pesce azzurro & affini: ricette, curiosità, storie, personaggi....

Perché poveri ma belli e buoni? Un ironico gioco di parole che attinge ad un noto film italiano degli anni '50 e alla bontà del pesce azzurro & affini , spesso identificati appunto come poveri e non proprio belli. Poveri perchè meno nobili di altri pesci, perchè protagonisti di molti piatti della cosiddetta "cucina povera", perchè meno costosi ma non meno buoni.







mercoledì 30 luglio 2014

TORTINO DI PAPPA AL POMODORO GIALLO DEL VESUVIO CON ALICI ALLA COLATURA DI ALICI

http://www.scattigolosi.com/2014/05/terra-di-fuoco-il-contest.html/

Terra di Fuoco è un contest dedicato alla diffusione della conoscenza dei prodotti di eccellenza campana fra blogger e appassionati, organizzato da Teresa de Masi di Scatti Golosi e Gennarino Forum in collaborazione con Evelina Bruno, About Web Food & Tv,   Giustino Catalano, Di Testa e di Gola  e con lo sponsor di produttori d'eccellenza della Campania, quali :

- Biscottificio Maresca
- Sapori Vesuviani

Il mio amore per la Campania, la sua terra, il suo mare, i suoi prodotti, la sua cucina, i vini e la sua gente parte da lontano, quando, appena diplomata e in attesa di un'occupazione, mi capitò di fare da baby sitter ad una bimbetta di tre anni che aveva il mio stesso nome e per distinguerci ci chiamavamo Cristina piccola, lei e Cristina grande io. Cristina piccola era (ed è tuttora) biondissima, sembrava una svedese, per via  del padre nordico, ma la mamma era scura di carnagione e di capelli, era originaria di Palinuro.
Campana docg e fiera. Ci riempivano di prodotti squisiti e ci incantavano con racconti del paese delle delizie.
Quando finalmente ho verificato di persona, grazie ai frequenti viaggi in terra campana,  che i racconti non erano esagerati dal campanilismo, e grazie alla mia curiosità e alla mia passione per la cultura enogastronomica italiana, l'amore si è consolidato.

Ma recentemente c'è stato un nuovo colpo di fulmine. Quest'anno al Taste a Firenze e in seguito a Napoli durante un meraviglioso weekend, vera full immersion fra eccellenze gastronomiche quali Il Pastificio dei Campi di Gragnano e La Mozzarella di Bufala campana dop, grazie al mio piazzamento nella finale del contest de Le Strade della Mozzarella "pasta bufala e fantasia", ho scoperto i pomodorini gialli del Vesuvio conservati da Casa Barone oltre a quelli del piennolo che ho avuto la fortuna di trovare ancora freschi appesi, accanto ad un piccolo busto di Totò e paccottiglia varia,  in un negozietto del centro storico


Prodotti stupendi che lasciano un segno profondo nella memoria gustativa. Un'acidità equilibrata eppure importante, sapidità e mineralità per un gusto unico!

Prima di tutto ho fatto la prova spaghetto, la signora della b&b dove ho alloggiato a Napoli mi aveva dato precise istruzioni su come trattare questi pomodori preziosi, visto che avevo avuto la  fortuna di trovarli ad aprile, ormai fuori stagione! "li dovete cuocere interi altrimenti se li tagliate, se ne esce tutto il succo e voi vi ritrovate solo le bucce in bocca"

Il tipo del negozio dove ho preso quelli conservati (sia gialli che rossi)  invece, come ha fatto a capire che vengo dalla provincia di Livorno con un accento, il mio,  che livornese proprio non è, mi ha stupita consigliandomi di farci un bel cacciucco "sentirà che meraviglia"! Devo dire che mi ha sfiorata anche l'idea del cacciucco in giallo per la ricetta da proporre per questo contest. Ma il cacciucco ha un sapore troppo forte, io volevo qualcosa che esaltasse la finezza del pomodoro vesuviano, e ho scelto quello giallo, sicuramente più curioso e adatto a quello che avevo in mente e cioè un piatto toscano, diffuso in tutt'Italia, la pappa al pomodoro ma in giallo!



