperimentazione) Vinum Insulae è in concorso anche alla IX edizione del Most Festival 2019, Festival internazionale del cinema del vino e della cava, che si sta svolgendo in Spagna a Vilafranca del Penedès, durante la celebrazione della Giornata europea del turismo del vino. Il corto partecipa nella sezione competitiva: “Collita” composta da 36 film provenienti da tutto il mondo. Il 17 Novembre ci sarà l'annuncio dei vincitori e la premiazione.

Ricerca scientifica, scoperte archeologiche, arte (in questo caso la settima), passione per la coltura e la cultura della vite, un territorio ineguagliabile come quello del Parco dell'Arcipelago Toscano hanno dato vita ad un prodotto unico che racconta una storia millenaria.

Un sentito grazie per l'invito a Daniela Mugnai , responsabile comunicazione Vetrina Toscana e Toscana Promozione e complimenti ad Elba Taste per gli assaggi di pietanze veraci elbane che hanno accompagnato la degustazione!


giovedì 10 ottobre 2013

CONTAMINAZIONI! CURRY DI MOSCARDINO BIANCO E FREGULA SARDA

 
Era da un po' che volevo creare qualcosa  di nuovo con i moscardini bianchi, specie inserita nel programma del PESCE DIMENTICATO. Una promessa fatta all'amica Daniela Mugnai dell'agenzia Coffee3 di Firenze che cura la comunicazione e il coordinamento delle attività per tale progetto e per Vetrina Toscana. Sono una marinaia atipica, mantengo le promesse!
 
 
Tempo fa li avevo cucinati in una classica zuppa pomodorosa con una variante però, sfumati con una birra scura, secondo una ricetta dal libro LA BIRRA IN TAVOLA E IN CUCINA di Leonardo Romanelli.
 
Non ho ancora trovato l'idea bomba per i moscardini, gira e rigira finiscono sempre nella zuppa, del resto sono perfetti per le cotture in umido. Ma c'è zuppa e zuppa....anche se si potrebbe dire "se non è zuppa è pan bagnato"....va beh.....proverbi a parte, per questa volta è ancora zuppa ma una zuppa un po' contaminata!!
Mi divertono molto i piatti in cui si fondono stili e tradizioni lontani fra loro. Il primo abbinamento a cui avevo pensato per il curry di moscardini era stato il riso basmati che mi ero precipitata a comperare, poi ripensandoci, mi sono detta "ma no, troppo scontato il riso basmati su un curry, ci vuole qualcos'altro.....polenta magari?" Guardo nella dispensa, niente farina di mais ma pesco una confezione di fregula sarda che mi diverte troppo  e mi convince!! Poi  casualmente sono incappata in un contest sul tema delle fusioni in cucina che capitava a fagiolo, la mia zuppetta era perfetta, era già pronta, bastava pubblicarla.
 
 
 
 
CURRY DI MOSCARDINO BIANCO E FREGULA SARDA
 
 
Ingredienti per 4 persone

kg 1,5 di moscardini bianchi
(attenzione a non confonderli con i polipetti, qui una bella lezione su come distinguerli)
2 spicchi d'aglio
1 cipolla rossa
1-2 foglie di alloro
1 carota grande
2 zucchine grandi o 3-4 piccole
1 cucchiaio di curry mix per pesce
1 cucchiaio di curcuma
(le mie spezie provengono da Sri Lanka, regalo di amici cingalesi)
brodo di cottura dei moscardini qb
olio evo, sale e pepe ed eventuale peperoncino
g 240 di fregula sarda

Il metodo di cottura che ho adottato è una mia semplificazione per velocizzare i tempi e anche per alleggerire di grassi la preparazione.
Li lesso in pentola a pressione e poi utilizzo la loro acqua di cottura per allungare un risotto, una zuppa o un umido e il gusto non si perde!

