sabato 26 febbraio 2011

MARTINA VYROUBALOVA NO BLOGGER: GNOCCHETTI DI PATATE CON ACCIUGHE FRESCHE, UVETTA E PINOLI


Martina è una bella e sorridente ragazzona di origine cecoslovacca che vive in Italia da molti anni e che ho conosciuto in questo mese di febbraio ad un corso di cucina, dove  ho martoriato ovviamente tutti i partecipanti col tormentone del mio contest sulle acciughe! Simpaticissima  e molto attiva nel gruppo, nelle foto è quasi sempre ritratta nelle attività da banco pericolosamente piegata a 90° (ma eravamo quasi tutte donne, gli unici uomini erano con le mogli) perchè dall'alto dei suoi 1,78 mt di statura, ogni tavolo o piano d'appoggio per lei era troppo basso :-))
La prima, chissà se rimarrà l'unica, del gruppo ad accontentarmi con una bella ricettina, non si può dire altrettanto della foto, ahimè! neanche Picasa ha potuto resuscitarla...... ma lavoriamo di immaginazione...... Grazie Martina.


CIAO A TUTTI!!!
ECCO LA "MIA RICETTA.".....L' AVEVO PROVATA IERI SERA ED E' PIACIUTAAAAAAAA:)...ORA STA A VOI...:)

CIAO A PRESTO
MARTINA VYROUBALOVA


GNOCCHETTI DI PATATE CON LE ACCIUGHE FRESCHE , UVETTA E PINOLI

Ingredienti ( per 3 -4 persone )

400 gr di acciughe fresche
400 gr di gnocchi di patate
Una manciata di uvetta
Una manciata di pinoli
Olio e.v.o.
Mezza cipolla e mezza carota
Sale, Pepe, Peperoncino
Scorza di arancia
1/ 2 bicchiere di Vino bianco

Mettiamo a riposare la uvetta con il vino bianco almeno per 2 ore . Nel fratempo puliamo e dilischiamo le acciughe, tagliamo a pezzetti e mettiamo in infusione con un po’ di sale, pepe, pezzettini di peperoncino e  olio di oliva.
Nella padella facciamo il soffritto di olio di oliva con cipolla e carote, aggiungiamo le acciughe, facciamo saltare per almeno 2 minuti dopodiche’ aggiungiamo la uvetta con il vino ed alla fine i pinoli. Regoliamo a piacere di sale e pepe.
Facciamo cuocere gli gnocchi nel acqua salata e mescoliamo delicatamente con il sugo alle acciughe.
Possiamo guarnire sul piatto con la scorza di arancia e serviamo ben’ caldo.

venerdì 25 febbraio 2011

PIU' SARDINE, ARINGHE E ACCIUGHE



Gli oceani pullulano di sardine, aringhe e acciughe, il cui numero è più che raddoppiato negli ultimi 100 anni, e il motivo è da ricondurre alla scomparsa dei grossi predatori dei mari come squali, tonni e merluzzi, vittime della pesca incontrollata. Uno scenario che preoccupa non poco gli scienziati, visto che questi pesci si nutrono di plancton e che la loro proliferazione potrebbe avere conseguenze catastrofiche sulla catena alimentare marina, aumentando il rischio di una sovrapproduzione di alghe, che impediscono agli oceani di “respirare”.
Usando i dati dal 1880 ad oggi e studiando 200 istantanee della vita marina, i ricercatori dell’University of British Columbia sono riusciti a stimare il numero di pesci che popolano i mari del mondo, scoprendo che negli ultimi 120 anni squali, tonni e salmoni sono diminuiti di due terzi, con un crollo del 54% a partire solo dal 1970, mentre, per contro, i cosiddetti «pesce foraggio», che di solito sono il cibo dei predatori, sono più che raddoppiati nello stesso periodo. E la colpa sarebbe da ricondurre alla pesca eccessiva e senza regole (aggiungo: le regole esistono ma non vengono rispettate!!!), che ha completamente rovesciato l’equilibrio marino.
«La sparizione dei grandi predatori ha permesso la proliferazione dei pesci piccoli – ha spiegato all’American Association for the Advancement of Science il professor Villy Christensen, fra i relatori della ricerca – ed è un po’ come per i leoni: se loro non ci sono, il numero delle antilopi cresce ed è questo che succede anche negli oceani, con effetti pericolosi sulla vita marina. Per questo dovremmo incoraggiare le persone a mangiare più sardine ed aringhe e meno pesci predatori, così da non turbare l’equilibrio della catena alimentare».

giovedì 24 febbraio 2011

PLUMCAKE PISSALADIERE, NIZZA E UN'ALTRA VITA......