Ho ripreso un'idea di tempo fa, niente di trascendentale, cioè una pappa al pomodoro composta a tortino con delle acciughe gratinate.  Ecco che entra in gioco la colatura di alici di Cetara di Convento (che faceva parte sempre del bottino del lungo weekend Napoli-Gragnano): l'ho mischiata al pane grattugiato e ad un po' di polvere di capperi per la gratinatura della alici.

La Colatura di Alici di Cetara, il prezioso liquido che affiora dalla salagione delle alici, erede del Garum romano,  è un prodotto che amo e che uso spesso nei miei piatti di mare. E' un eccellente insaporitore, va saputo dosare però perché il sapore è molto penetrante ma dona un gusto inconfondibile al piatto e ci si può divertire come con le perle di colatura di alici, ottenute con il metodo della sferificazione, che potrebbero rappresentano un ottimo surrogato delle uova di salmone o del caviale e che soddisfazione farsele da sé!!

Partecipo dunque al contest TERRA DI FUOCO con:


TORTINO DI PAPPA AL POMODORO GIALLO DEL VESUVIO CON ALICI ALLA COLATURA DI ALICI


1a versione


2a versione



Stessa ricetta semplicissima, due modi di presentarla.

Ingredienti per 4 tortini

150 g di pane casalingo toscano "sciocco" (non salato) affettato e posato
500 g di pomodorini gialli da serbo di Casa Barone
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine d'oliva da cultivar Ravece, Irpinia (dal sentore fruttato di oliva intenso, con aroma erbaceo e spiccate note di pomodoro verde e foglia di pomodoro)
basilico in foglie e fiori di basilico
16 o 4/8 acciughe fresche (rispettivamente se si sceglie la prima o la seconda versione)
2 cucchiaiate di pane raffermo grattugiato
1 cucchiaino d'olio evo c.s.
1 cucchiaino d'acqua
polvere di capperi qb (capperi sotto sale ben dissalati sotto acqua corrente, poi asciugati in forno a 80 ° C per 1 h e tritati finissimi al mixer)
1 cucchiaino di colatura di alici di Cetara

Rosolare l'aglio con una cucchiaiata d'olio, buttare i pomodorini, far insaporire, aggiungere il pane tagliato a tocchettini (c'è chi toglie la crosta per avere una pappa uniforme, a me piace invece che ogni tanto venga in bocca un pezzetto più consistente), diluire con acqua calda e cuocere a fuoco basso fino a che il pane non si disfa quasi completamente e si ottiene una pappa morbida, aggiungendo acqua via via se necessario. Condire con pochissimo sale e un po' d'olio evo non troppo amaro, giustamente piccante, dal sentore di oliva fresca e foglia di pomodoro come per esempio quello ottenuto dalla cultivar irpina Ravece che esalterà il gusto del pomodoro senza coprirlo.



Mescolare il pane grattugiato con olio, acqua, colatura di alici e un pizzico di polvere di capperi, creando una sorta di crumble. A questo punto se si sceglie la prima versione, distribuire il crumble sul fondo e lungo le pareti degli stampini oliati, disporre le acciughe, pulite, diliscate e sfilettate sul fondo degli stampini, dalla parte della pelle,  facendo fuoriuscire la codina. Versare la pappa gialla negli stampini, ripiegare le codine verso l'interno. Passare in forno a 180° C per 7-8 minuti.
Decorare con foglioline e fiori di basilico.


Se invece si sceglie la seconda versione, si impiatta la pappa gialla ancora calda utilizzando un coppa pasta tondo o quadrato,  a piacere, e si completa con uno o due filetti  di acciuga fatti gratinare in forno con il mix di pane grattugiato, olio, colatura e polvere di capperi, a 180° C per 5-6 min. Decorare il piatto con altra polvere di capperi o con un'emulsione dello stesso olio evo irpino e basilico.