Mettere i moscardini, ben puliti e sciacquati in una pentola a pressione, coprire con ca 1,5 l di acqua fredda, chiudere il coperchio, far cuocere per ca 15-20 min dal fischio. Spegnere, scoperchiare e regolare un poco di sale.
Avviare il curry facendo rosolare aglio e cipolla con poco  olio evo e le foglie d'alloro spezzate e prima che il tutto abbrustolisca troppo, diluire con un po' di brodo di cottura dei moscardini, unire le verdure tagliate a tocchetti, prima le carote e dopo qualche minuto le zucchine che cuociono più velocemente, i moscardini, lo polvere di curry e la curcuma, regolare di sale, pepe ed eventuale peperoncino in polvere (se il curry mix non è sufficientemente piccante o semplicemente secondo il proprio gusto). Lasciar andare a fuoco dolce giusto il tempo per far insaporire bene i moscardini e portare a cottura al dente le verdure aggiungendo man mano altro brodo se necessario.
Nel frattempo lessare la fregula, scolarla, disporla in ciotole da porzione o una grande zuppiera da portata, versare sopra il curry di moscardini con il suo sugo di cottura, un giro d'olio evo e tutti a tavola a contaminarsi!!!





 

lunedì 7 ottobre 2013

ME LO MANGIO IL TERRITORIO, VETRINA TOSCANA & LA PERLA DEL MARE, SAN VINCENZO, 2 OTTOBRE 2013

 &


ME LO MANGIO IL TERRITORIO! 

 2 OTTOBRE 2013
La Perla del Mare, San Vincenzo  

Serata speciale in collaborazione con le aziende del territorio aderenti
a  Vetrina Toscana e con i sommelier AIS 

Benvenuto

Bruschetta liquida con cubi di sugarello
(pane del Consorzio Pane toscano a lievitazione naturale,  filetti di pomodoro 
 Mediterranea Belfiore, olio extra vergine d'oliva bio Az. SS Annunziata) 

Antipasto

Terrina di alici di Piombino e peperoni con caramello alle olive nere
(alici di Piombino, peperoni e olive della Val di Cornia)
 

Primo Piatto
Bottoni  di pasta fresca all'olio e lime su salsa di cacciucco
(olio extra vergine d'oliva Az. SS Annunziata, passata di pomodoro Mediterranea Belfiore, peperoncino Az Peperita

 
Secondo Piatto
Rana Pescatrice dell'arcipelago Toscano panata e speziata su crema di mandorle e friggitelli
(rana pescatrice dell'arcipelago Toscano, peperoncino Az. Peperita)
 

Pre-dessert
Scirocco
(palline di frutta e verdura speziate, provenienti da aziende orto-frutticole della Val di Cornia) 

Dessert
Il mare nel vetro
(composizione di pan di spagna al pistacchio, cioccolato nero e bianco Amedei)

 
Vini delle Aziende del Consorzio Val di Cornia
 
Veive 2012, Viognier , PoggioRosso - Populonia
Stradivino 2012, Vermentino e Magistro, Ansonica Passito, AziendaRigoli – Suvereto
 
Olio extravergine d'oliva da produzione biologica dell'Az. SS Annunziata di San Vincenzo  

Potevo mancare io? certo che no! E bando alle ciance, andrò dritta alla descrizione dei piatti e relativi abbinamenti di questo menu strepitoso in cui l'amica chef Deborah Corsi,  nome ormai noto ai followers di Poverimabelliebuoni, si è espressa in modo esemplare esibendo una maturità stilistica essenziale e decisa che le auguro di mantenere a lungo!

LA BRUSCHETTA LIQUIDA CON CUBI DI SUGARELLO
Quando Deborah mi ha descritto il menu che aveva in mente, mancava un piccolo benvenuto dove si esaltasse il pane ed ecco che salta fuori, quasi ci leggessimo reciprocamente nel pensiero, questa bruschetta liquida, cioè una fetta di pane casalingo toscano (del Consorzio Pane Toscano a Lievitazione Naturale in procinto di ricevere la tanto agognata DOP) tostato e poi sfregato con aglio fresco e filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore, condito con olio extravergine d'oliva dell'Az. SS Annunziata di San Vincenzo, sale e pepe e poi passato nel frullatore fino a ridurlo in crema. Una generosa cucchiaiata di bruschetta liquida, cubi di sugarello crudo condito semplicemente con olio evo, e un giro di olio al prezzemolo. Il lusso della semplicità, confortante bontà!

 
 
TERRINA DI ALICI DI PIOMBINO E PEPERONI CON CARAMELLO ALLE OLIVE
Una composizione di alici fresche, filetti di peperone arrostito e poi spellato, passata in forno a 180° C, 1 min per un effetto né cotto né crudo, una strisciata di nero di seppia nel piatto, la terrina e il tocco croccante originalissimo, dolce-salato del caramello alle olive (un impasto di zucchero e olive tritate, sciolto in forno e poi fatto raffreddare a formare una sorta di croccante). Felice creatività!