Da qualche giorno non vedo altro in giro nei foodblogs: muffins e plumcakes. Alla fine mi sono fatta contagiare, mai fatto un plumcake in vita mia nè tanto meno un muffin, dolci o salati che siano. Arriverò anche ai muffin.....
Intanto ho deciso per il plumcake e il mio primo plumcake non poteva che essere salato e con del pesce azzurro. Infilare un pesce in un plumcake non è semplice. Penso allora a qualcosa che mi ripromettevo di provare prima o poi ma che continuavo ad accantonare perchè ogni giorno mi si accende una lampadina nuova, stimolata dai temi dei contest!!
L'idea che ripesco è la pissaladière nizzarda, una focaccia rustica con cipolle, alici conservate e olive, che adoro come adoro Nizza, che potrei scegliere come seconda casa!!
Anzi, pare che ci abbia vissuto in un'altra vita....è una lunga storia...va beh, rischio di essere presa per matta ma apro una parentesi e la racconto.
Costa Azzurra e Provenza sono state per anni meta di gite e vacanze con il consorte. Nizza in particolare è fra le nostre tappe preferite, anche di trasferimento per andare a ovest o a nord.
Non è successo  la prima volta ma dopo diversi anni che ci andavamo:  un bel giorno, come si suol dire, ci avvicinavamo a piedi alla promenade di Rue Masséna, improvvisamente ho sentito un forte impulso a guardare in alto verso una specie di abbaino che spuntava dall'alto tetto d'ardesia di un bel palazzotto di epoca settecentesca e ho avuto un déjà vu sconcertante: ho avvertito una sensazione di appartenenza a quel luogo, ricordo che ero come ipnotizzata, non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'abbaino, camminavo con la faccia rivolta all'indietro e il naso all'insù finchè ho rischiato di sbattere contro un palo!
Ho avuto dei flash, delle immagini di abiti femminili d'epoche passate,  gonne, donne.
Dal momento che sono sempre stata attratta dall'esoterismo e dal paranormale, mi diverto a farmi leggere i tarocchi e ogni tanto ci provo anch'io, ho conosciuto sensitivi, pranoterapeuti e compagnia bella, a una signora che avevamo soprannominato "la santona", con la quale disquisivo spesso in materia al mare d'estate, quando lei veniva in vacanza, rivelo l'episodio accaduto a Nizza. Lei mi spiega che è molto difficile avere avvisaglie di vite precedenti ma molto probabilmente ho vissuto proprio in quel luogo  e dovevo essere stata una donna indipendente e forte, quasi sicuramente una guaritrice potente e famosa per permettermi una casa in una zona elegante come quella! Una fattucchiera di lusso insomma!!
Ridemmo a lungo per questo ma non l'ho mai dimenticato e ogni volta che passo da Nizza, sento un desiderio irresistibile di rivedere la mia vecchia casa, scherzandoci su ovviamente :-)
Ma non è finita.....un'astrologa e sensitiva, tempo dopo,  mi fa il piano astrale e ripercorre le mie ultime tre vite. Ah, altra parentesi, pare che io sia alla mia ultima vita terrena, ecco perchè sono così smaniosa e curiosa  di provare tutto e subito, ci credo...o ora o mai più!!!
Insomma cosa salta fuori? Nizza! Sarà una coincidenza!!!! Però questa sosteneva che fossi una scrittrice ma guaritrice lo sono stata in molte altre vite, anche in Brasile nel XVI sec oltre che suora di clausura in altre epoche  :-), va beh....ora taglio corto...per fortuna mi aspetta il Nirvana!!! Ma guarda cosa mi ha fatto rivangare un plumcake o meglio la pissaladière, che buona!!!!
Meglio passare alla ricetta. Ho attinto da quella di  Enrica però durante l'esecuzione ho modificato un po' le dosi  perchè usando alici sott'olio e olive sott'olio, anche se ben scolate, sono sempre untuose, quindi ho ridotto la dose di olio e anche di panna, quest'ultima a dire la verità semplicemente perchè ne avevo una lacrima. Conoscendo le mie scarse capacità in fatto di panificazione e pasticceria, perchè bisogna essere scrupolosi, anzi scientifici, e io invece non rispetto le dosi, faccio come mi pare, insomma non ci avrei scommesso e invece è venuto bene, era un plumcake coi fiocchi, bello soffice e molto gustoso. Accompagnato da un' insalatina di finocchi e arance è stato il nostro pranzo. 


