pesce azzurro & affini: ricette, curiosità, storie, personaggi....

Perché poveri ma belli e buoni? Un ironico gioco di parole che attinge ad un noto film italiano degli anni '50 e alla bontà del pesce azzurro & affini , spesso identificati appunto come poveri e non proprio belli. Poveri perchè meno nobili di altri pesci, perchè protagonisti di molti piatti della cosiddetta "cucina povera", perchè meno costosi ma non meno buoni.







sabato 18 maggio 2013

TROCCOLI CON ACCIUGHE DI PIOMBINO E IL LORO QUINTO QUARTO

 
Sono stanca. Quando sono stanca mi prende la malinconia e il malumore. Dormo poco e male, troppi pensieri mi frullano per la testa. Organizza, programma, fai, vai....forse ho esagerato....dovrei darmi una calmata. Il mio solito entusiasmo mi fa intraprendere attività nuove e stimolanti ma anche molto impegnative e quasi stressanti. Il campanello d'allarme suona, non basta mettersi i tappi nelle orecchie!
Intanto mi consolo con le mie amate acciughe. E' un momento propizio per loro, vengono vicino a riva, in acque più basse, per riprodursi e quindi la pesca è agevolata e soprattutto ce n'è in  abbondanza.
 
Ero andata in pescheria per tutt'altro ma quando ho visto quelle belle acciugotte grosse e piene non ho saputo resistere, incalzata anche dagli amici della pescheria che mi incitavano scherzosamente "Cristina, ci so' le tu' acciughe!!
E allora, bottino ricco, mi ci ficco!
Ne piglio una manciatina per la pasta. Torno a casa, le pulisco e trovo la sorpresa: tutte piene di uova e lattume, che tolgo e pulisco accuratamente e intanto medito su come sfruttarli.
Abbandono ogni pensiero strano e mi concentro sul metodo  più semplice, ho usato spesso le uova fresche di pesce per condire la pasta ma ne servono molte, in questo caso, avendone pochine,  le ho unite alle acciughe stesse, nature, senza basi, soffritti, nulla, solo acciughe.
E ho avuto ragione perché è risultata una pasta veramente speciale, almeno per gli amanti dei gusti di mare puri!
 
Le uova in primo piano e il lattume dietro, di colore più chiaro
 
 
Ingredienti per 2 persone
 
250 gr di troccoli freschi
100 gr di acciughe pulite e sfilettate (senza codina)
+ uova e lattume delle stesse
1 cucchiaino di colatura di alici
brodo di pesce qb
olio evo, sale qb
 
Ho tritato le acciughe e le ho fatte rosolare velocemente in una padella larga con un po' d'olio evo, ho aggiunto qualche cucchiaiata di brodo di pesce, 1 cucchiaino di colatura di alici, le uova e il lattume e ho spento subito lasciando il sughetto molto brodoso in modo da farci saltare poi la pasta. Ho regolato di sale. Nel frattempo ho buttato la pasta, l'ho scolata molto al dente e ho finito di cuocerla nel sughetto aggiungendo altro brodo di pesce in modo che si formasse una bella cremina. Le uova e il lattume praticamente si sono cotti  per pochissimi minuti durante la  mantecatura della pasta.
Tutto qui, semplice ma non banale.
 

 
 
 

venerdì 10 maggio 2013

PESCE E VINO ROSSO? SI' GRAZIE! CEFALO AL CAFFE' E RIDUZIONE DI DE' RE'

 
Ultimamente ho rivalutato Facebook, sto stringendo amicizie interessanti e sto avendo scambi potenzialmente fruttiferi! Del resto, chi ben semina, meglio raccoglie, giusto?
I miei feedback di eventi e manifestazioni enogastronomiche hanno colpito un produttore che mi ha voluto sottoporre il suo vino d'esordio. Produttore che conoscevo sotto altra veste, cioè titolare di un'agenzia di comunicazione e marketing, nonché temporary manager: MIA 24 
Francesco Belà, radici toscane, grinta, entusiasmo e verve da vendere, ci incontriamo ed è subito feeling. Mi racconta il suo progetto e parla del suo primo vino come del primo figlio, non mi stupisce, lo capisco e  mi diverto molto.
 
Il vino in questione è stato chiamato De' Rè, nome evocativo dell'eccellenza enologica toscana come pure il brand creato ad hoc per la sua commercializzazione: TUSCANY LUXURY.
 
