sabato 12 gennaio 2013

INVOLTINI DI CAVOLO VIOLA RIPIENI DI TOTANI E MANDORLE


Non è una novità, mi diverte molto  rielaborare piatti tipicamente carnivori e adattarli ai miei pescetti. Con le acciughe è stata un' impresa, a volte ardua ma molto stimolante:  il dolce e forte, il cacciucchino, i mini-burgers, il moussaka, le acciughe all'arancia, la fricassea....... Con altri tipi di pesce più consistenti e polposi è un invito a nozze, liscio come l'olio.
Quando ho notato quei begli involtini colorati di viola e rosa, cioè di cavolo viola con un ripieno  di carne di maiale, su Vero Cucina di gennaio ho subito deciso di provarli con la mia  variante  pesciosa e ho optato per i totani che non sono ancora presenti su Poverimabelliebuoni ma sono decisamente poveri ed economici!

Ho rispettato abbastanza la ricetta originale  aggiungendo solo la ricotta, l'origano fresco che ho in giardino e inserendo una nota speziata, la noce moscata.

Ingredienti per 2 persone (8 involtini)

1 cavolo viola
1 piccolo scalogno
250 gr di totani (netto 150 gr ca)
1 uovo piccolo 
1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio colmo di ricotta vaccina
20 gr di mandorle spellate
prezzemolo, origano fresco
sale, pepe, noce moscata qb

Ricavare dal cavolo 4 foglie grandi, togliere la costola centale più dura, dividerle a metà. Sbianchirle in acqua bollente leggermente salata, per un paio di minuti, raccoglierle con una schiumarola, tuffarle in un recipiente con acqua e ghiaccio per bloccare la cottura e fissare il colore e poi stenderle su un canovaccio ad asciugare.
Eviscerare e pulire bene sotto l'acqua corrente i totani, asciugarli, tritarli al coltello finemente e metterli in una ciotola. Tritare a granella  nel mixer le mandorle. Tritare lo scalogno con un po' di prezzemolo e origano fresco, unirli alla polpa di totani, aggiungere le mandorle, l'uovo leggermente sbattuto, la ricotta, il parmigiano, un pizzico di noce moscata, regolare di sale e pepe e amalgamare bene il tutto.
Farcire le foglie di cavolo con il ripieno ottenuto, arrotolare l'involtino fermando con uno stuzzicadente e cuocere al vapore per 10-15 min.
Irrorare con un filo d'olio evo e servire con insalatina mista a cui si saranno aggiunte anche delle foglioline di origano fresco

NOTE: buonissimi però non so se era il mio cavolo ma non sapeva tanto di cavolo e quindi non ho potuto giudicare il contrasto tra il ripieno e il gusto del cavolo, si sentiva solo il ripieno! Secondo me con la verza che ha un sapore più pronunciato, potrebbero dare il meglio e anche cromaticamente sarebbero sempre belli!

martedì 8 gennaio 2013

TERRINA D'ACCIUGHE AL PATE' DI RICOTTA, FICAZZA E CANDITI A SORPRESA


Ultima pubblicazione per UN'ACCIUGA AL GIORNO!


Eccoci finalmente!!! Avendo fatto  il conto alla rovescia da qualche giorno ormai  ho creato un tormentone e, forse, attese per il gran finale!
Silvia di Paneepomodoro ha infatti scritto in un commento/complimento   su uno degli ultimi post: "sembra di assistere ad uno spettacolo di fuochi d'artificio, sul finale c'è lo scoppiettare più bello". Effettivamente l'intenzione era quella, tra le festività natalizie e il gran finale con le acciughe vestite a festa, doveva essere un crescendo, spero di esserci riuscita, magari questa ricetta non sarà proprio da gran botto ma faceva bella mostra fra gli sfizi d'antipasti del mio veglioncino domestico di San Silvestro, quindi sottolineando la festa di fine anno,  ho pensato che fosse simbolicamente adeguata anche per il finale della raccolta!
Non l'ho scelta a caso dunque e neanche per sfinimento! Non mi mancano nè le energie nè le idee per continuare, magari non un altro anno ma qualche mesetto ancora sicuramente lo potrei coprire e penso proprio che ogni volta che posterò una ricetta con le acciughe, l'aggiungerò alla lista e invito tutti a continuare a farlo naturalmente!!