Gli ingredienti per uno stampo, comperato appositamente, di cm 11x25:

gr 180 farina bianca 00
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiai di panna fresca
2 uova intere
1/2 bustina di lievito in polvere istantaneo per pizze
una manciata di olive taggiasche denocciolate sott'olio ben scolate
5-6 filetti di alici sott'olio, quelle di Sant'Antioco, portate dal viaggio in Sardegna
1 cipolla bionda media
1 foglia di alloro e un rametto di timo fresco
sale qb
una manciata di arachidi  (il tocco finale, la ciliegina sulla torta!!!)

Affettare le cipolle e rosolarle con olio evo, una foglia di alloro spezzata così rilascia meglio l'aroma e un po' di timo fresco a piacere, portare a cottura  aggiungendo un po' d'acqua se necessario, regolare di sale e lasciar raffreddare.
Sbattere le uova con la panna, incorporare la farina con la mezza busta di lievito, 2 cucchiai d'olio evo, aggiungere le cipolle scartando l'alloro, le olive e le alici sminuzzate, regolare di sale.
Versare l'impasto in una teglia oliata o imburrata e infarinata e cuocere in forno preriscaldato a 180° per ca 40' poi togliere dal forno, cospargere la superficie con delle arachidi spezzettate, un pizzico di sale e un pizzico di zucchero, dei fiocchetti di burro e ripassare in forno altri 5 min eventualmente sotto il grill per far dorare le arachidi.



Dimenticavo, ovviamente partecipo al contest di Fusillialtegamino 




martedì 22 febbraio 2011

TUTTI PAZZI PER LE ACCIUGHE: ERIKA NO BLOGGER CON ACCIUGHE IN FOGLIA DI LIMONE E INSALATA DI ARANCE

Ho conosciuto Erika su Facebook grazie alla comune passione per il pesce e soprattutto per il pesce azzurro e povero. Il babbo di Erika ha una barca e lei fin da piccola lo segue nelle battute di pesca, quindi è una vera esperta. Abita a Piombino, ci siamo incontrate qualche giorno fa, abbiamo approfondito e resa reale la nostra conoscenza virtuale e io mi sono subito prenotata per la prossima uscita in barca a caccia di acciughe o quant'altro il mare ci regalerà!!!
Ovviamente l'ho stimolata a partecipare al contest  ed eccovi la sua ricettina decisamente originale e ben presentata, sue le foto e il testo:

ACCIUGHE IN FOGLIA DI LIMONE E INSALATA DI ARANCE



Prima di passare alla ricetta ritengo doveroso fare dei ringraziamenti…in primis alla meravigliosa Sicilia che mi ha rapito con tutti i suoi profumi e colori e dalla quale prendo spunto ogni volta che cucino, proprio come nel caso di questa ricetta. A Cristina vanno, non solo il mio ringraziamento personale per avermi dato la possibilità di partecipare al concorso, ma anche i miei più sinceri complimenti per il suo blog, che spero possa far apprezzare i cosiddetti “pesci poveri” ad un pubblico sempre più numeroso.

La ricetta che proporrò è  non solo semplice da eseguire ma anche molto pratica perché si può preparare in anticipo per poi passarla in forno all’ultimo momento.