Tecnicamente si tratta di un blend di Merlot e Cabernet Franc, coltivati sui crinali di Castellina Marittima (Pi), etichettato come IGT Toscano, viene affinato 12 mesi in barriques e 12 mesi in bottiglia. Prima annata in commercio la vendemmia 2010, presentata quest'anno con grande determinazione.
  
Ho messo da parte le bottiglie per un paio di settimane, impegnata a scorrazzare tra un evento e l'altro e poi è arrivato il momento per dedicarsi a De' Rè. Da subito non ho avuto dubbi che sarebbe stato pesce il piatto da abbinare! Mi sono programmata diligentemente, ci ho riflettuto per giorni, ho scartabellato fra i miei libri, fra gli esempi di abbinamenti pesce e vino rosso sperimentati con l'amica Deborah Corsi in molte occasioni, fra i piatti assaggiati recentemente allo Scolapasta di Castiglioncello per ROSSO DI SERA
 
Mi stimolava troppo questa attività, volevo esprimermi degnamente. Per creare un abbinamento corretto bisognava assolutamente assaggiare il vino e poi decidere il piatto ma in base all'esperienza, un'idea del vino l'avevo ben in mente, mi ero  concentrata quindi su un paio di piatti che sembravano adatti ed  avrei calibrato di conseguenza all'assaggio. Normalmente questi vini sono vini importanti, strutturati, da carni rosse e piatti robusti. Per non cadere sempre nei soliti cacciucchi e cacciuccati o filetti di tonno, ho deciso per il cefalo (o muggine) che è un pesce grasso e saporito che può sostenere preparazioni robuste. Mi sono concentrata sulle caratteristiche di merlot e cabernet franc e l'affinamento in barriques che conferisce note tostate al vino mi ha portato in direzione del caffè.
In un interessantissimo libro sull'uso del caffè in cucina che ho nella mia libreria, uno chef svizzero proponeva dei filetti di luccio perca in crosta di caffè e cacao. Se va bene per il luccio perca perché no con il nostro cefalo?
Ma la ricetta era troppo complessa. Sale & Pepe di maggio mi viene in aiuto. Quando vedo il filetto di maiale in crosta di caffè di Simone Rugiati decido e rielaboro a modo mio come sempre.
 
Sono quasi emozionata quando apro la bottiglia e procedo all'assaggio. Tutti gli ingredienti sono pronti, aspettano solo la conferma.
 
Appena stappato il naso è comprensibilmente un po' chiuso ma avrò modo di lasciarlo nel bicchiere ad aprirsi e  piano piano gli aromi si schiudono e i profumi di  piccoli frutti rossi si palesano elegantemente, così come delicate sfumature balsamiche e una lieve e gradevole nota tostata.
All'assaggio, l'ingresso è morbido, lo sviluppo in bocca armonioso, l'acidità vivace, i tannini già ben sviluppati e setosi, il finale lungo, asciutto,  ripropone il frutto e la nota vanigliata/speziata della tostatura ma senza eccessi.
Sono piacevolmente sorpresa, decisamente un vino equilibrato, di carattere, senza fronzoli, di buon corpo e con una freschezza sorprendente che rende piacevole e facile la beva, nonostante i suoi 14°! E sicuramente con un discreto potenziale all'invecchiamento.
 
 
 
 
La mia scelta poteva essere valida. Procedo!
 
CEFALO IN CROSTA DI CAFFE', RIDUZIONE DI DE' RE' E CIALDA DI FARINA DI MAIS
 
 
Ingredienti per 2 persone
 
un cefalo gaggia d'oro di ca 800 gr (fra le varietà migliori)
2 cucchiaini di caffè Sidamo (varietà etiope, Torrefazione Trinci, Bientina, Pisa)
3 cucchiaini di zucchero di canna integrale
1 cucchiaino di pangrattato
olio evo, sale e pepe qb
brodo di pesce qb
 (scorfano/cappone, cipolla tropea, sedano, carota, pomodoro, bacche di ginepro, prezzemolo)
80 cl di vino De' Rè
50 gr di farina di mais a cottura rapida (come da ricetta di Rugiati)
250 cl di acqua
 