A ciascuno il suo!!!






 
 
 

giovedì 24 luglio 2014

TRAMEZZINI D'ACCIUGHE ARRANGIATI

 
Non vorremo mica dimenticarci delle acciughe vero???
Avevo dichiarato che per un po' non ne volevo più vedere ma è passato già più di un mese da Blu&Acciughe (e non ho ancora messo tutte le ricette nella lista di UN'ACCIUGA AL GIORNO2 lo so ma ce la farò) e allora mi è tornata la voglia anche se questo piatto è nato da un'emergenza, come si suol dire NECESSITA' FA VIRTU'!
 
Non so come ma ho una straordinaria capacità di incasinarmi sempre, passo da una situazione all'altra come un ciclone, seguo troppe cose contemporaneamente e ho la testa sempre piena di idee, immagini, pensieri, scalette da rispettare, cose da organizzare che qualcosa inevitabilmente scappa perché non c'è più posto!!
 
Diciamo che ho trascurato un po' il frigorifero e anche il mio freezer che di solito è un vero Pozzo di San Patrizio non offriva molto ma ho pescato un vassoietto con ben 12 acciughe già pulite e sfilettate naturalmente.  In frigo due mezzi peperoni. Scongelo le acciughe alle h 19.00, qualcosa mi invento. Traccheggio in non so cosa e mi accingo a preparare cena alle h 19.30 con la ferma intenzione di voler fare qualcosa di grazioso magari da immortalare nel blog!!
Avevo in mente dei rotolini con filetti di peperone ma li ho cotti un po' troppo al dente, non si arrotolavano e allora ecco i tramezzini, più veloci e comunque bellini da fotografare. Piatto pronto precisamente alle h 20.00 spaccate, fotografato sul terrazzo con la luce che c'era.
Per contorno? un'insalata arrangiata pure quella con patate lesse, carote e sedano a julienne, erbe del mio orticello, cipollina e origano, cipolle, olive e  mais.
Una birretta fresca, una Weiss speziata che con il sapido della colatura di alici e dei capperi della farcia e anche dei peperoni ci stava d'incanto e la cena è servita!!
 
 
 
 
12 acciughe fresche diliscate a aperte a libro, mi raccomando lasciare la codina!!!
2 falde di peperone rosso e giallo
3 cucchiaiate di pane raffermo grattugiato
1 cucchiaino di colatura di alici
1 cucchiaio di polvere di capperi
olio evo qb
acqua qb
aceto di mele
sale
zucchero
origano fresco o maggiorana
 
Saltare brevemente  a fuoco vivo le falde di peperone tagliate a filetti della stessa dimensione delle acciughe, con un filo d'olio, una spruzzata di aceto di mele, un pizzico di zucchero e di sale.
In una ciotolina mescolare il pan grattato con la colatura di alici, la povere di capperi, diluendo con un poco d'olio e un poco d'acqua. Spalmare l'impasto sui filetti di acciuga, farcirli con una falda di peperone, irrorare con un filo d'olio e un po' di mix alla colatura + eventuale altro pan grattato. Cuocere in forno a 180° per 7-8 min ca.
 

giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY, PERCHE' #questoepiubello


Evviva!! Oggi esce ufficialmente il secondo libro dell'Mtchallenge, INSALATA DA TIFFANY e ne siamo tutti fieri!!!
Io lo sono doppiamente  perché ho l'onore di comparire sul libro con due  insalate, una di Poverimabelliebuoni e una di Insalata Mista ma anche se non fosse così sarei gasata e orgogliosa ugualmente solo per essere una mtcina, che significa far parte di una community che si sta rivelando sempre più compatta, solidale e straordinaria e che quando si muove fa il botto per usare il nostro gergo!!!
 
