martedì 26 aprile 2011

CARPACCIO DI TONNO, FRAGOLE E ASPARAGI


Fresco, colorato, facile e veloce.
Tonno tagliato a carpaccio, asparagi sottili scottati al dente, fragole condite con foglioline di menta, aceto balsamico e zucchero, per guarnire: pepe rosa, mandorle a scagliette leggermente tostate (non pesantemente come ho fatto io perchè me le sono dimenticate nel fornetto), olio evo, paprica dolce solo ai margini del piatto
Stop!





venerdì 22 aprile 2011

GNOCCHI DI SEMOLINO RIPIENI DI POLPO E PISELLI SU BECHAMEL AL PROFUMO DI ZAFFERANO





Per l'MTC di aprile naturalmente!


Appena ho letto l'annuncio del piatto della sfida di aprile ho provato un piacevolissimo amarcord, la ricetta pubblicata dall'Araba era la stessa che faceva mia mamma, mi sono rivista bambina mentre seguivo incuriosita la preparazione, ansiosa di arrivare al momento in cui anch'io avrei preso il bicchierino per ritagliare  i tondini di semolino per poi  infilarmi in bocca i ritagli con la mia mamma che mi ammoniva  amorevolmente che se mi fossi rimpinzata troppo in anticipo, non avrei più mangiato il piatto finito, indubbiamente più gustoso.
Più grandicella invece mi veniva affidato un compito ben più arduo:  preparare la béchamel senza fare grumi!!
Giuro che ripensando a queste scene, risentivo il sapore degli gnocchi di semolino in bocca, un gusto dimenticato, quasi sepolto, un piatto démodé rispetto alla cucina attuale ma che grazie all'MTC rivive e si rinnova attraverso le preparazioni fantasiose che gli sfidanti hanno proposto.
Ho cambiato idea molte volte sulla mia versione, in un primo momento volevo colorarli, farne una tavolozza carioca, poi ho pensato ad una scacchiera bianco/nera e gnocchi quadrati o di nuovo l' ape maia e rispunta lo zafferano, però non volevo rinunciare alla nappatura classica con la béchamel, che avrebbe però coperto il colore e allora tanto inutile.
Beh insomma per farla breve, ecco la soluzione scelta, ispirata ad uno gnocco di patate ripieno di polpo della mia amica chef Deborah.
I  piselli freschi per un tocco primaverile e colorato e  ancora colore con lo zafferano e il suo aroma raffinato e inconfondibile
Ingredienti per gli gnocchi
come descritto dall' Araba, ho solo dimezzato le dosi, quindi:

500 ml di latte
125 gr di semolino
1 uovo
10 gr burro
50 gr parmigiano grattugiato
sale e noce moscata

Béchamel al profumo di zafferano:

250 ml latte
1 cucchiaio colmo di farina
20 burro
1 scalogno
un paio di pistilli di zafferano (o mezza bustina di zafferano in polvere)
sale

Ripieno
un polpino di ca 300 gr
una manciata di piselli freschi appena sgranati


Ho cotto il semolino e aggiunto tutti gli ingredienti secondo la descrizione della ricetta originale.
L'ho poi spianato su un foglio di carta da forno inumidito, creando uno spessore di circa 2 cm. Ho posizionato il ripieno : polpo lesso sminuzzato, piselli freschi appena scottati, qualche fiocchetto di burro, ho poi arrotolato il tutto aiutandomi con la carta da forno e schiacciando bene il salsicciotto ottenuto per far combaciare i lati.  Ho chiuso la carta intorno ai salsicciotti ottenuti a mo' di caramella e li ho passati in frigor per qualche ora per farli compattare in modo che al taglio non si sarebbero sbriciolati (ero un po' preoccupata per questo passaggio, ma ho avuto ragione, è andata bene)

