domenica 9 giugno 2019

UN CACCIUCCO PARTY PER CACCIUCCO PRIDE 2019


Per esigenze fotografiche, più che un party, è un intimo  tête-à-tête per due! Ma l'idea del Cacciucco party vuole essere un inno all'aspetto conviviale e festaiolo del piatto simbolo per eccellenza di Livorno e della sua cultura multi etnica, cacciucco di genti, in memoria anche delle storiche cacciuccate in strada, che vengno riproposte nei rioni della città durante la manifestazione Cacciucco Pride
Cacciucco Party è  la mia proposta per il Cacciucco Pride contest 2019sperando di accedere alla finale, che si terrà al mercato delle vettovaglie, domenica 16 giugno,  in modo da difendere il titolo di "Queen of Cacciucco 2018"  che mi aggiudicai con il mio Cacciucco in giallo con crudi di seppie e canocchie

Anche quest'anno, insisto nel mantenere la connotazione di zuppa di pesce, gioco solo con l'alleggerimento delle cotture e con la presentazione ma soprattutto con il concetto di piatto da condividere  e da gustare in buona compagnia.
E’ un cacciucco, dunque, abbastanza classico, fatto con soli pesci da zuppa e palombo, polpo, seppie e come unici crostacei, le canocchie. Le cotture sono appena alleggerite per avere un gusto concentrato e pieno ma ancora abbastanza fresco ad esaltare tutta l’essenza dei pesci.
Viene presentato direttamente nel suo tegame di cottura da portare nel centro tavola e da condividere fra i commensali, come una fondue bourguignonne (o "burghignonne" per dirla alla livornese, pronunciato come è scritto e con la e finale :-) :  dei pezzetti di pesce crudo vengono infilzati negli spiedini da ognuno e fatti cuocere nella salsa che sobbolle grazie al fornellino posto sotto al tegame. Infine ognuno si mette nella propria fondina o scodella un ramaiolo di cacciucco e aggiunge i bocconcini di pesce cotti al momento. A contorno: una salsa all’aglio da spalmare sui crostini prima di ricevere la crema di pesce e tutti i pezzi in essa contenuti. Viene servita anche una salsa al peperoncino per chi vuole aumentare e dosare a piacimento la piccantezza della propria porzione.




Ingredienti per 4 persone

800 g di pesci misti da zuppa (tracine, gallinelle, scorfani rossi e neri, pesce prete…)
800 g di polpo
500 g di seppie
400 g di palombo/gattuccio
8 canocchie
5-6 spicchi d’aglio rosa
10 foglie di salvia
500 ml di polpa e succo di pomodoro Freschissima Mediterranea Belfiore
200 ml di vino rosso giovane e fruttato
1 cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro
Crema di peperoncino Iasa qb o olio al peperoncino Peperita, piccantezza media
Salsa all’aglio (aglio rosa scottato brevemente nel latte, infine frullato e montato come una maionese con un poco dello stesso latte e olio a filo)
Olio evo Ig Toscano qb
Sale, pepe nero di mulinello, peperoncino bio in fiocchi jalapeño n 5 Peperita

Pulire tutti i pesci. Sfilettarne una parte e spinarli accuratamente, tagliarli a tocchetti, mantenendo la pelle, e metterli da parte. Tagliare a tocchetti anche il palombo o gattuccio e mettere da parte.

Cuocere il polpo sottovuoto a bagnomaria a 80° C per ca 2h

Passare 2-3 spicchi d’aglio nello spremi aglio, trasferirlo in un tegame con 2-3 cucchiai d’olio evo e 3-4 foglie grandi di salvia, scaldare, aggiungere un po’ di acqua calda, far stufare l’aglio per qualche minuto a fuoco dolce. Aggiungere lische e teste e i restanti pesci interi, ben squamati ed eviscerati. Far insaporire. Unire 1/3 della polpa di pomodoro, allungare con acqua calda e far cuocere per circa mezz’ora. Rimuovere le teste e le lische più grosse, far colare il brodo attraverso un colino, spremendo teste e lische e raccogliendo il brodo in un pentolino; passare tutto il resto nel passaverdura. Mettere da parte la purea di pesce e il brodo separatamente. Non salare.

