domenica 9 novembre 2014

AUTUNNO IN VALDARNO E VALDISIEVE, FIRENZE, PALAZZO MEDICI RICCARDI, 8 NOVEMBRE 2014



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Dal 6 al 9 novembre si è tenuta a Firenze una  vivace manifestazione organizzata dall'associazione Cavolo a Merenda, in collaborazione con il celebre giornalista e critico enogastronomo Leonardo Romanelli, già artefici entrambi del riuscitissimo Foodstock di Pontassieve del settembre scorso, a cui purtroppo avevo dovuto rinunciare a causa di precedenti impegni. Non mi sono persa però la trasferta fiorentina  di molti produttori di quella generosa parte di Toscana, che hanno portato in città i loro prodotti straordinari in una cornice prestigiosa e in pieno centro come la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi. Per tutti i dettagli, rimando all'articolo di Leonardo Romanelli, che ha presentato alcuni dei cooking shows in programma, fra cui il mio di sabato 8 novembre.
 
Lascio parlare le foto, che altro? Beh, è stato molto divertente e il piatto che ho presentato, VELLUTATA DI MARRONI, ARINGA AFFUMICATA, FINOCCHIETTO SELVATICO E RAPA BIANCA,  ha riscosso molta curiosità e ha avuto un buon successo, questa è la grande soddisfazione; inoltre sono stata arruolata per il prossimo Foodstock, guai se non accetto:  "ti si ospita, ti si fa mangià e bè per tutto il tempo" mi informa il simpaticissimo ed energico Stefano Frassineti del ristorante Toscani da Sempre. E come si fa a dirgli di no?

Alcuni scorci della Galleria e dei banchi dei produttori
 
 

 
La T-shirt dell'associazione Cavolo a Merenda
 
 
 
 
Cooking show estemporaneo di Stefano Frassineti, cuoco e conduttore  
 

 La folla per il cooking di Antonio Badalamenti presentato da Leonardo Romanelli
 

E il piatto di Antonio: una delicata vellutata di zucca con ceci, spuma di castagne e pinoli tostati che denota la sensibilità e la grande attenzione agli equilibri da parte di questo giovanissimo aspirante chef che vanta già esperienze importanti al ristorante del  Four Seasons di Firenze, al ristorante Rockafish, Rio de Janeiro, da Lou Fassum a Grasse, Francia, ed  ora è  in partenza per la Ville Lumière. Gli auguro grande successo, le premesse ci sono tutte!!

 
E poi tocca all'aringa!!


 
 
 
che finisce in una vellutata di marroni igp del mugello, che qualche anima pia mi ha fatto trovare lessati e spellati! Impietosamente scodellata in coppette di plastica ma che a quanto pare non hanno frenato gli avventori dalla curiosità di assaggiarla! Uno spettatore in particolare ha seguito molto attentamente tutte le fasi prima e durante lo show, al punto tale che si è accorto che, mentre toglievo le foglie di alloro, prima di frullare i marroni, le foglie erano tre e io ne avevo prelevate solo due!!  Beh, il primo assaggio è toccato a lui!!
 
 
Ringrazio l'amico Corrado Tumminelli per le foto che mi ritraggono. Corrado mi segue con grande affetto e gli  affido volentieri la mia macchina fotografica quando io sono all'opera. Qui si è divertito a riprendermi nel "back" stage!
 
 
Dietro.....front!
 
 
Mi rincresce un po' ma è ora di cambiare la bandana, altro colore ma sempre bandana!!
 
 
Ma c'erano  anche Cecilia "Kitchening", il KampMarco Cibusfaber , che, velocissimo, ha pubblicato le prime foto su fb alla fine dello show, e si era esibito a sua volta con Andrea Moretti il primo giorno della manifestazione con il loro mitico risotto al cavolo verza, "tirato" col brodo di lampredotto.
 
 
 
 
Cecilia, che più che kitchening.....eating!!
 