La sfida  è conclusa, il record battuto, ebbene abbiamo ampiamente superato il numero previsto di 366 ricette, siamo oltre 400!!! Nei prossimi giorni rifaccio i conteggi perchè fino alla mezzanotte di oggi potrebbero arrivarne altre, hai visto mai? e in seguito ripubblico il listone magari raggruppando meglio le ricette.

Per ora un semplicissimo GRAZIE a tutti coloro che mi hanno aiutata inviandomi le loro preparazioni e un GRAZIE particolare naturalmente alle mie preziose, bravissime  e pazienti collaboratrici Sara e Babi che mi hanno accompagnata in quest'avventura!! Oggi non abbiamo lavorato su un tema comune, siamo andate ognuna per conto proprio, a ruota libera, chissà cosa mi hanno preparato per il gran finale....io andrei a sbirciare subito da Babi, L'angolo cottura di Babi e da Sara, L'eleganza del polpo....muoio di curiosità.....


Ma torniamo alla terrina! l'idea mi è venuta sfogliando l'edizione COLLECTION di Sale&Pepe di gennaio dedicato a Terrine, Mousse e Pâté, curata dalla brava Donatella Nicolò. Una colorata e divertente terrina di triglie dove le triglie con il loro bel manto rossastro foderano uno stampo da cake che poi rovesciato crea un effetto coreografico molto bello, è diventata immediatamente nella mia capoccia una terrina di acciughe ovviamente! Coreograficamente poteva funzionare, cromaticamente  risulta migliore nell'originale. Quindi mi sono ispirata solo per la composizione della terrina con le acciughe al posto delle triglie, il pâté è completamente diverso, è interamente frutto della mia fant....perversione culinaria! Presto voglio provare l'originale comunque e tante altre meraviglie di quel libricino!

Inolte, poichè mi piace citare sempre le fonti, nel pâté ho pensato di inserire dei canditi inusuali: olive taggiasche e capperi di Pantelleria, che mi hanno letteralmente folgorata, proposti da Monica Bianchessi su Alice Tv in una preparazione da urlo, totalmente diversa ma che mi sono segnata come assolutamente da provare!

Ingredienti per uno stampo rettangolare cm 20x 8
(antipastino per 4 persone)

250 gr di ricotta  mista
2 albumi
25 gr di olive taggiasche sott'olio e denocciolate
20 gr di capperi di Pantelleria sotto sale ben dissalati
20 gr di scorze di limone d'Amalfi candite
zucchero a velo qb
1 cucchiaio abbondante di ficazza* grattugiata fresca
14-15 acciughe fresche

* la ficazza è un insaccato di tonno tipico della Sicilia, più precisamente della provincia di Trapani e dell’isola di Favignana, fatto con ritagli misti di tonno, sale e pepe. Stupenda da grattugiare sulla pasta come la bottarga ma il gusto è molto più forte e soprattutto piccante per la massiccia presenza di pepe.


Preparare i canditi anche uno o due giorni prima.
Sgocciolare bene le olive e dissalare i capperi, disporli su una placca da forno, cospargere con abbondante zucchero a velo e passare in forno a "candire" a 100-120° per 30-40  min ca. e poi tritare grossolanamente.
Le scorze di limone le avevo in casa regalatemi da un'amica per Natale. Normalmente le faccio così: prendo un bel limone bio della costiera amalfitana, che hanno una buccia molto spessa, taglio la buccia a striscioline o a dadini lasciando un po' di bianco, la sbollento per almeno un paio di volte in acqua bollente, cambiando l'acqua ogni volta. Poi le cuocio in uno sciroppo di acqua e zucchero (1:1) finchè lo sciroppo non si consuma. Spengo prima che inizi a  caramellare,  raccolgo le scorzette con una forchetta e le dispongo su un foglio di carta da forno e le lascio ad asciugare.
Pulire e sfilettare le acciughe, aprile a libro, asciugarle accuratamente e utilizzarle per foderare il fondo di uno stampo rettangolare ben oliato, salare appena. Ritagliare le eventuali eccedenze solo a cottura ultimata in modo da pareggiare i bordi perchè in cottura il ripieno gonfia leggermente.
Mescolare la ricotta con gli albumi leggermente sbattuti, unire i canditi, un pizzico di sale (poco) e una bella macinata di ficazza (idea assolutamente estemporanea perchè ritenevo che il composto avesse bisogno di uno sprint pescioso e peposo, quindi anzichè la solita colatura di alici, la ficazza  poteva essere perfetta e lo è stata! In alternativa potrebbe andar bene anche del pepe macinato fresco non troppo aggressivo, tipo Sechuan o Sarawak ma anche il pepe rosa)
Versare il composto nello stampo, livellare la superficie e cuocere a bagnomaria per ca 20 min a 180°
Lasciar raffreddare prima di sformare. Consumare a temperatura ambiente.