http://www.mtchallenge.it/p/regolamento.html
 
Ecco svelato dunque il tormentone #questoepiubello che ha invaso i social in questi ultimi tre giorni, frutto della  strategia della nostra infaticabile, supersonica Alessandra Gennaro! Il tormentone è stato scelto perché tutti quelli che avevano visto in anteprima le bozze del libro avevano esclamato "questo è più bello" del primo ovviamente. Per me sono meravigliosi entrambi. Il primo, L'ORA DEL PATE',  è stato una grandissima, bellissima sorpresa perché ho partecipato con una mia ricetta ma ho solo fornito un file,  ma non ho partecipato fisicamente, come nel secondo, alla sessione fotografica a Genova, ospitati dalla suocera di Alessandra che con le sue amiche hanno sfoderato un vasellame e suppellettili da capogiro, posateria e coppe d'argento d'altri tempi, vasi, ciotole, piatti in cristallo di  Lalique,  Baccarat, Buccellati, dove comporre le nostre insalate, posati su eleganti drappi di lino e tovaglie di seta con ricami preziosi e lunghe frange, tutto a ricordare il periodo storico che evoca il libro ovvero La Belle Époque.

Ma il divertimento più grande è stato dietro le quinte, in cucina con Arianna di Saparunda's kitchen e Annarita de Il Bosco di Alici con le quali sono andata a Genova
Avevo raggiunto le due amiche food blogger, rispettivamente di Massa e di Camaiore, all'uscita dell'autostrada Versilia. Mi volevano buttar giù dall'auto subito perché criticavo la lentezza di Annarita come autista. Quanto abbiamo riso durante il tragitto. Alla fine, con calma, siamo arrivate a Genova. In fase di preparazione ho osato sciupare  un uovo che secondo me bolliva da troppo tempo e quando Alessandra l'ha sgusciato, si è spappolato perché era risultato à la coque, non sodo come volevasi per la niçoise! "chi mi ha fatto sciupare un uovo?" ha sbraitato la genovese che non smentisce la loro ehm....."parsimonia". 
Arianna mi toglieva i pippolini terminali ai fagiolini, non solo il picciolo, non lo sopporto e allora grugnivo e grandi  risate anche coi pippoli.
Ma il top dei top....lo dico? sì lo dico....è stato quello che sarebbe poi diventato un altro tormentone inter nos, il rafano!! Una delle mie insalate prevede una vinaigrette al rafano, io non riuscivo a trovarlo, ci ha pensato Alessandra che lo brandisce appena mi vede "Galliti, il tuo rafano!" e l'ilarità scoppia e dilaga a non finire.
Ecco, il rafano in questione aveva una forma inequivocabile ed era di ragguardevole misura. Non vado oltre per decenza e non oso pubblicare le foto che ci siamo fatte reciprocamente col rafano in mano....ma insomma s'è capito. Ma anche a tavola con i suoceri di Alessandra, è stato uno spasso, abbiamo scherzato tutto il tempo. Poveri, gli abbiamo invaso la casa a rotazione ogni giorno per più di una settimana, ma penso che anche loro si siano divertiti moltissimo, così come il fotografo, ignaro del suo destino.

Eccoci, Annarita, Arianna e io, in tenuta da lavoro, sorridenti e serene, prima di fare la conoscenza del rafano!


Ma ora bando alle ciance, basta col backstage, parliamo del nostro bellissimo libro !!!
Qualche anticipazione e il dettagliatissimo articolo di Alessandra






Titolo : Insalata da Tiffany
Casa editrice: Sagep editori
Collana: I libri dell'Mtc a cura di Alessandra Gennaro
Fotografie: Paolo Picciotto
Illustrazioni: Mai Esteve
Impaginazione: Barbara Ottonello di Sagep Editori
Editor: Fabrizio Fazzari
Prezzo 18 euro