La serata poi è continuata per noi con una coppia di amici fiorentini che hanno casa a Castiglioncello, al ristorante Il Santo Graal di cui avevo sentito parlare molto bene da tempo e che mi ripromettevo di provare. Simone Cipriani, chef del ristorante si esibiva il giorno prima alla manifestazione, e mi ha offerto lo spunto per decidermi finalmente ad andarlo a trovare dopo che lo avevamo appena conosciuto al Cardellino di Castiglioncello e ancora lo rimpiangiamo.
La cena è stata assolutamente stimolante, divertente, piatti e personale frizzante, giovane, che mette entusiasmo. Meriterebbe un post a sé per l'originalità delle portate e l'impeccabile esecuzione. Non mancherò come non sono mancati gli effetti speciali che ci hanno regalato a fine serata!
 
LA MAGIA!
 
 
Infusione di malva che colora l'acqua di blu ma a contatto con poche gocce di limone quasi invisibili sul fondo del bicchiere diventa fuxia! Ed era pure buono, a fine pasto, perfetto!
 
Appuntamento a Foodstock 2015 dunque e..... al Santo Graal sicuramente un'altra volta  entro la fine di quest'anno direi!

venerdì 7 novembre 2014

MENS(A) SANA IN CORPORE SANO, CONVEGNO FINALE, FIRENZE, 6 NOVEMBRE 2014




 “MENS(A) SANA IN CORPORE SANO”
Giovedì 6 NOVEMBRE  2014
Villa Fabbricotti
  Via Vittorio Emanuele II, 62 – Firenze
 
Si è svolto ieri a Firenze, il  convegno finale di un progetto di grande rilevanza economica e sociale che ho seguito e promosso su questo blog, qui la lista completa di tutti gli articoli dedicati al Pesce Dimenticato, quindi Poverimabelliebuoni, cioè la sottoscritta,  non poteva mancare, invitata come sempre dall'amica Daniela Mugnai, Agenzia Coffee, coordinatrice del progetto e responsabile della comunicazione.
 
Enrico Ciabatti, Segretario Generale UNIONCAMERE Toscana ha aperto i lavori riassumendo i risultati soddisfacenti del progetto e auspicandosi un prosieguo duraturo.
La D.ssa Silvia Gambaccini, biologa marina, Cooperativa Aplysia, che avevo già avuto modo di conoscere in diverse fasi del progetto, ha descritto nel dettaglio tutti gli eventi che si sono succeduti con divagazioni importanti e riassuntive delle tipologie ittiche considerate dal progetto.
Assenti purtroppo alcun rappresentanti degli enti che hanno contribuito alla realizzazione delle varie attività come Claudio Vanni, Responsabile Relazioni Esterne Unicoop Firenze ed Ettore Iannì, presidente Lega Pesca Nazionale, sostituito dal presidente della Lega Pesca Toscana Niclo Vitelli.  
Anche l'Assessore all'Agricoltura Regionale Toscana Gianni Salvadori non ha potuto presenziare ma ha inviato il suo comunicato.
Non ultimo, abbiamo ascoltato con grande interesse e applaudito l'intervento di Alessandro Martini, Direttore Caritas Toscana che ci ha illustrato un mondo che pochi conoscono. Tanto di cappello a quei volontari che svolgono un lavoro incredibile e sfamano quasi 1000 persone al giorno solo a Firenze!!!

A conclusione della presentazione, è stato offerto un delizioso buffet realizzato dallo chef Maurizio Marsili, Locanda Vigna Ilaria, Lucca, che è stato promotore e attore dello stesso progetto dedicandosi anima e corpo alla formazione di cuochi e al coinvolgimento di insegnanti, genitori e bambini.

 
Maurizio generoso e prodigo di spiegazioni, risponde ad ogni nostra curiosità. Qui con Cecilia Bendinelli del blog Kitchening. Altro blogger presente, l'amico  Corrado Tumminelli del blog Corrado T

 
 Ma prima di descrivere l'eccellente buffet, un po' di notizie conclusive sul progetto MENS(A) SANA IN CORPORE SANO.
 