PER LE ACCIUGHE:
-acciughe freschissime
-foglie di limone bio
-scorza di limone bio
-pane grattato
-sale
-una manciata di parmigiano
-prezzemolo
-olio evo

PER L’INSALATA:
-arance
-olio evo
-sale maldon
-pepe

Pulire le acciughe, eviscerarle decapitarle e aprirle a libro dopodiché sciacquarle bene sotto acqua corrente e tamponarle con carta da cucina.
Preparare la panatura unendo al pane grattato una manciata di parmigiano (la quantità del parmigiano deve essere minima altrimenti andrebbe ad aggredire il sapore del pesce), la scorza di limone grattugiata, il prezzemolo tritato finemente, il sale ed infine amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Lavare ed asciugare bene le foglie di limone.
Versare in un piatto con un po’ di olio evo (servirà a far aderire meglio la panatura ) , passare dal lato della pelle le acciughe ed incominciare ad impanare da tutti e due i lati , dopodiché adagiare le acciughe sulla parte interna delle foglie , arrotolare e chiudere con dello spago da cucina.
Forno preriscaldato a 180° per 10 min ca.

Per l’insalata:
pelare a vivo le arance, ridurle a piccoli dadi e condirle con sale Maldon , pepe e olio evo. Io ho usato come contenitore un bicchierino e ho decorato con un' oliva e del finocchietto.



lunedì 21 febbraio 2011

TRAMEZZINI DI SARDE GRATINATE AGLI AMARETTI, FARCITI DI ZUCCA E RICOTTA, OLIO ALLA SALVIA


Il riferimento è lampante, gli ingredienti ricordano il tortello mantovano ripieno di zucca, ricotta e amaretti, condito con burro e salvia. Manca solo la mostarda di frutta!
La zucca, come la verza, a casa mia abbonda in inverno, me ne hanno regalata una di 7 kg!!
Ho fatto di tutto: risotto, dolci, marmellate, confetture per formaggi, vellutate, sformatini, gnocchi....dovevo provarla anche sul pesce azzurro!
Il risultato non è proprio quello che avevo in mente, a livello estetico intendo, a livello gustativo sono molto soddisfatta, non era semplice, il rischio sarebbe stato di ottenere un piatto un po' a senso unico, decisamente dolce, è essenziale infatti il tocco di olio alla salvia che dà freschezza e aroma.
Avevo in mente o un millefoglie o una quenelle di crema di zucca e ricotta e sopra una sardina a mo' di nighiri sushi però poi nell'esecuzione mi sono venuti 'sti tramezzini, li ho battezzati così e tanti saluti! Poverimabruttiebuoni!

Per  ca 15  tramezzini occorrono:

nr 30 sarde mediterranee (di piccole dimensioni), meglio prenderne qualcuna in più per riserva, a volte si spappolano mentre si sfilettano, oppure vi avanza della farcia, ne fate di più
gr 350 polpa di zucca, già decorticata
gr 100 ricotta
1 cucchiaio colmo di farina
1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato
noce moscata, sale, pepe
1 cucchiaio di amaretti secchi polverizzati
1 cucchiaio di pan grattato fine
olio evo, erba salvia essiccata

Mettere in infusione delle foglie di salvia essiccata e ridotta in polvere in olio evo delicato
Stufare la zucca con poca acqua, oppure appassirla in forno e poi ridurre la polpa in purea, lasciar raffreddare e poi incorporare tutti gli ingredienti: la ricotta precedentemente setacciata, la farina, il parmigiano, l'albume, sale, pepe e noce moscata.
Sfilettare le sarde.
Ungere una teglia da forno o una pirofila, spennellare bene le sarde da entrambi i lati con l'olio alla salvia  (molto importante perchè la salvia dà freschezza al piatto altrimenti sarebbe solo dolce), salare leggermente, stendere ogni  filetto di sarda sulla base teglia dalla parte della polpa, posizionare un mucchietto di composto di zucca e ricotta, chiudere con un altro filetto, cospargere la superficie, dalla parte della pelle, con un composto di pangrattato e amaretti sbricolati (proporzione 1:1)
Passare in forno a 180°C per 15 min ca.
Irrorare  il piatto di portata con l'olio alla salvia e decorare con  briciole di amaretti


Con questo piatto partecipo al contest di Fabiana  


HANNO ABBOCCATO ALL'AMO