Tema del libro : le insalate come non le avete mai viste

41 "insalate da Tiffany", ossia le insalate pensate non come contorni o piatti veloci, ma come vere e proprie protagoniste delle nostre tavole, secondo la moda inaugurata da Escoffier &Co al tempo della nascita dell'alta ristorazione. Seguono poi 53 "pezzi facili", vale a dire insalate nel senso più classico del termine. Le prime sono tutte ambientate nella Belle Epoque, con pezzi d'epoca originali e preziosissimi ,le seconde hanno una grafica assolutamente contemporanea, con le illustrazioni della Mai, una mtcina!! In mezzo, ci sono innumerevoli : emusioni stabili e instabili, aceti, olii, sali aromatizzati, citronette, vinaigrette, maionesi e tutto quanto serve per condire l'insalata in modo da renderla originale e sempre diversa.
E poi, c'è il "solito" tutto il resto: il c'era una volta, con la parte storica, e la parte più tecnica, con le attrezzaure, i consigli, il come si fa., in puro stile MTChallenge.
 
IMPORTANTE:

acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

 

 

 
Direi che non se ne può proprio fare a meno!!!

venerdì 27 giugno 2014

DOPPIA PIADINA IN AZZURRO PER L'MTC N. 40




Avevo detto "niente acciughe"  per l'MTChallenge n. 40,  per carità!! Ultimamente ne ho cucinate, viste  e assaggiate anche troppe! Reduce infatti dalle fatiche (e dal successo, via....permettemi di gongolarmi un po') di Blu&Acciughe, una manifestazione che ho curato con il Centro Commerciale di Castiglioncello, cioè dove abito, per celebrare la Notte Blu della Costa degli Etruschi, il 21 giugno, mi sono orientata su un altro  dei miei azzurri preferiti, come già programmato del resto: la palamita.
Ma proprio un paio di sere fa, Giulietta di Se cucino sorrido, mi sollecita una piada all'acciuga!! Come potevo resistere??? Le acciughe non mancano mai, per il resto sarei andata al mercato e con quello che avrei trovato, avrei creato e così mi sento molto ducassiana....oui!

L'evento Blu&Acciughe  ha catturato tutta la mia attenzione e le mie energie e quindi mi sono ritrovata ad avere tempo e voglia di preparare la piadina solo a pochi giorni dal termine della nostra amata gara. Però appena era stata annunciata, avevo focalizzato l'attenzione sul "fatto in casa" e ho avuto subito chiaro in mente cosa fare, me lo sono appuntato e programmato per questi giorni. Poi c'è stata l'estemporanea delle acciughe.

Per me la piada è grassa, è prosciutto cotto e fontina, crudo e squacquerone, mortadella e stracchino, roba che ti cola agli angoli della bocca e che ti imbratti tutta mangiandola con grande godimento.
Ma volendo partecipare con Poverimabelliebuoni, il prosciutto l'ho fatto con la palamita, secondo una ricetta di Shamira, blog Lovely Cake, l'ho ridenominato  lonzino perché la palamita non ha le cosce!!
Per quanto riguarda tutto il resto con cui ho accompagnato il lonzino di palamita, ho riciclato delle verdure in agrodolce che amo molto e che faccio spesso in questa stagione.
Anche la salsa d'accompagnamento è collaudata ma l'ho resa più formaggiosa usando anziché lo yogurt, la robiola (a dire il vero è un altro riciclo, ne avevo comperata troppa per i bons bons di acciughe del mio cooking show di sabato....)
Non oso dire perché ho utilizzato la farina di farro....stava scadendo, tutto qui!!

Quindi, per
L'MTC N. 40 LA PIADINA ROMAGNOLA, proposta da Tiziana de L'ombelico di Venere



PIADINA AL FARRO CON LONZINO DI PALAMITA, VERDURE IN AGRODOLCE E CREMOSO AL RAFANO
 



Per 3 piadine da cm 20 di diametro:

250 g farina di farro biologico, macinata a pietra
  63 g acqua
  63 g latte fresco parzialmente scremato
  50 g strutto
    8 g lievito istantaneo
    5 g sale fino
    1 pizzichino di bicarbonato di sodio

procedimento come da post di Tiziana, ho solo dimezzato le dosi. Venute bene bene, ecco le prove!!