Avvio la béchamel rosolando nel burro lo scalogno affettato finemente, aggiungo la farina  e faccio tostare creando un roux, allungo poi col latte in cui ho fatto macerare per almeno un'ora i pistilli di zafferano (o  mezza bustina di zafferano in polvere), porto a bollore mescolando continuamente fino a cottura.
Taglio il cilindro di semolino a tocchetti di ca 1-1,5 cm di altezza e ottengo gli gnocchi ripieni. Scappa qualche pisello e qualche tentacolino di polpo, ce li rinfilo  dentro :-)
Li posiziono su una teglia, cospargo con qualche fiocchetto di burro e li passo in forno 10 min.
Scaldo la béchamel, una bella cucchiaiata come base, sopra posizione gli gnocchi, qualche pisello per la decorazione e via in tavola!!
Non nascondo che non ho resistito a mangiarmi i ritagli di semolino mentre lo preparavo alle h 9 di mattina e come ho goduto nel ritrovare quel gusto dimenticato, grazie Araba per l'emozione che mi hai regalato rinnovandone il ricordo!

E......Buona Pasqua!


martedì 19 aprile 2011

LA TEORIA E LA PRATICA, SPIEDINI DI PALAMITA E ZUCCHINE, PESTO DI MANDORLE


Scene di ordinaria stagionalità: belle giornate, sole splendido, voglia di mare, aiuto il costume!!!! Urge dieta, pochi grassi, tanta insalata e verdura,  per fortuna le verdure primaverili rallegrano i piatti  con nuovi colori e sapori e la dieta è meno triste, inoltre forniscono nuovi stimoli per nuove creazioni.
Però ieri  non avevo stimoli particolari. L'idea era decisamente semplice, quasi "laica", termine adottato da mio marito in riferimento ad un piatto estremamente sobrio/salutare  (ovviamente non esaltante)  "trancio di pesce alla piastra e zucchine saltate in padella".
Al banco dei pesci trovo la palamita, perfetta! Due bei tranci e la cena è decisa.
Certo, non immortalare la palamita...... un pensierino a farci qualcosa di simpatico incomincia a venirmi e piano piano trovo l'idea.
Coincidenza  vuole inoltre che  nel pomeriggio un amico chef , chattando su Facebook,  mi comunichi  di partecipare alla gara culinaria alla Festa della Palamita  di San Vincenzo (7-8 maggio) e mi riveli il piatto ideato! Idea strepitosa, che  non posso certo rubargli perchè sarebbe proprio sleale ma mi  stimola ad uscire dal torpore creativo condizionato dalla dieta e  mi induce a decidere di creare il  piattino che avevo in mente, semplice ma gustoso, senza eccessi calorici e degno di essere immortalato.
I tranci idealmente li spello e li pulisco e li riduco in bocconcini, inevitabilmente mi ritornano in mente Bocconcini di palamita in manto di nocciole con crema di cavolfiori verdi  , la tentazione è quella di giocare con un' altra verdura, le zucchine, e frutta secca, sono ben fornita, ho pistacchi , mandorle e  arachidi, i pistacchi sarebbero perfetti ma non sono dietetici, come tutto il resto, soprattutto  in panatura, no!!!
Decido per degli spiedini, bocconcini di palamita + tocchetti di zucchina, magari li faccio marinare con menta e basilico e semi di coriandolo e nella palamita ci spremo un po' di succo d'arancia, ne ho giusto una e devo consumarla.
Però iniziano i dubbi circa la cottura, le zucchine magari le scotto prima, già cotte le infilzo sugli stecchi insieme alla palamita ancora da cuocere, perchè la palamita cuoce in pochi secondi. Quello che non mi va giù degli spiedini è che c'è sempre una parte più cotta e una meno cotta. Quasi quasi li salto in padella separatamente e dopo  li infilzo.
E la frutta secca? Mmmmmhhhhh.....Non riesco a rinunciarci!!
Opto per le mandorle, semplicemente perchè faccio tardi e non ho tempo di sgusciare nè i pistacchi, nè le arachidi, le mandorle invece sono in busta, già sgusciate e spellate!
Un pesto di mandorle per accompagnare gli spiedini, giusto una cucchiaiatina e mi ispiro al pesto di agrumi e mandorle del piatto vincitore del mio contest TUTTI PAZZI PER LE ACCIUGHE di Bruno, tranne che per il pomodoro verde che non ho.
Insomma alla fine di tutti i discorsi ecco qua il piatto, buono ma non mi ha appagata completamente, il gusto c'è ma devo rivedere l'esecuzione, ecco perchè ho esordito con la frase  "la teoria e la pratica"