Che altro dire? A mio parere è ben riuscito l'intento di creare un pâté cremoso con una base delicata/neutra come la ricotta, e ad ogni boccone si schiudono sapori dolci-salati-piccanti e le acciughe intorno a raccoglierli e a fondersi voluttuosamente insieme! E una terrina fa sempre festa!!


lunedì 7 gennaio 2013

ACCIUGHE DAL CUORE VERDE


- 1.....!!!!
ci siamo quasi....manca solo un giorno al termine della raccolta UN'ACCIUGA AL GIORNO


Per chi mi ha seguito negli ultimi giorni, lo ammetto, è stato un conto alla rovescia un po' alla "come mi pare" : -5, -3, -1......mancano il 4 e il 2, lo so  ma non l'avevo programmato, mi è venuto così!! Come mi è venuta così,  totalmente estemporanea quest'ultima ricetta. Esattamente ieri mattina mi sono alzata con  l'impellenza  di fare qualcosa per onorare la vigilia, cioè oggi,  per il gran finale di domani invece era  già tutto pronto.
Nel cassetto del freezer  c'erano delle belle acciughe già sfilettate (me le tengo sempre di scorta nel caso mi prendesse la voglia soprattutto di crudo e magari di domenica). E che mi invento col frigorifero semivuoto? e soprattutto che mi invento di nuovo? Faccio l'inventario: 1 patata, 2 carote, un broccoletto striminzito, cipolle bianche e rosse e scalogni e aglio a volontà, agrumi, formaggi, 1 salame cacciatorino, prosciutto crudo....mmmmmmhhhh non mi ispira niente.....e nel freezer? cos'è quel ciotolino verde? ah sì la salsa di prezzemolo e wasabi di Moreno Cedroni, che avevo già sperimentato durante l'attività per lo Starbooks nel memorabile TATAKI DI QUAGLIA E TONNO, e che avevo  preparato per accompagnare  i cuoricini d'acciughe come un sushi ma  di cui  mi ero semplicemente dimenticata e che poi infatti ho piazzato  in freezer.

Incomincio a mettere in moto i neuroni:  acciughe in  salsa verde...acciughe farcite al verde.... la salsa verde della mia mamma o quella di Cedroni e se le mischio? e se anzichè il solito pane ammollato nel latte per la farcia ci schiaccio una bella patata? Aggiudicato!
Un po' al verde di mamma Carla, amarcord: la sua salsetta verde per accompagnare il bollito (aglio, acciughe sott'olio, capperi, prezzemolo, pan grattato, aceto, olio) e un po' al verde di Cedroni con le mie modifiche nelle dosi  (aglio, prezzemolo, brodo di pesce, olio, wasabi).  Et voilà :

prima della cottura, con colori più brillanti e intensi da fotografare


e dopo la cottura, bellini anche loro dai....


Ah.....dimenticavo....e i pinoli? inutile dirlo, ennesima idea estemporanea, il tocco finale croccante all'impasto morbido. A tale proposito, ho sfruttato l'ottimo suggerimento di Silvia  del blog Paneepomodoro, datomi per un'altra preparazione, e ho tostato i pinoli prima dell'utilizzo,  così sprigionano tutto il loro aroma e avranno un gusto molto più intenso!