Lonzino di palamita

200 g filetto di palamita abbattuto a -18° per 96h
100 g zucchero bianco
100 g sale fino
trito di aglio, prezzemolo, rosmarino, pepe nero
olio evo qb


Dopo aver decongelato il filetto di palamita già pulito, privato della pelle e delle lische, disporlo in una piccola pirofila e coprirlo con un mix di zucchero e sale in pari quantità. Lasciarlo riposare 24 h in frigorifero.
Sciacquarlo, asciugarlo accuratamente, cospargerlo con un trito di prezzemolo, rosmarino, aglio, condirlo con olio evo, avvolgerlo in una pellicola trasparente, chiudere le estremità ben strette e lasciarlo riposare in frigorifero 48 h

Verdure in agrodolce

300 g in totale di verdure miste tagliate a bastoncini: peperoni rossi, gialli, verdi, carote, sedano, zucchine solo la parte verde, cipolle rosse a fette
1 cucchiaio d'olio evo
1 cucchiaio d'aceto di mele
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di bacche di coriandolo
una manciata di foglioline di origano fresco o maggiorana

Rosolare a fuoco vivace, in una padella larga, in una generosa cucchiaiata d'olio le verdure e le bacche di coriandolo, schiacciate e spezzettate con un coltello,  sfumare con l'aceto, unire sale e zucchero, da ultimo le fette di cipolle rosse, lasciar andare fin quando appassiscono rimanendo però croccanti.

Crema di robiola al rafano

200 g di robiola fresca
2-3 cucchiai di latte parzialmente scremato
1 radice di rafano

Mettere in una ciotola la robiola, grattugiare un po' di rafano, diluire col latte, regolare eventualmente di sale, assaggiare e aggiustare la piccantezza secondo il proprio gusto aggiungendo altro rafano grattugiato. Consiglierei un piccantezza lieve.

Cuocere due piadine, ancora calde spalmarle con la crema di robiola, farcirle con le verdure, cosparse di origano fresco, adagiare da ultimo delle fettine di lonzino di palamita, chiudere le piadine e azzannarle voracemente!!!




PIADINA DI FARRO CON ACCIUGHE FRESCHE E SALATE, FIORI DI ZUCCA E SCAMORZA AFFUMICATA


Come già detto, il giorno programmato per la piadina, al mercato mi hanno ispirato dei bei fiori di zucca che ho pensato di spadellare con qualche filetto d'acciuga salata da abbinare ad acciughe fresche e scamorza affumicata, sempre di provenienza di un banco del mercato.
Per la preparazione della piada, vedi sopra.

Ingredienti per la farcitura di 1 piadina da 20 cm

6-7 acciughe fresche
2 acciughe salate intere o 3-4 filetti d'acciuga sott'olio
7-8 fiori di zucca
olio evo
80-100 g di scamorza affumicata

Dissalare e pulire le acciughe salate oppure scolare molto bene i filetti sott'olio. Rosolare in poco olio i filetti d'acciughe  schiacciandoli con una forchetta in modo che creino una salsetta. Unire i  fiori di zucca, lavati e mondati, farli appassire velocemente a fuoco vivo, basterà un minuto.

Pulire e sfilettare le acciughe fresche, privandole sia della codina che della pinnetta sul dorso.

Tagliare a fette la scamorza

Cuocere la piadina regolarmente da un lato, un po' di meno dall'altro lato perché poi si completerà la cottura in forno.
Farcire il lato più cotto, lasciando all'esterno quello meno cotto, con la scamorza, le acciughe fresche e i fiori di zucca. Non è necessario salare, le acciughe salate o sott'olio saranno sufficienti ad insaporire quelle fresche. Ripiegare la piadina e passarla in forno per 7-8 minuti a 180° in modo che le acciughe fresche cuociano e la scamorza si fonda. Consumare rigorosamente calda!