Per prima cosa prepariamo il brodo di pesce. Io ho preso uno scorfanetto nero e un capponcino (ca 400 gr in totale) li ho messi in una pentola coperti di acqua fredda (0,75 lt ca) con mezza cipolla rossa di tropea, mezzo gambo di sedano, una carotina, qualche bacca di ginepro, prezzemolo, un pomodorino piccadilly molto maturo, poco sale e ho portato a bollore,  ho lasciato sobbollire per ca mezz’ora, poi ho tolto i pesci (spolpati per farci un sughetto per la pasta), ho filtrato il brodo e messo da parte le verdure togliendo le bacche di ginepro.
A questo punto avremo ottenuto circa una tazza di brodo che potrà servire anche  per altre preparazioni. Ho messo le verdure di cottura in un pentolino con un paio di cucchiaiate di brodo e il vino, ho fatto restringere della metà, assaggiato, regolato di sale e un pizzico di zucchero di canna perché risultava troppo acidulo, poi ho frullato il tutto fino ad ottenere una salsetta liscia.
Poi ho preparato la polentina mettendo a bollire 250 cl d’acqua in una casseruola e 1 cucchiaio d’olio evo, ho versato a pioggia la farina di mais mescolando per non creare grumi e fatta cuocere pochi minuti. Poi ho steso in uno strato sottile con una spatola alcune cucchiaiate di polentina su un foglio di carta da forno, le ho trasferite su una teglia e  le ho passate in forno a 200°C per una decina di minuti fin che sono risultate  dorate e croccanti.
Da ultimo ci dedichiamo al pesce. Il mio bel cefalotto era stato sfilettato e spellato dal mio pescivendolo, non è un’operazione semplicissima col cefalo, ha  una pellaccia coriacea. Ho ricavato dei trancetti e li ho avvolti velocemente nel mix di caffè, zucchero e pan grattato (deve essere una velatura non una panatura spessa). Poi li ho salati e rosolati in padella con olio evo e ciuffetti di rosmarino fresco, 1-2 minuti per lato a seconda dello spessore del trancio.
Per la composizione del piatto, ho steso una strisciata di salsa, ho adagiato due trancetti di cefalo uno sopra l’altro e ho completato con una cialdina di polenta.
Ero un po’ timorosa sul risultato gustativo della crosta di caffè  su un pesce invece è stata una folgorazione e in casa c’era un profumo particolarissimo, caffè tostato,  mischiato al caramellato dello zucchero e la fragranza del rosmarino, davvero sorprendente. La  grassezza  del pesce si equilibrava  bene con la crosticina  aromatica. Inoltre  la salsetta al De’ Rè bilanciava la complessità gustativa  e si armonizzava con lo stesso vino che accompagnava il piatto naturalmente.
Matrimonio sulla carta un po' azzardato ma ben riuscito, direi, e io sono orgogliosa di essermene fatta sensale!! Lunga vita al De' Rè! Complimenti al produttore! E che pesce e vino rosso sia!
 
Concludo infatti questo lungo post in tema PESCE E VINO ROSSO promuovendo  l'uscita della seconda edizione del libro PESCE & VINO ROSSO, di Andrea Leonardi e Marco Provinciali, domenica 12 maggio, in omaggio con il quotidiano LA NAZIONE, edizione di Livorno!

Giunto alla seconda edizione dopo il successo ed il vivo interesse conseguito nel 2012, vero cult di un modo di pensare innovativo, oltre le convenzioni ed interessante nei contenuti strettamente legati ad una cultura territoriale, ricca di tradizione e tematiche necessariamente gastronomiche ma complete di spunti storici o di comune life-style.

La duplice valenza di ricettario ed almanacco nozionistico, legato ad esperienze personali ed a contenuti medico scientifici ha fatto del  libro un vero e proprio strumento di facile e interessante consultazione per la semplicità di linguaggio, per la facilità di esecuzione delle ricette proposte dai ristoranti e per  l'interessante binomio con alcune delle migliori cantine toscane che esercitano sul  lettore una curiosa voglia di mettersi alla prova, sperimentandone i contenuti e provando  il mistico accoppiamento del vino rosso con alcune ricette a base di pesce.
 