Il pesce del mare Toscano, dopo esser salito in cattedra lo scorso anno, diventando oggetto di competizione e di studio negli alberghieri toscani, il Pesce Dimenticato ritorna sui banchi di scuola, questa volta come piatto delle mense scolastiche. Filetti prelibati e gustosi fishburger hanno consentito ai bambini di alcune scuole dell’infanzia e primarie di approcciarsi al sapore del “mare”.
Per gli assaggi, oltre ai classici filetti, è stato proposto un fishburger cotto in forno al vapore a base di filetti di pesce dimenticato mescolati a lenticchie crude e frullate che conferivano un’accattivante croccantezza al piatto.
La polpetta di pesce, accompagnata da verdure, creata dallo Chef Maurizio Marsili di Locanda Vigna Ilaria, ha riscosso un notevole successo tra i bambini, cosa rimarchevole se si pensa che il piatto meno amato dai bambini è proprio il pesce. Le mense dichiarano, infatti, che l’avanzo più cospicuo è sempre costituito da questa pietanza che generalmente risulta poco gradita.
Gli insegnanti si sono dichiarati soddisfatti perché la fornitura del pesce (sfilettato, sottovuoto e “abbattuto”) ha garantito pesce di grande qualità, ma al contempo sicuro perché privo di lische. Inoltre il prodotto è risultato all’assaggio molto più gradevole delle “consuete” porzioni di halibut e merluzzo oceanico.
Risultati promettenti anche al punto di vista commerciale: i rapporti avviati dal progetto si sono concretizzati con un accordo tra la Cooperativa Mare Nostrum e alcune mense scolastiche sparse sul territorio toscano per la consegna di pesce sfilettato.
Grande seguito ha avuto la formazione del personale di cucina delle mense: un cuoco, un biologo marino ed un pescatore professionista hanno trasmesso le loro conoscenze sulle specie, sul modo di cucinarle e sulle tecniche di pesca al personale delle mense aderenti al progetto. Alla fine di ogni corso è stato presentato un menù a base di “pesce dimenticato” degustato da insegnanti genitori e bambini.
Ottimo successo anche per i seminari informativi diretti ai genitori e agli insegnanti dei bambini che frequentano le mense scolastiche per favorire l’inserimento del pesce dimenticato settimanalmente nei menù delle scuole. Per educare i bambini ad una sana alimentazione che comprenda anche il pesce, infatti, è necessario coinvolgere i genitori per avere la loro piena collaborazione e appoggio, nonché la conoscenza e costanza di riproporre sempre più spesso questo alimento anche a casa. E degli insegnanti che accompagnando i bambini a mensa influiscono in modo considerevole sulle loro future abitudini alimentari.
Un altro aspetto saliente di questo progetto è stato quello della lotta allo spreco con due importanti iniziative portate avanti in collaborazione con Unicoop Firenze.
Il pesce dimenticato e’ stato il protagonista della giornata del World Camp, un'iniziativa promossa dalla Fondazione Il Cuore si scioglie onlus. Nella sede di Dynamo Camp si è tenuto un laboratorio di cucina sul pesce Dimenticato per imparare a sfruttare al meglio questo fantastico ingrediente, con una particolare attenzione al rispetto del prodotto, alla sostenibilità dell’ambiente e all’abolizione degli sprechi. Un gruppo di circa 40 ragazzi provenienti da varie parti d’Italia ha seguito con molto interesse la lezione e “testato” il risultato con un pranzo completo a base di pesce del Mare Toscano e “scarti” di verdure. 

Il progetto ha sancito inoltre il varo di un’importante “esperienza pilota” che ha visto consegnare alla Caritas Toscana gratuitamente l’invenduto di alcune cooperative di Lega Pesca della nostra regione. Si riesce così a mettere in comunicazione eccedenze (lo spreco alimentare è uno scandaloso paradosso del nostro tempo: un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano è perduto o sprecato) e bisogni, ma sempre garantendo le qualità organolettiche, nutrizionali e di freschezza. 

L’iniziativa è stata inaugurata da un pranzo presso la mensa Caritas di via Baracca a Firenze dove sono stati serviti 474 pasti agli ospiti abituali. I piatti sono stati preparati dai ragazzi dell’Istituto alberghiero Buontalenti, già coinvolti nel progetto “Il Pesce Dimenticato dalla rete alla cattedra”, con la supervisione dello Chef di Vetrina Toscana Maurizio Marsili che ha messo a servizio dell’iniziativa la sua capacità nel preparare un menù accurato e sostenibile utilizzando pesce dimenticato. Il pranzo è stato realizzato con il sostegno di Unicoop Firenze che ha collaborato con il progetto fin dagli esordi condividendone la filosofia. 
Un progetto che oltre a tutelare il ciclo di vita del pesce, adesso ne segue anche il “ri-ciclo”, per poter portare sulle tavole con maggiore frequenza un prodotto sano, buono, commercialmente competitivo e  sostenibile,  perché tutti hanno il diritto di mangiare bene.
 