Mettere in un tegame di coccio, o di rame, i restanti spicchi d’aglio tritati nello spremi aglio con 4-5 foglie di salvia e due o tre cucchiaiate d’olio evo, scaldare, allungare con un cucchiaio di brodo di pesce caldo e far stufare per qualche minuto, unire le seppie tagliate a strisce piuttosto larghe, con i loro ciuffi, rosolare a fuoco vivo, sfumare con un bicchiere di vino rosso, far evaporare un poco l’alcol, allungare con il brodo caldo, il liquido di cottura del polpo, la restante polpa di pomodoro, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, portare a bollore, diminuire la fiamma e far sobbollire per circa 30-40 minuti. Unire la purea di pesci, allungare con altro brodo caldo, se necessario, far cuocere nella salsa per una decina di minuti anche le granfie del polpo e a cinque minuti dal termine, anche le canocchie; infine assaggiare e regolare  di sale, pepe nero macinato al mulinello e peperoncino jalapeño in fiocchi.

Portare il tegame con il cacciucco fumante in tavola, posizionarlo sopra al fornellino acceso in modo che la salsa possa sobbollire dolcemente. Disporre intorno al fornellino dei piattini con i bocconcini di pesce crudo da cuocere nella salsa del cacciucco, dei piattini con fette di buon pane casalingo toscano tostato, delle ciotoline con la salsa all’aglio e la salsa al peperoncino e divertirsi ad infilzare i bocconcini di pesce negli spiedini, cuocerli nella salsa, metterli nella propria fondina o ciotola, dove si sarà posizionata una fetta di pane spalmata con un velo di salsa all’aglio e nappata generosamente con la salsa del cacciucco e il resto dei componenti. Per aumentare e dosare a proprio piacimento la piccantezza del cacciucco, si può aggiungere anche la salsa al peperoncino.


BUON CACCIUCCO PARTY E BUON CACCIUCCO PRIDE!!!



venerdì 7 giugno 2019

PEPOSO DI POLPO & SYRAH


Avere a disposizione un signor syrah e pensare al pepe è  automatico. E dovendo cucinare qualcosa in cui il pepe sia protagonista, inevitabile approdare al  peposo! Ma  nello stile di Poverimabelliebuoni si sostituisce la carne con....? Un bel polpo! Che per un umido col vino è perfetto. Detto...fatto...beh non proprio...e non è  proprio clima da peposo ma una promessa è una promessa! Anche se appena accennata, cioè avevo comunicato l'intenzione ma senza svelare cosa avrei realizzato.
E' passato un po' di tempo da quando ho fatto quella promessa, il tempo di dare la precedenza ad eventi più imminenti,  ma finalmente ho trovato il momento giusto e l'ispirazione per mettere in pratica l'idea che mi frullava in testa da quel 17 aprile, quando, a conclusione di un bellissimo pranzo-degustazione con amici all'Aia della Vecchia, su invito di Viviana, titolare col marito dell'azienda Casavyc, ho potuto scoprire i suoi vini eleganti, freschi e di carattere,  felice espressione di una nicchia racchiusa in un bellissimo e  remoto lembo di Maremma.

La cantina Casavyc nasce nel 2004 dalla grande passione per il vino di Viviana e Claudio, sulle pendici del Monte Amiata, tra querce, pascoli e torrenti. I suoli sono di antica origine vulcanica e  mantengono la loro ricchezza e diversità minerale.
L'ideale per dar vita a vini ricchi di mineralità, freschezza ed eleganza grazie alla quota maggiore della media (500 m slm) improntati  su vitigni del territorio (Sangiovese, Alicante)  con qualche sperimentazione a base di  vitigni internazionali non scontati (Pinot nero, Sauvignon blanc)
La coltivazione delle vigne prevede metodi naturali e tradizionali, diserbo meccanico, concimazione organica, potatura e raccolta manuali. La vinificazione avviene nel rispetto del prodotto della vigna, i metodi usati sono tradizionali e naturali, senza uso di prodotti di sintesi e processi che intervengono sulla struttura del vino.
I vini son fermentati a temperatura controllata con lieviti autoctoni e da uve dei nostri vigneti.
Tutti i vini rossi maturano in botti di rovere di diversa dimensione e composizione così da dedicare a ciascun vino il contenitore più adatto. Viviana e Claudia credono in periodi di maturazione e affinamento più lunghi della media, ogni vino viene assaggiato ciclicamente e solo quando viene giudicato pronto viene avviato alla vendita.
Coltivazione e vinificazione alla ricerca di prodotti di valore assoluto per allargare il concetto di prodotto del territorio a qualcosa che non sia per forza tradizionale e immutabile, questo è il filo conduttore che unisce tutti i vini Casavyc.