 


mercoledì 8 maggio 2013

NIDI DI AGRETTI ALLE ACCIUGHE E MIMOSA D'UOVO

 
Prima che gli agretti o barbe di frate finiscano, ho voluto riprovarli, ancora in nido ma diversi dalle precedenti versioni: NIDI DI AGRETTI CON SGOMBRO, SCAMORZA AFFUMICATA E SALSA AL PREZZEMOLO e, rivisti e provati con le  acciughe  per UN'ACCIUGA AL GIORNO, NIDI DI AGRETTI E ACCIUGHE CON PANCETTA AFFUMICATA
 
Questa volta ho preso spunto da Sale&Pepe di aprile, bel numero ricco di piatti con erbe e verdure primaverili. La ricetta prevedeva di lessare gli  agretti o barba di frate e poi condirli con un'emulsione di olio evo, acciughe sott'olio, scorza di limone grattugiata e un po' d'aglio.
Io ho preferito saltarli in padella più o meno con gli stessi ingredienti e l'ho reso piatto unico anziché contorno, aggiungendo l'uovo:
ho fatto rosolare dolcemente uno spicchio d'aglio con olio evo, ho aggiunto dei filetti di acciughe sott'olio  tritati (sotto sale sarebbe  meglio, lo so)  ho aggiunto poi un cucchiaio di acqua calda in modo da stufare l'aglio e insaporire l'olio senza farlo arrostire, ho unito le barbe di frate o agretti, una spruzzata di succo di limone, ho regolato di sale (poco perché ci sono già le acciughe) e ho fatto saltare a fuoco vivace per pochi minuti. 
A parte avevo lessato le uova, sgusciate e prelevato il tuorlo rassodato.
Ho formato dei nidi con gli agretti nel piatto di portata, ho sbriciolato con le mani nel centro di ogni nido un tuorlo sodo, ho guarnito con una grattugiatina di scorza di limone e pepe bianco
 
Non ci sarebbero stati male neanche dei dadini di pane tostato
 
 
 
Ingredienti:
 
agretti o barba di frate
acciughe sott'olio o sotto sale
uova
aglio
olio evo
limone bio, scorza e succo
sale, pepe,


lunedì 6 maggio 2013

12a FESTA DELLA PALAMITA, SAN VINCENZO 4-5 MAGGIO 2013

12a Festa della Palamita, San Vincenzo 4-5 maggio 2013
 
Seguo la Festa della Palamita dai suoi esordi, ho saltato  pochissime edizioni! Nei primi anni di svolgimento collaboravo con Slow Food, che allora partecipava all'organizzazione della festa, muovevo i miei primi passi nel mondo dell'enogastronomia, facevo servizio, anche se non ancora sommelier,  agli stand dei vini.
 
Sono affezionata alla Festa della Palamita, è una vera festa, non una semplice rassegna enogastronomica, ha il sapore delle sagre di paese, con la sentita partecipazione di ristoratori e negozianti e con la presenza di personaggi veraci, irripetibili e indimenticabili come il mitico "Nini" il polpaio! Ho ripescato nell'archivio una vecchia foto  insieme a lui, Festa della Palamita 2005, io con il mio grembiulino slow wine e lui col cappello da lupo di mare e i basettoni che lo contraddistinguevano:
 
 
Ieri,  rivedendolo nel manifesto attaccato allo stand dei suoi altrettanto irripetibili eredi e discepoli, il Comitato Valorizzazione Polpo di Nini, mi è scattato l'amarcord ma subito l'esuberante e ciarliero figlio del Nini ha interrotto e scacciato ogni pensiero nostalgico "urlando", letteralmente, simpatia ad ogni parola e gesto!
 
Il "Nini"
 
e il figlio del "Nini" che brandisce polpo e coltello
 
Domenica 5 maggio è stata la giornata clou, con i banchi d'assaggio di specialità gastronomiche a base di palamita proposte da alcuni ristoranti di San Vincenzo, gli immancabili polpai, vedi sopra e l'ARCIPESCA con le sardine alla griglia,  nonché vini della Costa Etrusca ad accompagnare i piatti in degustazione, mercatini agroalimentari, il mercatino del mare e una interessantissima mostra fotografica dedicata alla "Friggera"* di San Vincenzo, cioè l'attività conserviera di prodotti ittici svoltasi tra il 1936 e il 1944, organizzata dal Circolo Fotografico della cittadina, coordinato da Rodolfo Tagliaferri che mi ha illustrato in modo appassionato la mostra arricchendola con gustosi aneddoti e racconti di memorie storiche su cui non posso dilungarmi, meriterebbero un post a sé a cui sto già pensando!   Per approfondimenti: San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro di Vinicio Biagi, dal sito del comune di San Vincenzo, per gentile concessione dell'autore.
 