Io l'ho fatto così, se qualcuno ha suggerimenti e consigli, sono ben accetti:


Per 2-3 spiedini
500 gr di palamita in due tranci di almeno 3 cm di altezza
4-5   zucchine (quelle che avanzano fanno da ulteriore contorno)
50 gr di mandorle spellate
1 arancia
10 gr  di capperi sottosale
basilico, menta, semi di coriandolo
olio evo, sale

Ho pulito e spellato  i tranci e ne ho ricavato  dei bocconcini,  li ho messi  a marinare con il succo di mezza arancia, olio evo, semi di coriandolo schiacciati, basilico e menta per ca 1 h
Tagliate a tocchetti  abbastanza alti le zucchine, grigliate  in una padella antiaderente unta con un filo d'olio, cosparse con menta, basilico, coriandolo e sale.
Preparato il pesto frullando le mandorle con la polpa della  metà arancia rimasta, i capperi dissalati, foglie di menta e di basilico, olio evo e sale.
Levato i bocconcini dalla marinata  li ho passati  in padella a fuoco vivo pochi secondi per parte, salandoli.
Ho infilzato  un tocchetto di zucchina, uno di palamita, etc...a piacere, ho rimesso  lo spiedino nel sughetto di cottura della palamita, nappato con altro succo della marinata e dato una velocissima rosolatina finale.

Il mio dubbio è questo: mi sarebbe piaciuto di più sentire la rosolatura sia della palamita che della zucchina, probabilmente non avrei dovuto aggiungere il liquido della marinata, che gli dà sicuramente più sapore ma lascia il tutto po' bagnaticcio, il pesto di accompagnamento è quasi superfluo, per quanto ci stia bene, ma non necessario ( e si risparmiano calorie). Forse sarebbe stato meglio tostare bene gli spiedini, poi far addensare il liquido della marinata e servirlo separatamente, ma nel frattempo si sarebbero  freddati, in questo caso bisognava tenere gli spiedini in caldo, e se si scuocevano?
Si complicava  tutto....AIUTOOOOOO!!!!





giovedì 14 aprile 2011

NIDI DI AGRETTI CON SGOMBRO E SCAMORZA AFFUMICATA SU SALSA VERDE


Facile da capire.....con il colore VERDE partecipo al Contest a colori di Profumi&Sapori
L'ispirazione nasce da un piatto visto su  La cucina di Albertone, la sua stupenda ricetta presentata in modo impeccabile mi è piaciuta moltissimo,  io mi sono limitata a "copiare" i nidi fatti con gli agretti e ad utilizzare lo stesso pesce, lo sgombro, però poi ho rielaborato a modo mio. E questo è il risultato, di cui sono soddisfatta, non ero sicura dell'abbinamento sgombro - scamorza affumicata e invece mi ha entusiasmata, tutto il resto conferisce al piatto un gusto molto fresco e agrumato, sia per il sapore stesso degli agretti (il nome è abbastanza indicativo!) sia per la salsetta verde con prezzemolo e succo di limone. Le chips di sedano rapa le ho rubate a Moreno Cedroni visto su Sky Gambero Rosso qualche giorno fa.


Ingredienti in quantità variabili:
sgombri puliti e sfilettati, agretti scottati al vapore, scamorza affumicata, prezzemolo, olio evo, succo di limone, sale e pepe, sedano rapa, agar agar


Affettare finemente il sedano rapa e ricavarne dei dischi da appassire in forno, leggermente oliati, a 150-180° per '30-40' (bisognerebbe schiacciarli  tra due griglie in modo che non si arriccino, io mi sono arrangiata stendendoli su carta forno e posizionando sopra degli  stecchini)