Il convivio di aprile era stato condiviso con i padroni di casa naturalmente: Gabriella Pizzi, la cuoca, alla mia destra,  Viviana alla mia sinistra, alle sue spalle  Massimiliano, il marito di Gabriella. Spunta dietro al gruppo, in tutta la sua imponenza, il brillante e simpatico Riccardo Meini, agente di commercio del settore vinicolo. Juri Fossaroli, enotecario, accanto a Gabriella. 

Gabriella  si era esibita in alcuni dei suoi piatti di carne memorabili : dal diaframma che adoro, alla guancia brasata, alle costolette di cervo cotte sotto vuoto. La foto non rende giustizia e non mostra la carrellata completa, ero concentrata sui vini. E che vini!! wow! l'intera gamma di Casavyc, a partire dal sorprendente e vibrante A riveder le stelle, 2013, Metodo Classico brut rosè, Pinot nero 100% (la mia passione) vinificato in bianco, 4 anni di stazionamento sui lieviti per dei profumi e una eleganza del tutto inaspettate da un vino del sud della Toscana. 

Si prosegue con Piano piano poco poco, 2016, insolito, finissimo e freschissimo sauvignon blanc con tre anni sulle spalle e ancora altri davanti a sé; e ancora una bella serie di rossi, ma non ricordo esattamente l'ordine :  Lo Cavalcone, 2013, un possente sangiovese in purezza, ultimo nato in casa Casavyc, il cui nome evoca ironicamente L'Armata Brancaleone; Morelllino di Scansano  Sangiovese  100%  con piccole percentuali di Alicante (max 10%), fragrante ed elegante, Morellino di Scansano riserva 070707, annata 2015, morbido e dai tannini vellutati, con note di ciliegia sotto spirito. Tutti i vini hanno nomi evocativi e non potevano trovare nome migliore per un pinot nero coltivato in Maremma : Pinot Nero Temerario, speziato e fragrante, leggero e teso al palato con note di ribes ed erbe aromatiche l'annata assaggiata, 2013.
Originale ed equilibrato anche l'olio extravergine d'oliva dove i produttori si sono divertiti ad inserire nel blend classico toscano, anche  una cultivar "forestiera", la campana ravece, semplicemente "perché ci piace" mi spiega Viviana, persona estremamente alla mano, aperta, godereccia e gentile come i suoi vini.
Mancavano all'appello, oltre al marito di Viviana,  Vedo rosa, il delicato rosato da Grenache e Pinot nero e SY unocinquantasei, il syrah speciale 2008, che però mi sono portata a casa, gentile omaggio di Viviana, insieme ad altri campioni da gustare nella quiete domestica. 

Ed eccoci finalmente alla ricetta del mio peposo di polpo, ideato espressamente per sposare la preziosa bottiglia di SY 2008. Colore profondo nel calice, al naso esprime intensi e complessi sentori di ciliegie mature, pepe nero, cuoio e roccia arsa dal sole e bagnata. La bocca è generosa ma meravigliosamente equilibrata con tannini vellutati e bel frutto, denota un uso sapiente del legno, ben integrato, ancora la nota varietale di pepe e una chiusura lunga, fresca e sapida.  In altre parole, un grande vino. punto. 

Per non sacrificare metà bottiglia per cuocerci dentro il polpo, perchè la regola vuole che si cucini con lo stesso vino che poi accompagnerà il piatto, e appunto me lo volevo bere, ho cotto solo mezzo polpo, con il resto, nel prossimo post, vedrete cosa ho fatto....