Due cose completamente diverse, difficile dire quale sia la migliore....DEGUSTIBUS!!!
 

giovedì 26 giugno 2014

TUTTI MATTI PER IL PESCE DIMENTICATO - MONTE ARGENTARIO 27-29 GIUGNO 2014


 
“TUTTI MATTI PER IL PESCE DIMENTICATO”

Il comune di Monte Argentario dedica 3 giorni ai festeggiamenti per il Pesce Dimenticato

Si chiude questo fine settimana a Porto Ercole il progetto: “Tutti Matti per il Pesce Dimenticato” con una tavola rotonda, un convegno e due giorni di festa di piazza dal ricco panorama di eventi: menù a tema all'interno di ristoranti selezionati, cooking show e stand enogastronomici.

 Alle 11.30 di venerdì 27 si terrà presso la Sala Consiliare del Comune di Monte Argentario a Porto Santo Stefano (GR) il Convegno finale che esporrà i risultati del progetto e in cui verrà presentato il libro: ”Tutti Matti per il Pesce Dimenticato” (vedi foto copertina qui sopra),  Sugarello, Sugarello Maggiore, Potassolo, Moscardino Bianco, Merluzzetto, Musdea, Totano saranno i protagonisti del libro che, oltre a descrivere il progetto e a contenere le informazioni scientifiche sulle specie, ospiterà una raccolta di ricette, appositamente studiate da un gruppo selezionato di Food Blogger:  Fabio Campetti del Blog Kamp.it, Cristina Galliti del Blog Poveri ma belli e buoni, Shamira Gatta del blog Lovely Cake, Silvia Iacoponi del blog Pane e pomodoro, Enrica Palandri del Blog Una cena con Enrica, Silvia Volpe dell’Osteria Bacco e la Volpe, che già si sono confrontati in passato su questa tematica. Ricette innovative, ma di facile realizzazione, in modo che possano essere replicate anche da chi non è un esperto, interessanti suggerimenti su questi pesci molto versatili buoni e sani e con una particolare attenzione alle intolleranze.

Alle 15.00, sempre nella stessa sede avrà luogo una conferenza che tratterà i temi del pesca turismo e dell’ittiturismo, importanti risorse per conoscere e tutelare al meglio il nostro mare. 

Sabato 28 e domenica 29 la festa dedicata al Pesce Dimenticato prosegue in piazza e si “espande” per tutta Porto Ercole: sarà possibile degustare menù dedicati a pranzo e a cena nei ristoranti: Trattoria il pesce povero - La Giannella (GR) - tel. 0564 871300; Alicina Hosteria - Porto Ercole (GR) - tel. 0564 832630; La Parannanza - Porto Ercole (GR) - tel. 0564 1724569  

Dalle 19.00 Show Cooking in Piazza Indipendenza. Per tutti e due i giorni ci saranno  stand con esposizione e vendita di prodotti del Monte Amiata (Lungo Mare Strozzi) tra cui: Fondazione Le Radici di Seggiano, Signore delle Api, Birra Amiata Srl, Azienda Agricola Romanelli Riccardo, Azienda Agricola Prato al Pozzo, Legatoria Lo Scoiattolo, Monastero di Siloe, Orbetello Pesca Lagunare.