Frullare del prezzemolo fresco con un po' di acqua ghiacciata, olio, una spruzzata di succo di limone, sale. Addensare con una puntina di agar agar sciolta prima in acqua bollente e poi aggiunta alla salsa.
Irrorare i filetti di sgombro con olio evo, sale e pepe, posizionare sopra ai filetti delle fettine di scamorza affumicata, arrotolare e fermare con mezzo stecchino. Mettere l'involtino al centro di una formina tonda unta con un po' d'olio e rivestire l'involtino con gli agretti fino a riempire la formina, salare e irrorare con olio evo e cuocere in forno a 180° per 15' ca.
Versare un po' di salsa al prezzemolo nel piatto di portata, posizionare il nido ottenuto rovesciando la formina,guarnire con qualche chips di sedano rapa ed eventualmente nappare i nidi con altra salsetta verde

lunedì 11 aprile 2011

FRITTATA CON SARDE, FINOCCHIETTO E ASPARAGI SELVATICI


Una frittata per il cestino da pic-nic del contest di ASSAGGI DI VIAGGIO


Recentemente ho trovato un quesito quasi amletico sul blog di  Manuela, OVoBbudino  che diceva più o meno così:  "ma un foodblogger può cucinare cose normali tipo una bella  frittata?" 
E perchè no? La frittata non è poi così semplice e neanche banale, forse  è troppo "normale"?
E perchè bisogna essere originali e sorprendenti a tutti i costi? La deformazione da blog-contest ci contagia a tal punto? Abbiamo smesso di chiederci cosa sia veramente un blog? E' un diario virtuale, personale,  in cui annotare ricette, sensazioni, esperienze e appunto dubbi come quello espresso da Manuela. Naturalmente ci affascina di più la sperimentazione e cimentarci in abbinamenti inconsueti ma anche rivisitare certi classici può essere altrettanto stimolante.
E allora che  frittata sia! Ci sono diverse  filosofie a riguardo della frittata, chi sostiene che non bisogna sbattere le uova, chi sostiene che deve rimanere morbida e bagnata nel mezzo, chi la vuole ben arrostita con crosticina. A me piace alta, croccante fuori e morbida dentro. Sembra facile!!!
Ho preso lo spunto da una raccolta di cucina del Corriere della Sera del 2004, a cui attingo spesso, aggiungendo e togliendo qualcosa.
L'abbinamento finocchietto e sarde è un classico della cucina siciliana, ora che ci penso non ho mai pubblicato la PASTA CON LE SARDE, troppo scontata? No, devo farla e immortalarla prossimamente!
Il finocchietto selvatico ora abbonda nei campi, così come gli asparagi selvatici, ho provato a mischiarli.
Li ho fatti rosolare con un po' di burro e olio evo e cipolla bianca:



Ho sbattuto 4 uova con una cucchiaiata di parmigiano grattugiato, sale e pepe, poi ho aggiunto una decina di sarde pulite e sfilettate e ho versato la pastella sopra al  soffritto di cipolla, finocchietto e asparagi:


E qui inizia il bello, il difficile della frittata, io uso il sistema di mia mamma: cuocere a fuoco basso, raccogliere con una palettina i bordi man mano che rapprendono e rivoltarli verso l'interno, poi infilare la palettina sotto la base per valutare che non si attacchi, quando si è un po' rappresa coprire con un coperchio o un piatto, ribaltare la frittata e farla scivolare di nuovo nella padella e terminare la cottura.
Non ho mai tentato di farla volare per aria, farle fare un triplo salto carpiato per poi farla scendere perfettamente e dal lato giusto nella padella. Tale operazione coreografica, magari  davanti ad un pubblico, consacrerebbe il cuoco dilettante all'Olimpo dei cuochi di serie A! Mi accontento della serie B e scelgo  il metodo meno rischioso. In quest'occasione, in particolare, ho sperimentato una padellina antiaderente, penso più da crêpe che da frittata, che mi aveva regalato la suocera (così accontento sia la mamma che la suocera) praticamente doppia che si chiude a incastro e quando si gira la frittata è una figata! Via liscio come l'olio.....Però dai, ora va bene non rischiare di farla volare per aria e farla appiccicare sul soffitto come una vignetta umoristica ma addirittura ipersemplificata così.......senza nemmeno un po' di brivido e il timore che rivoltandola ti rimanga appiccicata sul coperchio o che ti scivoli via e anzichè ritornare nella padella, si spiaccichi tutta sul fornello che per pulire poi stramaledici la frittata e chi l'ha inventata , però così, con la padellina doppia per cottura facilitata, da dilettanti,  non c'è divertimento!!!! No, la serie C no!!





HANNO ABBOCCATO ALL'AMO