PEPOSO* DI POLPO AL SYRAH SY CASAVYC 2008

Ingredienti per 2 persone

400 g di polpo
1 spicchio di aglio rosa
2 cucchiai di pepe misto bianco, rosso, verde e nero (avevo un ottimo mix  portato dal viaggio dello scorso anno in Cambogia a cui ho aggiunto anche del pepe verde)
250 ml di syrah o altro vino fruttato, corposo, poco tannico
2 cucchiai di fondo bruno di manzo 

Patate gialle, patate rosse dolci, acqua, latte, olio evo qb

Mettete in un tegame il polpo, copritelo con il vino, l'aglio tagliato a fettine, aggiungete il pepe e fate cuocere dolcemente per 1 h - 1 h e 30 fino a che il polpo sarà ben tenero e la salsa ristretta. A fine cottura, togliete il polpo, aggiungete alla salsa un  cucchiaio di fondo di manzo,  se necessario allungate con poca acqua calda, in modo da creare una salsa fluida ma avvolgente, assaggiate, regolate di sale e aggiungete altro pepe macinato al momento, se non è sufficientemente "peposa"

Servite il polpo caldo, irrorato con la sua salsa al peposo, su una crema morbida di patate (purea di patate all'olio,  latte e acqua) gialle, con  qualche tocco  di crema di patate rosse dolci (purea di patate rosse, acqua, latte)

* ci sono svariate versioni di peposo, che è un piatto di carne, naturalmente, ho optato per la più semplice, niente olio, solo vino, pepe e aglio. Mi sono divertita a sostituire la carne col polpo, ho pensato ad un mix di pepe per dare maggiore complessità aromatica e infine per aumentare la struttura della salsa, ho adottato il fondo bruno e non mi sono pentita. Il marriage con SY è stato semplicemente perfetto e indimenticabile! Mi faccio gli applausi da sola. Ecco. 


















venerdì 31 maggio 2019

2° TROFEO L'OMINO DI FERRO, PIZZA CONVIVIUM 20 MAGGIO 2019


C’è anche un pizzaiolo cecinese, tra i vincitori della seconda edizione del trofeo “L’Omino di ferro”: si tratta di Andrea Vitone della pizzeria Regina Margherita (nella foto con Gabriele Dani), che si è imposto nella categoria della pizza veloce. La gara è andata in scena lunedì 20 maggio, a Marina di Cecina, nella giornata conclusiva della manifestazione Pizza Convivium 2019, vedi mio precedente post;  manifestazione organizzata dal Comune di Cecina in collaborazione con l'associazione Pizze di charme, con la direzione tecnica di Gabriele Dani, presidente dell’associazione e patron di Disapore Pizzeria Contemporanea, presente nelle guide Gambero Rosso e 50 Top Pizza.


"L’ omino di ferro" è un premio annuale che viene conferito a personaggi di spicco della cultura, dello sport e dell’imprenditoria cecinese.
L’omino di ferro originale a cui si ispira il premio, è costituito da una banderuola di ferro raffigurante Leonetto Cipriani, proprietario dell’osteria e stazione di posta L’Omino di ferro, d’epoca risorgimentale, divenuto famoso per la sua forza e il suo coraggio, da cui il nome.
La banderuola è posizionata sopra il tetto della filiale di una banca in corso Matteotti, dove sorgeva la locanda.
A partire dalla prima edizione 2018, il premio si è esteso anche ai pizzaioli e il trofeo si propone come un punto di riferimento per il lancio di nuove stelle nel settore della pizza.

La competizione, riservata ai pizzaioli professionisti,  prevedeva cinque categorie di qualità : classica, napoletana, alla pala, in teglia, gluten free e una gara di abilità : pizza veloce.
Presidente di giuria il pizzaiolo napoletano Luciano Sorbillo e nelle fila delle 4 giurie (teglia e pala insieme)  molti pizzaioli, tecnici istruttori di Pizza News School e Grandi Molini Italiani, quali  Luigi Ricchezza, Mario Cipriano, Luca D'Auria, Marco Greco, Paolo Bruno, Gianluca Zorzi, Giovanni Mascari, Manuel Maiorano, Angelo Petrone, Andrea Nolfo, Lorenza Cataldi, le blogger partenopee Ersilia Cacace, La Boss delle Pizze e Marianna Somma e ancora rappresentanti di aziende agroalimentari e conserviere partners della manifestazione che hanno messo in palio premi speciali per la migliore valorizzazione dei loro prodotti quali Andrea Aringhieri per Tonno Angelo Parodi, Daniele Todaro per Ma Scialai, Emiliana e Simonetta Ciarlo per Mediterranea Belfiore, Anna Somma per New Chef Service, Giovanni D'Alessandro per l'azienda D'Alessandro (salumi e formaggi). Non ultimo erano in giuria anche degli chef, fra questi Lorenzo Giglioli, personal chef, servizi catering e consulenze e Simone Acquarelli, chef del Frantoio di Montescudaio.