* il termine FRIGGERA derivava dall'operazione di "friggitura", cioè il collocamento dei contenitori di latta,  già riempiti con le sardine e colmati d'olio, su una griglia sovrastante un uniforme strato di brace. A cottura ultimata le scatolette ancora calde venivano chiuse "a stagno" e di lì a poco immagazzinate
 
L'elegante sede della mostra, edificio anni '30, ex casa del fascio, poi edicola e ancora latteria e ora sede del circolo fotografico, dedicata alle mostre
 
Pescatori a San Vincenzo, anni '30
(foto gentilmente concessa dal Circolo Fotografico di San Vincenzo)
 
 
Le sardine inscatolate a San Vincenzo ed apprezzate su tutti i mercati per la loro qualità, con una maliziosa operazione di marketing, assumevano la denominazione "Dante's”, in assonanza fonetica con le famose sardine di Bretagna "Nantes" che già godevano di vasta fama in tutta Europa (testo dal libro San Vincenzo e la pesca del pesce azzurro di Vinicio Biagi)
 
       Eccomi con Rodolfo, il mio cortese cicerone!
 
Un bel sole ha allietato la manifestazione nel pomeriggio, in barba alle previsioni meteo che non concedevano speranze! La giornata infatti  si è aperta solo verso l'ora di pranzo perché la mattina non prometteva niente di buono avendoci svegliati con tuoni e fulmini e una pioggia insistente che hanno provocato molte defezioni di amiche giornaliste e blogger nonché il fuggi fuggi di turisti ma l'affluenza era  comunque notevole.
 
Ho girellato da sola per gli stand da prima dell'assalto degli avventori,  ho fotografato e  ho chiacchierato con molti amici trovati lungo il percorso, ho assaggiato poco purtroppo a causa di un fastidioso bruciore di stomaco.  
 
Lo stand di Arcipesca 
 
    Lo chef Denio Bruci del ristorante IL SALE, Relais Poggio ai Santi, San Vincenzo
 
Il suo raffinato Gravlax di palamita (palamita marinata alla nordica con sale e zucchero, aneto tritato, servito con olio aromatizzato all'arancia e pepe rosa) accompagnato da un ottimo Viognier prodotto e imbottigliato dal Podere San Michele di San Vincenzo per Poggio ai Santi
 
Ristorante La Bella Bertolda, penne palamita e asparagi
 
Ristorante La Bitta, Palamita marinata

Ristorante Blue Marlin, Palamita sott'olio con cipollotti e fagiolini verdi

 
Diego Ciurli e Deborah Corsi, Ristorante La Perla del Mare con la loro deliziosa
CASSATINA DI PALAMITA (palamita, melanzane, pomodorini e pesto al basilico)

 
La porchetta e la mortadella di tonno, gustosissime specialità del ristorante Askos
 
La palamita di pasta di zucchero della Pasticceria La Galleria
 
 
I primi avventori all'apertura degli stand, poi diventati impossibili da fotografare per il gran numero di persone
 
Il mercatino agroalimentare in Corso Italia

Una postazione di sommelier Fisar
 

Il divertente laboratorio creativo per bambini, in Piazza della torre,
TEMPESTA IL PESCIOLINO DI CARTAPESTA
 
il più piccolo all'opera

In due su un pesce, che fatica!!
 
Concludo con queste bellissime immagini di bambini intenti a colorare i loro pesciolini per sottolineare il clima rilassato e sereno della bella manifestazione che, nonostante la crisi e nonostante il ridimensionamento nel format, mantiene orgogliosamente la sua  tradizione  e consolida la sua fama annoverandosi fra le più seguite manifestazioni enogastronomiche della Costa Toscana!
 
GRAZIE A TUTTI E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!!
 