Bruschetta e Terrina erano accompagnati da Stradivino 2012, Vermentino in purezza, fresco, gradevole e con una interessante nota  minerale, dell' Azienda Rigoli – Suvereto

 
BOTTONI DI PASTA FRESCA ALL'OLIO E LIME SU SALSA CACCIUCCATA
Ero molto scettica su questo abbinamento ardito e non avevo nascosto le mie perplessità a Deborah che invece era sicura del fatto suo e, a posteriori, non posso darle torto anzi devo darle merito di aver creato un piatto sublime che ha lasciato tutti di stucco! Grande equilibrio gustativo per un connubio inimmaginabile: i bottoni sono dischetti di pasta fresca all'olio, con un cuore al lime, in perfetto armonico contrasto con una  salsa cacciuccata  da manuale dove dolce, sapido e piccante si fondevano serenamente per il godimento del palato.
 


RANA PESCATRICE PANATA AL NAGA YELLOW, CREMA DI MANDORLE E FRIGGITELLI
Uno dei peperoncini più piccanti, il Naga Yellow come ci ha spiegato Rita Salvadori, titolare dell'Az. Peperita di Bibbona, produttrice di peperoncini, dal gusto di peperone giallo con note di paglia e fieno, sapientemente dosato dalla chef insieme a polvere di friggitelli per la panatura di bocconcini di  rana pescatrice cotti alla perfezione, serviti su crema di mandorle e friggitelli fritti. Un piatto deciso, senza compromessi, di grande carattere.


Bottoni e Pescatrice sono stati abbinati con successo con Veive 2012, il viognier in purezza dell'Az. Poggio Rosso di Populonia. Nonostante la giovane età, il Veive, che presenta tutte le caratteristiche varietali del viognier ovvero rotondità, complessità aromatica, frutti gialli maturi unite ad una bella freschezza territoriale che ne facilita la beva, si è dimostrato un  bianco importante in grado di reggere una saporita salsa cacciuccata e di armonizzarsi anche con l'insolita  nota agrumata tropicale del lime addolcita dalla grassezza della pasta fresca all'olio e allo stesso modo ha sostenuto  la  piccantezza vegetale della pescatrice ammansita dalla cremosità e dalla dolcezza delle mandorle.
 
 
 
SCIROCCO: ananas spadellato allo zenzero, mele e menta, carota e cardamomo, datterino e vaniglia, patata (cruda) e zafferano su salsa al cioccolato bianco e sedano e un filo di caramello.
La giusta freschezza che il palato  richiede d'estate quando soffia lo scirocco, vento umido e caldo proveniente da sud est, questo  l'effetto che aveva in mente  Deborah mentre lo elaborava.
Dalla teoria alla pratica nessuno ostacolo, missione compiuta e lo scirocco è messo alla porta!


IL MARE NEL VETRO: biscotto sbriciolato sul fondo, crema chantilly, pan di spagna al pistacchio, coralli di cioccolato bianco colorato di rosso, cavalluccio marino di cioccolato amaro
Un dolce per ghiotti puri! Il mio gusto favorisce lo scirocco ma il mare nel vetro è indubbiamente  un dessert indovinatissimo, bello e di grande successo!

 
Degnamente bagnato da MAGISTRO, Ansonica passito dell'Az Rigoli di Suvereto, una felice espressione di questo vitigno poco conosciuto ma abbastanza diffuso nella bassa Toscana, che può essere vinificato in versione secca o passita.
 
 
Filetti, salsa freschissima e passata di Pomodoro Mediterranea Belfiore, I peperoncini in polvere dell'Azienda Peperita, l'olio dell'Az. SS Annunziata
 
 
 
Il pane Toscano a Lievitazione Naturale
 
 
 
 
La nostra bella chef ritratta insieme all'assessore all'Agricoltura, Caccia, Pesca e Turismo della provincia di Livorno Dr Paolo Pacini
 
 
e una foto di gruppo
 
Rita Salvadori, Az Peperita, Emanuele Giampieri, patron del locale e marito di Deborah, Paola Rastelli, delegato Ais Livorno, Francesca Luzzi, direttrice commerciale Az Poggio rosso, l'assessore Paolo Pacini, la sig.ra Edy Monelli, proprietaria di Poggio Rosso, la chef Deborah Corsi, Nelusco Pini, Az Rigoli
 
 

HANNO ABBOCCATO ALL'AMO