Oltre agli ambiti trofei, in  palio anche altri premi speciali come le pale per pizza di Gimetal, le carte d'Amalfi dipinte a mano per la Colatura di Alici di Cetara Dop e confezioni con mortadella di tonno, lardo di calamaro e soppressa di seppia di Salumerie di Mare di Livorno.


50 pizzaioli provenienti da tutt'Italia si sono sfidati durante un'intera ed intensa giornata, culminata con l'assegnazione degli ambiti premi. 




Michele di Bari tra Sorbillo, Ricchezza e Dani 

Successo per il pugliese Michele Di Bari (pizzeria Punto Caldo, di Crispiano – Taranto) sia nella categoria napoletana che in quella classica, oltre al premio speciale Ma Scialai; a trionfare per la pizza in pala e per quella gluten free, con premio speciale Angelo Parodi è stato invece Antonio Buonaugurio (pizzeria da Finistone, di Mondragone – Caserta).
Antonio Buonaugurio

Gloria anche per il veneto Andrea Boscolo (pizzeria Antichi Sapori, di Sottomarina – Venezia) che ha vinto la categoria della pizza in teglia e menzione speciale per il miglior impasto.

Altri premi sono stati assegnati ad Andrea Rosetti del panificio Rosetti di Volterra (miglior uso dei prodotti di Salumerie di mare), a Luigi Ferrante (miglior uso dei prodotti Mediterranea Belfiore), a Sonia Mariani e Alessio Pagliuca (miglior uso dei prodotti del consorzio della colatura di alici di Cetara Dop), nonché ai già premiati Antonio Buonaugurio (miglior uso del tonno Angelo Parodi), Michele Di Bari (miglior uso dei prodotti MaScialai) e Andrea Boscolo (miglior impasto).

Sonia Mariani, Luciano Sorbillo, Alessio Pagliuca con i quadri della Colatura di alici di Cetara dop

 Luigi Ferrante col premio Mediterranea Belfiore, consegnato da Simonetta Ciarlo

Andrea Rosetti con il premio di Salumerie di Mare, Lorenzo Giglioli e Gabriele Dani

 Andrea Nolfo


Mario Cipriano e Andrea Aringhieri

Che altro aggiungere? Grazie a tutti i partecipanti, ai giudici, ai partners, al nostro direttore tecnico e ad maiora!! Arrivederci a Pizza Convivium 2020!


lunedì 27 maggio 2019

IL MIO SECONDO PIZZA CONVIVIUM, CECINA 18-20 MAGGIO 2019


E' già passata una settimana dalla conclusione della seconda prova  di Pizza Convivium 2019! I giorni successivi all'evento sono stati frenetici tra smistamento foto, condivisioni social e ringraziamenti. Ora, siamo  quasi tornati alla normalità, ma il ricordo è più che vivo; si fanno bilanci e tanta autocritica. Per quanto mi riguarda, è  in questo frangente che il blog si riappropria della sua veste più vera e naturale, cioè il suo essere un semplice diario personale virtuale.
Scrivere di un evento che si è curato personalmente non è più considerato  autocelebrativo,  così va il mondo della condivisione social oggi. Ci si incensa esibendo successi personali, si condividono foto di happening e attività che ci coinvolgono, un po' per compiere il proprio dovere di cronaca dell'avvenimento, un po' per vanità. Raramente però ho letto di chi fa pubbica ammenda per i propri errori e anzichè incensarsi si cosparge il capo di cenere.
La fila alla cassa alle h 19.00

Arrivo al punto. In generale sono contenta per come è andata la manifestazione: " La Pizza batte la pioggia" come giustamente ha titolato il Tirreno lunedì 20 maggio. Nonostante il meteo avverso, infatti,e  con nostro grande stupore, è stato un grande successo di pubblico con maggiore affluenza rispetto alla prima edizione: quasi 1000 persone solo il sabato e altrettante la domenica,  spalmate lungo tutta la giornata tra un acquazzone e una schiarita! Senza contare poi anche la gremita competizione per pizzaioli del lunedì.
Il pienone all'ora di punta il sabato sera