 

 
 

mercoledì 1 maggio 2013

POLPETTE D'ACCIUGHE E RICOTTA PANATE ALLE ARACHIDI SU PUREA DI PISELLI

 
Ancora loro, sììììì!!! Non sia mai detto che mi dimentico delle acciughe!! Anzi, ultimamente anche in giro le ho mangiate spesso ma quasi sempre fritte o marinate. Che fantasia!! Eppure c'è una ricca raccolta che  racchiude ben 435 ricette!!!
Non ho ancora deciso se aggiungere le nuove alla lista di UN'ACCIUGA AL GIORNO o creare una nuova lista tipo UN'ACCIUGA AL GIORNO 2, hihihihi come i sequel cinematografici!
Quasi quasi preparo il banner...... e non mi dispiacerebbe neanche proporre una nuova attività acciugosa, cioè il classico RE-DONE, ovvero rifare le ricette degli altri pescando nella raccolta suddetta!
Ricordo che ogni volta che insieme a Barbara e Sara, si concordavano le tre ricette settimanali, ognuna di noi esprimeva il proposito di rifare quelle delle altre a fine raccolta. Ma i buoni propositi poi vanno a farsi benedire, siamo sempre affamate di nuovo, è comprensibile! Io per prima, sono troppo stimolata a studiare nuove declinazioni acciugose.
Questa per esempio era la prova di un'idea di finger food da portare ad un cooking show che mi era stato proposto per un evento fiorentino a metà aprile, poi rimandato a settembre e quindi cambierò ricetta secondo stagione.
In questo caso avevo  pensato ai piselli come verdura primaverile da abbinare ad una semplice polpetta d'acciughe, perché il piatto doveva essere facile e veloce da preparare, con una panatura di arachidi per rendere le polpette sfiziose e croccanti esternamente ma con un cuore morbidissimo a base di ricotta, inoltre l'arachide salata avrebbe conferito  brio e sapidità a contrasto con il dolce della purea di piselli.
Il risultato ha confermato quello che avevo in mente e mi è piaciuto molto, le polpette però mi sono venute un po' grandi, sicuramente per farne un finger bisognerebbe ridurre le dimensioni
 
 
 
 
Ingredienti per ca 10 polpette (3 cm diametro ca)
 
200 gr di acciughe fresche pulite e sfilettate (300-350 gr peso  lordo)
2 cucchiai di ricotta mista
1 cucchiaino di colatura d'alici
scorza grattugiata di mezzo limone piccolo
una manciata di arachidi salate
pane grattato
 
600-700 gr di piselli freschi nel baccello da sgranare
2 cipollotti freschi
3-4 foglie di menta
2 di basilico
 
olio extra vergine d'oliva, sale e pepe qb
 
Sgranare i baccelli. Rosolare 2 cipollotti freschi affettati finemente in olio extravergine d'oliva con le foglie di menta e basilico, aggiungere i piselli sgranati, 3-4 cucchiai  d'acqua, regolare di sale e pepe e stufare per qualche minuto finchè i piselli saranno teneri. Far raffreddare e poi frullare diluendo con l'acqua di cottura rimasta e un filo d'olio a crudo in modo da ottenere una purea cremosa ma soda.
 
Sminuzzare le acciughe al coltello, amalgamarle con la ricotta, la colatura di alici e la scorza grattugiata del limone, formare delle palline e passarle in un mix di pane grattato e arachidi tritate a granella.
 
Rosolare le polpette in una padella antiaderente unta  con olio evo, facendole dorare bene da ogni lato roteandole nella padella continuamente.
Disporre nel piatto di portata dei mucchietti di purea di piselli e adagiarvi sopra le polpette
 
 
 
 
 
 

lunedì 22 aprile 2013

LA BIRRA E IL MARE, RISTORANTE LA PERLA, SAN VINCENZO CON LEONARDO ROMANELLI E OPIFICIO BIRRARIO

&

 
 

LA BIRRA E IL MARE
San vincenzo, 17 aprile 2013

 
La Birra e il Mare, una serata speciale con un particolarissimo menu per celebrare il connubio pesce e birra, dall'aperitivo al dolce, inclusi pane, focacce e piccola pasticceria, stupende opere di Deborah Corsi de La Perla del Mare, in collaborazione con l'OPIFICIO BIRRARIO di Crespina e, ospite d'onore,  un grande dell'enogastronomia italiana,  Leonardo Romanelli che ha presentato il suo libro LA BIRRA IN TAVOLA E IN CUCINA, ed. Mondadori. Libri forniti dalla libreria Mondadori di San Vincenzo
 