Ingredienti per 20  acciughe

20 acciughe fresche
1 patata a pasta gialla gr 100
15 gr di pinoli
15 gr di prezzemolo
80 cl di brodo di pesce
1 spicchio d'aglio
10 gr d'olio evo
2-3 cucchiaini di wasabi
8 gr di capperi ben dissalati
3 filetti d'acciughe sott'olio

Pulire e sfilettare le acciughe. Lessare la patata. Avviare la salsa al prezzemolo e wasabi frullando 10 gr di prezzemolo con 2/3 di spicchio d'aglio, il brodo di pesce, 5 gr d'olio, poi mettere sul fuoco e far restringere quasi della metà, a freddo aggiungere la wasabi (iniziare con 1 cucchiaino poi dosare in seguito).
Tostare in una padellina antiaderente i pinoli.
Tritare finemente l'aglio rimasto, i capperi, le acciughe e il rimanente prezzemolo.  Sbucciare la patata e passarla nello schiacciapatate, aggiungere alla purea la salsa alla wasabi e il trito di acciughe, aglio e prezzemolo. Amalgamare bene tutti gli ingredienti, aggiungere un filo d'olio e regolare il piccante con uno o due cucchiaini di wasabi secondo il proprio gusto.
Posizionare dei mucchietti di composto nel centro di ogni filetto di acciuga, inserire 4-5 pinoli, richiudere formando un involtino. Disporre in una pirofila oliata, oliare anche le acciughe senza salarle. Passare in forno pre-riscaldato a 180° per 7-8 min.

Una bella insalatina mista e diventa un piatto unico sano e divertente e anche leggero! A domani......


sabato 5 gennaio 2013

PRALINE D'ACCIUGHE AI DUE SESAMI SU SALSA DI ARANCIA


-3!!!!
sì! inizia il conto alla rovescia, mancano solo 3 giorni alla conclusione della raccolta UN'ACCIUGA AL GIORNO.....


SIETE ANCORA IN TEMPO!!!


Nell'attesa del gran finale, l'8 gennaio 2013,  inizio i festeggiamenti  con queste deliziose praline tratte ancora una volta dal libro IL PESCE AZZURRO D'AUTORE dell'amico giornalista enogastronomo Claudio Mollo

la ricetta è dello chef Giuseppe Argentino, ristorante La Veranda, Grotta Giusti Resort - Monsummano Terme

Copiata pari pari, non ho cambiato una virgola (a parte le arance che erano bionde anzichè rosse), ricetta perfetta e, inutile dire, squisita!  Degne di un buffet da gran gala!!


Ingredienti per 4 persone (12 praline)

400 gr di filetti di acciughe fresche
40 gr di sesamo dorato
40 gr di sesamo nero
2 uova intere
80 gr di pane integrale in cassetta grattugiato
1 rametto di timo
4 arance rosse (le mie erano bionde e si vede)
30 gr di zucchero di canna
30 gr di scalogno
100 ml fumetto di pesce
olio extravergine d'oliva, sale e pepe qb

Tritare le acciughe al coltello, aggiungere le uova, il pane e il timo, aggiustare di sale e pepe. Amalgamare il tutto e formare delle palline da passare nei due sesami. (io ho usato del sesamo bianco e l'ho fatto dorare in una padella antiaderente, poi l'ho mischiato con quello nero e ci ho arrotolato dentro le palline)
Rosolare le praline in una padella con un filo d'olio extravergine d'oliva facendole roteare spesso per cuocerle in modo uniforme. Ultimare poi la cottura mettendo in forno 2-3min a 200°.
Per la salsa all'arancia: spremere le arance e filtrarle, in un pentolino mettere lo scalogno tritato con un filo d'olio evo e lo zucchero di canna. Far caramellizzare leggermente lo zucchero e poi aggiungere il succo d'arancia, 100 ml di fumetto di pesce e, se necessario, aggiustare di sale e pepe. Far ridurre di circa 3/4 e da ultimo passare la salsa allo chinoise.




giovedì 3 gennaio 2013

CRUMBLE DI ACCIUGHE, PATATE E ZAFFERANO ALLE MANDORLE



Rush finale per UN'ACCIUGA AL GIORNO! Scade l l'8 gennaio, siete ancora in tempo......