Basterebbe questo per esultare! E noi si esulta, certo, ma prendiamo subito nota di ogni piccole errore o svista e facciamo tesoro di critiche costruttive e di suggerimenti per poterci migliorare sempre. Io sono ipercritica e pignola con tutti e a maggior ragione con me stessa e ho subito registrato tutte le mie dimenticanze o le mie gestioni non impeccabili di alcuni eventi, le scelte non azzeccate, le incomprensioni, i nervosismi, dovuti principalmente allo stress, all'accumulo di  stanchezza fisica e mentale (non per trovare alibi) ma anche ad errori di valutazione. Tutto ciò fortunatamente non ha compromesso in generale  il buon esito della manifestazione perchè strada facendo abbiamo saputo affrontare le difficoltà  ma ha messo un po' alla prova il mio equilibrio psico-fisico e la mia autostima al punto tale che il giorno successivo quando con Gabriele e Cristina ci siamo trovati per smantellare l'allestimento e ritirare il nostro materiale, nonostante sapessi che non dovevo farmi abbattere dallo scoramento del momento ma bisognava guardare avanti facendo tesoro degli errori per non ripeterli, avevo un nodo alla gola dalla rabbia ed ero determinata a rassegnare le dimissioni.

Ma un grande capitano è colui che intuisce e rassicura. Sentire Gabriele fare un'analisi serena di ciò che mi angustiava maggiormente e il suo fare subito progetti per il terzo atto, migliorando questo e quest'altro, e non mettere in discussione per un nano secondo il mio  essere ancora parte della squadra e del progetto, mi ha commossa e infine mi ha fatto desistere e ridato la voglia di continuare e chi vivrà vedrà!!

E ora bando ai sentimentalismi, un po' di foto della bella kermesse, perchè ci sono stati tanti bellissimi ed emozionanti momenti!!

I bei laboratori di sabato sono iniziati con l'atteso lab LA PIZZA IN CASA a cura di Gabriele e si sono conclusi con  PIZZA e BIRRA e PIZZA e BOLLA, rispettivamente con Simone Cantoni, assaggiatore di birra e Riccardo Margheri, sommelier, le pizze ideate da Gabriele e preparate da Alessio Pagliuca, alla presenza di alcuni produttori quali Michele Satta e Piermario Meletti Cavallari i cui spumanti, insieme al Podere La Regola erano stati utilizzati nei laboratori. Ma anche altri vip hanno onorato i nostri laboratori, fra questi Oliviero Toscani, e l'ospite speciale della manifestazione, nonchè presidente di giuria del 2° Trofeo L'Omino di Ferro,  il pizzaiolo Luciano Sorbillo con signora




Nella stessa giornata, hanno spopolato, la golosa pizza fritta di Giovanni Santarpia anche versione dolce a tutto pistacchio Ma Scialai e la focaccia pugliese di Angelo Petrone.


La domenica ancora gremito il gazebo di Pizza Lab con  il bis della pizza in casa di  Gabriele e, a seguire, la pizza in Pala con Mario Cipriano e Gianluca Zorzi, presentati da Marco Gemelli


E ancora tanto pubblico per il cooking show del celebre pizzaiolo gentleman  Luciano Sorbillo con la sua Margherita storica e la pizza della salute, a basso contenuto di glutine e  con purea di goji italiano nell'impasto. Colto, garbato e disponibile, ci ha deliziati con informazioni tecniche ma anche aneddoti e notizie storiche, sfatando anche falsi miti come quello che vuole la Margherita ideata per la regina omonima. In realtà, sostiene Sorbillo, la Margherita prese questo nome perchè i pizzaioli mettevano la mozzarella a raggiera sulla pizza a mo' di petali di margherita!!

Piccolo momento di autocelebrazione: Luciano Sorbillo ha promosso la pizza Poverimabelliebuoni realizzata in collaborazione con Gabriele Dani, con i datterini di Mediterranea Belfiore, provola affumicata, acciughe di Piombino marinate con olio e colatura di alici di Cetara, origano fresco. Son soddisfazioni! Assaggiata e approvata anche da Luigi Ricchezza che ha suggerito giustamente di tagliare a metà le acciughe e da Giovanni Santarpia che aggiungerebbe della scorza di limone grattugiata. Suggerimenti prontamente registrati!!


Foto Alice del RE

Fantastico e scoppiettante il gettonatissimo laboratorio Pizza Junior con il vivace Marco Greco, idolo dei bambini.