Un piccolo gioiello e lo dico senza falsa modestia, che ho incastonato fra le pagine del mio curriculum!
Un evento riuscitissimo, che mi ha procurato un po' di stress ma tanta soddisfazione, fortemente voluto e organizzato infatti dalla sottoscritta in collaborazione con l'amica Deborah, chef bella e brava che spicca fra  i nomi noti della Toscana culinaria e altre regioni italiane e che compare spesso su Poverimabelliebuoni naturalmente.   
Evento che era in incubazione da mesi, esattamente dal novembre scorso, quando, al Pisa Wine&Food Festival conobbi i ragazzi dell'Opificio Birrario e soprattutto mi innamorai delle loro ottime birre artigianali di cui ho già parlato nel post: ORZOTTO ALLA BRAMA  ACCIUGHE E RAPE.
Lasciai passare le festività e ad anno nuovo lo proposi a Deborah che accettò con entusiasmo. Ci accordammo, in base ai rispettivi impegni, per una data intorno alla metà di aprile.
Nel frattempo, ero in contatto con  Leonardo Romanelli grazie al suo simpatico coinvolgimento come giudice nel contest QUINTO QUARTO REVOLUTION e, ad Identità Golose avevo assistitito alla presentazione del suo ultimo libro LA BIRRA IN TAVOLA E IN CUCINA. Capitava perfettamente a fagiolo! Potevo lasciarmi perdere un'occasione simile? Finito il contest gliene ho parlato e lui ha espresso subito parere positivo, è stato complicato arrivare ad una data conveniente per tutti ma ce l'abbiamo fatta e abbiamo fissato in calendario mercoledì 17 aprile.
A metà marzo incominicio a lavorare ai fianchi Deborah e i ragazzi dell'Opificio per coordinare le attività per tempo e promuovere adeguatamente l'evento. Non mi dilungo nei dettagli, negli intoppi e vari imprevisti, la Pasqua di mezzo e l'impegnativo evento all'Ora d'Aria che vedeva Deborah co-protagonista insieme al padrone di casa Marco Stabile per la promozione della Festa della Palamita, già descritto nel relativo post del 14 aprile.
Ci siamo ritrovati il giorno solo 13 a fare le prove dei piatti!!! Fortunatamente le idee espresse in via teorica hanno funzionato benissimo nella pratica, con piccole aggiustature a livello di sapidità e consistenza di alcuni piatti, il menu sarebbe stato indovinatissimo e gli abbinamenti azzeccati!!

Ma non si può dormire sereni, fino all'ultimo giorno, le prenotazioni erano poche, temevamo un flop, invece proprio la mattina del giorno fatidico, fioccavano telefonate e alla fine abbiamo raggiunto il ragguardevole traguardo di 33 persone, di mercoledì, non male davvero!! Leonardo ne è rimasto visibilmente compiaciuto, oltre ad aver apprezzato la location, l'organizzazione e il menu. Non ho diritto a gongolarmi un po'?

Ed eccoci qua,  sulla terrazza della Perla con il sottofondo delle onde marine che infrangono sulla battigia a pochi metri di distanza,  in una calda e incantevole serata primaverile.

Dopo una breve introduzione, ho lasciato  il palcoscenico all'istrionico Leonardo che con la sua solita verve e simpatia ha presentato il suo libro catturando l'audience:
 
 Foto Giorgio Dracopulos
 
Foto Nicola Salza 
 
Simpaticissima anche l'esposizione di Fabrizio Di Rado de l'Opificio Birrario (foto dell'amico giornalista Giorgio Dracopulos - La Tavolozza del Gusto, Il Corriere del Vino, Ognissette)
 
Un bello scatto al tramonto di Nicola Salza,  marito di Silvia Iacoponi di Pane e Pomodoro a cui avevo affidato la mia reflex
 
 
Foto Nicola Salza
 
L'aperitivo con bocconcini di pesce e verdure fritti in pastella alla birra chiara Noctua accompagnato dalla stessa Noctua, aperitivo che non ho quasi visto perché impegnata nella distribuzione dei libri!!
 
Le tre birre protagoniste, come ingredienti e accompagnamento dei  piatti della serata, fotografate nel negozio dell'Opificio Birrario a Crespina, nelle loro bottiglie importanti, sia la grande che la mignon, grafica e colori eleganti per le civette Noctua, Brama e Glaux (tutti nomi scientifici di civette)
 
 
 
 
MENU
 
Nel cestino del pane comparivano, oltre agli ottimi pani di Deborah come quello al nero di seppia e quello alle acciughe e limone (otterrò la ricetta!!), anche una focaccia con le trebbie (residuo di lavorazione della birra) e dei panini con pomodori secchi e mosto residuo di birra (in vinificazione si chiamerebbe "feccia fine") realizzati per la prima volta con grande successo. Ahimè, nessuno ha fatto foto!
 