Primo post dell'anno, acciughe e zafferano, un binomio ben collaudato che compare in molte ricette della raccolta e che amo particolarmente.
Perchè ancora zafferano allora? A fine novembre, al Pisa Food&Wine Festival, oltre alla birra de l'OPIFICIO BIRRARIO ( vedi post precedente) ho conosciuto anche lo Zafferano Il Re dei Re!
Mi incuriosiva non poco un nome così altisonante. L'avevo notato nei commenti a post di comuni amici appassionati di enogastronomia su fb e come spesso accade, visito la sua pagina e gli chiedo l'amicizia poi lo conosco anche personalmente alla manifestazione pisana.
Fabio Elettrico, altro nome che è tutto un programma, è il titolare, insieme alla moglie,  dell'azienda  agricola Madonna dei Monti di  Casciana Terme, Pisa, hanno deciso  di diversificare la loro attività  importando zafferano dall'Iran che ne è la culla storica.
"Perchè importare zafferano dall'Iran?" chiedo subito.
Risposta:  "perchè è di qualità eccellente e ne hanno in abbondanza, da noi la coltivazione è difficoltosa, rischiosa e costosissima".
Molto scrupoloso, Fabio lo manda ad analizzare all'istituto de L'Aquila, con il benestare del luogo d'eccellenza dello zafferano italiano, la garanzia di qualità è confermata!
Una volta importato, lo zafferano viene trasformato e proposto in packaging molto importanti, tendenti al lusso per sottolineare la regalità del prodotto:  vasetti di vetro squadrati contenenti gli stimmi, etichette dorate, bustine di cartone nero e oro con zafferano ridotto in polvere, miele con zafferano e addirittura la grappa con lo zafferano che attira istantaneamente la mia attenzione.
Attenzione: grappa con zafferano e non allo zafferano, non aspettatevi di bere un distillato di  zafferano, è una grappa molto fine, con un delicato sentore di zafferano nel  finale gustativo.
E mi si è accesa subito la lampadina! Avrei voluto infatti ubriacare  le acciughe nella grappa e zafferano ma poi ho desistito, non rendevo onore nè allo zafferano nè alle acciughe nè tanto meno alla grappa.

Mi sono accontentata di utilizzare in modo abbastanza tradizionale lo zafferano in polvere che Fabio mi ha gentilmente omaggiato per i miei esperimenti: una zuppetta cremosa di acciughe e patate con zafferano e finocchietto selvatico (che vanno d'amore e d'accordo) con una crosta di farina di mandorle, praticamente un crumble!
Lo zafferano Il Re dei Re è delizioso, molto elegante e delicato e ne è bastato pochissimo per insaporire e colorare!


Ingredienti per 2 cocottine mono-porzione

200 gr di patate a pasta bianca o gialla
1 scalogno piccolo (15-20 gr)
1 ciuffo di finocchietto selvatico
1 mestolo di brodo di verdure
0,5 gr di polvere di zafferano Il Re dei Re
20 acciughe fresche
2 cucchiai di panna fresca liquida

30 gr di burro
30 gr di farina di mandorle
30 gr di pan grattato
+ una manciata di mandorle intere spellate

sale, pepe, olio evo qb.

Pulire e sfilettare le acciughe, privandole della codina. Pelare le patate e tagliarle a cubetti. Rosolare lo scalogno tritato in un cucchiaio d'olio evo con il finocchietto selvatico, aggiungere le patate e tostarle, poi un mestolo di brodo, coprire e lasciar andare una decina diminuti o finchè le patate saranno abbastanza tenere, aggiungere la panna nella quale si sarà sciolto lo zafferano, unire anche le acciughe, regolare di sale e pepe, mantecare il tutto continuando la cottura per 3-4 min. Trasferire il composto in due cocottine imburrate e cosparse di pan grattato.
Creare un crumble mescolando il burro ammorbidito con la farina di mandorle e il pan grattato e coprire la superficie delle cocottine, salare appena, cospargere con un po' di mandorle tritate grossolanamente e passare in forno a 180° per 10-15 min finchè non si sarà formata una bella crosticina dorata





HANNO ABBOCCATO ALL'AMO