Altro happening indimenticabile e divertente il cooking show LA PIZZA E IL MARE dove la creatività del giovane e brillante chef Simone Cipriani, di Essenziale Firenze e volto tv Gambero Rosso Channel, insieme alla maestria del pizzaiolo Gabriele Dani, hanno dato vita a tre pizze straordinarie: in onore delle origini labroniche dello chef e in omaggio all'amata nonna Paola: la pizza al nero di seppia con crema di ragù di seppia al nero, lardo di seppia, cedro candito e datterini semi-canditi - la pizza in pala 5&5 con crema di torta di ceci, melanzane sotto pesto (livornese) to pesto (livornese) salsa al pepe e wasabi. E infine una pizza che strizza l'occhio alla tradizione nordica con l'aringa, che ha comunque sfamato tanta povera gente anche a latitudini più meridionali: mozzarella, carciofi saltati in brodo di pollo e panna all'aringa, caviale d'aringa. Tutto bagnato da una doppia magnum di Donna Olimpia Doc Bolgheri bianco!! 


A proposito di vino, non dimentichiamo la novità di quest'anno, il banco vini della Costa degli Etruschi con ca 20 produttori, con il servizio dei sommelier Fisar Le Due Valli. Qui tutte le aziende aderenti

Ovviamente non poteva mancare la birra!! 

Abbiamo concluso, infine,  le attività dell'intenso programma domenicalegiusto all'ora dell'aperitivo, con degli ottimi cocktail preparati dal bartender Francesco Guetta con distillati tutti toscani made in Dì Wine e Liquorificio Il Re dei Re, a seguito della presentazione del bel libro TOSCANA DA BERE di Federico S. Bellanca e Marco Gemelli con Giorgio Dracopulos. Nel libro, per la sezione PAIRING D'AUTORE c'è anche una pizza ideata dal nostro grande Gabriele Dani abbinata al cocktail italiano più famoso al mondo, il mitico Negroni!!! 


E poi ancora pizze, tante pizze, anche al femminile, grazie alla nostra Lorenza Cataldi, arrivata dalle Marche, che al banco Lady pizza,  ha proposto una sua creazione con la mortadella di tonno di Salumerie di Mare, il pesto di pistacchi e pistacchi Ma Scialai,  ricotta al timo limone e filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore

La pizza di Luigi Ricchezza con il tonno Angelo Parodi

E ancora le pizze del padrone di casa e di alcuni amici.....





Giovanni Mascari, Pizzeria Boccabona, Prato

La pizza Gluten Free di Francesco Buonocore, Pizzeria L'Acquapazza

Ma c'erano anche i meravigliosi pani dei panifici cecinesi Rosetti e Castelli per accompagnare i salumi e i formaggi di D'Alessandro/La Sorrentina o le salse, i sott'olio di Mediterranea Belfiore, le acciughe e la colatura di alici di Cetara Dop,  le golosità siciliane Ma Scialai, il tonno di Angelo Parodi,  l'olio extravergine d'oliva Il Cavallino e gli oli al peperoncino Peperita




Come non citare infine anche il main sponsor: Grandi Molini Italiani e ancora Fornitalia, Valoriani forni, Gimetal, New Chef Service, Molecola, Nestlè Italia, Igf Italstampi, Zona, Toscanamade, sono tutti elencati nella pagina PARTNERS del nostro sito.

Il pesciolino gadget di Pizza Convivium realizzato da Toscanamade

Il bravissimo staff tutto femminile coordinato dall'energica e infaticabile Cristina Grandi : Alessia, Nadia,  Rachele e la gemella di Cristina, Luana

Super attivi anche Alessio Pagliuca e Jonathan Favilli

Insomma, a Pizza Convivium tanto gusto e divertimento!! Che altro ???
Ah sì, nei prossimi giorni, tutto sul 2° Trofeo L'Omino di Ferro di lunedì 20 maggio.
E se è vero che non c'è il due senza il tre, ci rivediamo per la terza edizione nel 2020!!!
GRAZIE A TUTTI!!!  



Grazie a Marco Bechi, Marco Bechi blog, Alice del RE, Panelibrienuvole blog,  Paolo Salvadori, PSFoto e Lorenzo di Maria di Dr-one web agency per gran parte delle foto.

HANNO ABBOCCATO ALL'AMO