Le foto dei tre piatti che seguono ritraggono quelli della prova, eseguita di giorno,  e non quelli della serata perché le condizioni di luce erano pessime e non potevo abbandonare continuamente il mio tavolo per correre in cucina a fotografare i piatti con una luce migliore (anche se non ottimale pure lì)

 
Antipasto: Battuta di gallinella e gambero rosso, gelatina alla birra di frumento Brama, insalatina di sedano croccante e arance con granita alla Brama.  L'antipasto ha fatto un po' tribolare Deborah perché in origine era previsto il sugarello (nella foto)  che però non si è trovato né nei giorni precedenti, né il giorno stesso e si è dovuti ripiegare su quello che offriva il mercato. Questo è il mare!
Piatto strepitoso, forse il più difficile di tutti ma che si accordava perfettamente, grazie alla sottolineatura aromatica della gelatina, con l'ottima Birra di frumento Brama, stile blanche belga, speziata al coriandolo e scorze d'arance, morbida ma con finale acidulo.
 
Ancora Brama con e nel  primo piatto: Orzotto alla Brama con asparagi, filetti di rana pescatrice e rigatino
Nella foto, la prima versione senza asparagi ma con un pesto di prezzemolo, per la versione definitiva avevamo deciso di inserire  con gli asparagi perfetti per la Brama. Piatto gustosissimo e saporito che ben si sposa con la morbidezza e gli aromi della Brama.
 
 
Secondo piatto: Cefalo a tutta Glaux con budino di borragine (e cipollotto nella foto)
Un piatto da bis, da standing ovation, da mettere assolutamente in carta, semplicemente perfetto, indovinato al primo colpo! Il cefalo marinato nell'ambrata Glaux, dalle note caramellate e tostate, poi piastrato alla perfezione e servito con uno squisito budino di borragine e una salsa preparata con fondo bruno di vitello e Glaux. No, la descrizione e la foto non bastano, bisogna assaggiarlo. E berci la Glaux insieme ovviamente che completa l'opera!!
 
 
Il pre-dessert, un altro masterpiece di Deborah, insuperabile nei gelati: Gelato alla Brama con biscotto alle trebbie, servito in deliziose tazzine da caffè di vetro trasparente. Da Ola, tanto per cambiare espressione di giubilo!
 
 
E un omaggio al libro di Leonardo, il suo soufflé glacé alla birra,  interpretato "al grammo" da Deborah utilizzando la Noctua, presentato come un cubo con una decorazione di isomalto, appena un po' troppo dolce ma sicuramente un dessert sfizioso in cui la birra si avverte chiaramente.

 
Che altro aggiungere? Forse un errore è stato commesso! Fabrizio Di Rado aveva portato con sé un amico-consulente, esperto di birre, Simone Cantoni, per farlo intervenire  a commentare tecnicamente gli abbinamenti. In attesa del dolce, ci eravamo consultati se era il caso di rispettare il programma perché la sala era in piena caciara, sinonimo di godimento e rilassatezza, non ce la siamo sentita di disturbarli con altri discorsi, invece qualcuno li avrebbe graditi e mi scuso per l'errore di valutazione.
 
Ringrazio Leonardo per il suo brillante intervento, Giorgio per le foto e per il sostegno, Daniela per la sorpresa e tutto il resto del mio tavolo: Fabrizio, Francesca,  Simone, Erika e Massimiliano, senza dimenticare Deborah e il suo staff di cucina per l'ottima performance ed Emanuele e Nancy, perfetti in sala!
 
Concludo con le  rituali foto di gruppo:

 
 Deborah, Giorgio, Leonardo, Cristina, Foto Daniela Mugnai

 In attesa degli ospiti (Foto Giorgio Dracopulos)
 
 
Brindisi a mezzanotte (Bellavista grand cuvée)  per festeggiare il compleanno di Daniela Mugnai, agenzia di comunicazione Coffee3, Il pesce dimenticato,  a sx di Romanelli. Non ricordo chi abbia fatto la foto, sicuramente non era un gran che come fotografo ma a mezzanotte e dopo tanta birra, si può essere indulgenti no?