Il progetto IL PESCE DIMENTICATO: MENS(A) SANA IN CORPORE SANO” è stato presentato da Unioncamere Toscana con la collaborazione di Lega Pesca ed è stato ammesso dalla Regione Toscana a fruire dei finanziamenti del Fondo europeo per la pesca - FEP 2007 - 2013 Asse 3, Misura 3.4 finanziato dalla Comunità Europea, dal Ministero delle Politiche Agricole e dalla Regione stessa.

E ora s'assaggia!


Roberto Derna, aiuto cuoco di Maurizio

Maurizio rifinisce il crostino di sciabola e verdure in agrodolce con l'olio extravergine d'oliva a crudo che costituisce il mio primo assaggio, buonissimo!!!
 
 
 
Le barchette: crauti, razza, arancia e bottarga grattugiata - panzanella a dadini e sugarello scottato

Altro crostino con verdure crude al naturale e cefalo marinato
 
 
Pancotto con torpedine
 
 
I fish burger (pesce misto, lenticchie, cipollotti, limone, parmigiano) con vellutata di zucca
 
Maurizio impiatta i ravioli di pasta verde con ripieno di melanzana e cefalo e ragù di sugarello e basilico
 
 
Foto di gruppo con alcuni partecipanti: Luca Managlia di Gola Gioconda,  Valter Giuliani, Elba Taste, gli chef Jean Michel Carasso, blogger di Cucinare Lontano e Pietro Paolo Barzacchi, i tre foodblogger Cecilia, Corrado e Cristina,  relatori, camerieri e cuochi a conclusione di una manifestazione vivace, sentita e riuscitissima, a coronamento di un grande lavoro per un progetto lodevole  a cui auguro di avere lunga vita!
 
 
 


giovedì 6 novembre 2014

POVERIMABELLIEBUONI E IL PESCE DI M&M, VIGNA ILARIA, LUCCA


A volte nascono fra le persone alchimie casuali, inaspettate, improvvise, eppure si avverte  fortemente che tutto avviene in modo molto naturale, perché il destino ha deciso che fosse così. Il destino che mi ha fatto conoscere Vigna Ilaria, ristorante con locanda a Lucca,   e il suo creatore, l'Oste, come ama definirsi, Andrea Maggi, nel 2011 e da allora, fra alti e bassi, miei soprattutto, l'ho sempre seguito con interesse ed affetto, grazie a quel  feeling immediato che si era stabilito fra noi.

Ci accomunano schiettezza e spontaneità, entusiasmo e passione soprattutto per il pesce, quello buono, fresco, sano, povero o ricco che sia!! E Andrea non poteva trovare partner migliore di Maurizio Marsili per portare avanti la sua filosofia di cucina soprattutto di mare. Maurizio conosce e rispetta la materia, studia, approfondisce continuamente in una ricerca maniacale della Cottura Perfetta, in un'armonia di sapori netti, riconoscibili seppur ben integrati  fra loro. Apparentemente una cucina senza compromessi, matematica,  scientifica, quindi presumibilmente razionale e fredda, invece quando ti vedi arrivare i suoi piatti colorati e gioiosi e soprattutto li assaggi, allora senti dischiudersi  la  loro essenza e  l'anima generosa di questo chef sensibilissimo.
 
Ti stimola persino la vena poetica,  non solo il velopendulo!
 
Li ho conosciuti separatamente e in momenti diversi e ora ritrovarli insieme in un'accoppiata felice e vivace, fatta di grande rispetto e stima reciproca e visioni comuni, non può che deliziarmi e mi pento e mi vergogno di aver fatto passare troppo tempo dall'ultima volta che ho messo piede e bocca a Vigna Ilaria, nonostante i frequenti inviti di Andrea.
 
Ancora una volta il destino, anzi l'ironia del destino. Succede che mia sorella e il suo compagno, qualche settimana fa decidono di fare un giro in Toscana, in Lucchesia ma me lo comunicano solo all'ultimo momento e mio marito ed io, quel weekend, neanche a farlo apposta, non saremmo stati a casa. Mia sorella mi chiede consigli dove pernottare e mangiare. Il primo pensiero era stato Vigna Ilaria, dotata infatti anche  di Locanda ma poi mi dispiaceva mandare loro e noi non ci saremmo stati. Inoltre la sister voleva stare nel centro storico e l'amico Maggi è un po' decentrato.
Arrivando però il venerdì, in cui ero disponibile, ci accordiamo per trovarci direttamente a Lucca, loro scendevano da Milano e io venivo da Castiglioncello. Gli avrei fatto un po' da guida. Per farla breve, girelliamo per Lucca, ad un certo punto mi sento chiamare "Cristina???" . Oh non era proprio il Maggi?! Beccata! Farfuglio qualcosa a mia discolpa, tra l'altro lui era con un giornalista del Gambero, andava dal Tomei, altro amico chef che diserto da troppo, mi presenta facendomi una sviolinata quasi imbarazzante. A quel punto punto effettivamente non potevo più tergiversare. Dopo una serie di impegni, uno stato influenzale e altre rotture, finalmente fissiamo una data: il 4 novembre.
 
 
E questa è stata la "mia" serata di coccole, chiacchiere, risate, affetto e tanto tanto pesce squisito.
 
Porto un piccolo omaggio, il grembiulino d'ordinanza, purtroppo è l'ultimo , se lo dovranno contendere ma l'Oste  se lo infila subito e si fa immortalare.
 
Subito in cucina a seguire le fasi di pulizia, sfilettamento e una bella istruzione sulla gestione del crudo, imbustamento sotto vuoto e via nell'abbattitore con ogni dettaglio riportato sulle buste per via della rintracciabilità del prodotto, con riferimento ai lotti e ai fornitori, date e scadenze. Tutto all'insegna della massima serietà professionale e del rispetto delle normative vigenti.
 
 
 
Materia prima eccellente, proveniente dal tratto di mare dall'Argentario a La Spezia, banditi pesci d'allevamento né tanto meno d'importazione.
Ma la cosa più sconcertante è che Maurizio riesce a gestire ben 15 tipi di pesci al giorno per ogni giorno dell'anno!

 
 
 La loro pasta al nero di seppia, alla farina di farro e quella verde con prezzemolo e basilico.
 
Poi mi accomodo al tavolo e Andrea mi fa compagnia, ci si racconta un po' di arretrati, si fa pure un po' di gossip, ci si diverte ma non manchiamo di concentrarci sui piatti. Si parte con un piccolo benvenuto (neanche tanto piccolo): rollé di fragolino con puntarelle e cipollotti, appena scottato, appena condito con un filo d'olio evo lucchese, naturalmente,  e un'idea di pepe che si somma e si fonde allegramente al pizzicore dei cipollotti. Qualche petalo di fiore e foglioline pescate dai mazzetti di insalatina della mitica Lia. Una semplicità esplosiva! E come dice il  mio amico enogastronomo Marco Bellentani,  che scrive per La Gazzetta di Lucca, Viareggio e Massa e Carrara, estimatore, celà va sans dire, di Vigna Ilaria, semplicità non significa mancanza di impegno!
 
 
Lo accompagna uno spumante, semplice ma gradevole, Particolare Brut, charmat della Tenuta del  Buonamico, Montecarlo, Lu,  che ho proprio visitato un paio di settimane fa.
 

Il primo crudo, che in carta figura come assaggio di crudo. Mamma mia. Mi annoto tutti i pesci che mi indica il solerte cameriere e parto con gli assaggi: gallinella con una baby foglia di cavolo nero, sugarello, sgombro con spicchietti d'arancia pelati al vivo a sgrassare le carni, cefalo, cicale, julienne di seppia e tartare di ricciola (un boccone da regina), erbe aromatiche come la pimpinella, petali e fiori eduli interi....un' esperienza gustativa fra il godereccio e il didattico.

Il secondo crudo, che abbinato al primo formano il GRAN CRUDO: palamita, triglia, ricciola, scorfano, tonno alalunga,  tartare di lampuga (questa è tosta!) e meravigliosi, succosi gamberi bianchi con puntarelle o cavolo crauto, scampo, insalatine, fiori e fette di susina sangue di drago. Se il primo era didattico, questo è da specializzazione post-laurea!!! Fantastico l'uso delle erbe e delle verdure crude. Il cavolo, che già mi piace tanto, sul crudo è stato una rivelazione.
Maurizio tiene a sottolineare anche il taglio dei singoli pesci, non vengono tutti uniformati a smilzo carpaccio ma scaloppati differentemente a seconda delle proprie caratteristiche, perché lo spessore completa la percezione corretta della consistenza.

Dettagli che fanno la differenza

A seguire una carrellata di antipasti, espressione pura della filosofia di cucina di M&M (Marsili&Maggi), sapori netti, rispetto della materia, cotture impeccabili, combinazioni di pesce, verdura, erbe e frutta in un gioco di armonie, contrasti e consistenze divertenti e rincuoranti.
 
 
Composizione di triglie e razza appena scottate, alla perfezione, inutile dirlo, cavolo crauto crudo (ho scoperto un abbinamento che copierò inesorabilmente, dei petali di non so quale margherita con un gusto pazzesco  da erba aromatica, e ciliegina sulla torta, una grattugiatina di bottarga, rigorosamente fatta in casa, a dare una nota sapida e golosa.
Nei piatti di Maurizio c'è un'attenzione particolare al dosaggio del sale, la tendenza è quella di non aggiungere ma esaltare il contenuto sapido naturale degli elementi.

Nel frattempo eravamo passati ad un altro vino, un riesling tedesco, giovane e dalla caratteristica acidità vivace:



 
Seppia, scorzonera e mela verde. Un piatto senza compromessi, "da sbattere la testa nel muro" come dice il simpatico Oste Maggi!! Condivido e aggiungo "urlando di piacere".
 
 
Matuffino (polentina soffice e cremosa) con guance di rana pescatrice, cicala e pomodoro. Gustoso e succulento dal sapore  più conosciuto e tradizionale, senza trascurare di sottolineare  la cottura eccellente dei pesci.

A questo punto sto quasi scoppiando ma non posso rifiutare il tagliolino nero con ragù di pesci misti, mantecati con l'acqua di cottura di cozze e vongole che, come per la bottarga, aggiungono un'ulteriore nota salmastra e naturale sapidità al piatto. Goduriosi ma davvero troppi, 3/4 di porzione a me e 1/4 ad Andrea! Andiamo a prenderceli direttamente in cucina, avevamo abbandonato troppo a lungo il nostro amico cuoco.


E l'ultimo sforzo, il dessert!


Crème brûlée all'arancia per Andrea che a momenti ci fa litigare (scherzo)! Avevano problemi col cannello in cucina, allora  l'hanno passata in forno ma a quel punto la crema si è scaldata troppo, io l'ho assaggiata in un angolino, mi sembrava effettivamente troppo calda ma non ho osato e comunque non mi ha causato nessun problema invece Andrea, ne ha raccolta una generosa cucchiaiata e si è scottato prendendosela con me che non l'avevo avvisato!!! Hahahahahaha

Il mio dessert, una golosissima frutta caramellata con gelato alla vaniglia che si squaglia con la frutta calda, aiutoooooo, erano le h 23.30!!!


Le ultime dissertazioni, foto di rito, baci e abbracci, ultime disquisizioni culinarie, promesse di ritrovarci, nuovi progetti e serate e.......

 

....IL PANE!! Mi ero dimenticata di immortalarlo. Favoloso, fatto da loro con grano senatore cappelli, pasta madre, 24 h di lievitazione, profumatissimo, cottura tosta, bella alveolatura e consistenza elastica, una meraviglia. "Te ne diamo un pezzetto da portare a casa", non mi tiro certo indietro ed esco dal ristorante stringendo il mio pane come se fosse un pupo!

Il pezzetto di pane! talmente grande che non ci stava sul mio tagliere di casa:

 


Che altro aggiungere? Come ho detto ad M&M, se non fosse perché sono ad un'ora d'auto da Castiglioncello mi vedrebbero apparire almeno un paio di volte alla settimana!!
 

HANNO ABBOCCATO ALL'AMO