 
 TUTTI MATTI PER IL PESCE DIMENTICATO
IL PROGETTO
Il titolo non è solo un auspicio affinché le persone comprino regolarmente queste specie e se ne appassionino, ma deriva dall’incontro tra il progetto di promozione del pesce dimenticato e alcune iniziative realizzate da Cooperative sociali del comprensorio amiatino che hanno l’obiettivo di integrare i soggetti svantaggiati nel mondo del lavoro come “Tutti matti per l’orto” e come “Tutti matti per l’arte”.
L’obiettivo di questa campagna promozionale è far conoscere il pesce dimenticato nei territori interni della provincia di Grosseto (Amiata) in un ideale connubio tra mare e montagna, ma anche fornire ulteriori spunti e stimoli di integrazione nel tessuto sociale. 
Le attività sono una prosecuzione ideale del progetto “Porto Ercole: quando Siena arrivava al mare” e riguardano la promozione locale del “pesce dimenticato”, cioè di quelle specie eccedentarie o sottoutilizzate che solitamente sono rigettate in mare o che non rivestono interesse commerciale. La sfera d’interesse però non sono stati i ristoranti, ma il terzo settore andando incontro alle esigenze e ai bisogni di persone a rischio “emarginazione sociale” e di bambini e anziani. 
La campagna di promozione ha formato il personale di cucina: un cuoco, un biologo marino ed un pescatore professionista hanno trasmesso le loro conoscenze sulle specie sul modo di cucinarle e sulle tecniche di pesca al personale delle cooperative sociali o associazioni di volontariato.
Grazie alle competenze acquisite il personale ha organizzato cene a tema nelle strutture e nelle case famiglia coinvolte dove, grazie al pesce fornito gratuitamente dal progetto, hanno preparato un menù a base di “pesce dimenticato” da far degustare agli utenti delle strutture e ai loro familiari.  
Lo scopo finale del progetto è stato quello di creare, da un lato,  rapporti commerciali tra mense per asili e scuole, residenze sociali assistite, case famiglie e centri diurni e il mondo della pesca grossetano, in modo da contribuire alla commercializzazione delle specie dimenticate e dall’altro, portare sulle tavole di utenti disagiati sia economicamente che socialmente un prodotto sano, fresco e a un prezzo concorrenziale, perché tutti hanno il diritto di mangiare bene. 
Inoltre, le iniziative aperte a tutti i cittadini sono state utili a far conoscere le potenzialità e le versatilità di questo prodotto, proseguendo le attività di informazione e formazione dei progetti precedenti e hanno costituito anche un’occasione di scambio e d’integrazione dei membri delle cooperative nel tessuto sociale. 
Il ciclo di iniziative è il frutto dell'impegno congiunto di Aplysia, de Il Quadrifoglio Gruppo Cooperativo e dell'Associazione Produttori Pesca di Porto Ercole, con il sostegno di Lega Pesca.
Il progetto è stato presentato dal Comune di Monte Argentario e rientra negli interventi FEP 2007 - 2013 Asse 3, Misura 3.4 finanziati dalla Comunità Europea e dalla Regione Toscana
 
 




 

lunedì 23 giugno 2014

BLU&ACCIUGHE, CASTIGLIONCELLO 21 GIUGNO



E infine anche il gran giorno è arrivato e se n'è andato lasciando tanta euforia fra tutti i partecipanti, soddisfazione per noi organizzatori e sorpresa e gradimento tra il pubblico!
 
E' stato un bellissimo pomeriggio, in una cornice deliziosa, quella del giardino dell'Hotel Atlantico di Castiglioncello. Sia la proprietà che lo staff sono stati gentilissimi ed efficienti, ci hanno offerto un grande supporto logistico e aiuto materiale e li ringrazio ancora di cuore!
 
Che fatica comunque a gestire tutto quanto!! Impegnativa l'organizzazione e l'esecuzione, poi la tensione e l'apprensione che consumano più della fatica fisica. L'adrenalina non mi ha fatto riposare bene per un paio di notti, la vigilia, e la notte successiva ma la stanchezza è stata ampiamente ripagata dalle dimostrazioni di affetto di tutti, che mi hanno veramente riempita di gioia.
 
Desidero ringraziare ovviamente  il Centro Commerciale Naturale di Castiglioncello col quale ho collaborato per la realizzazione di questo evento. Il mio grazie va in particolare a Licia Montagnani, da poco eletta Assessore al turismo, commercio, agricoltura, sport e parchi del Comune di Rosignano Marittimo (di cui Castiglioncello fa parte)  e Vanessa Guidi, neo presidente del CCN, due donne di grande energia, determinazione e capacità ma anche a tutti i soci del CCN che hanno accettato ed apprezzato le mie proposte.
 
Ancora qualche ringraziamento sentito ma doveroso a tutti i partecipanti alla gara, Silvia, Stefania, Marina, Shamira, Paolo e Calogero, sono stati veramente bravissimi a destreggiarsi in una cucina improvvisata e a temperature piuttosto alte.
 
Grazie  alla  nostra giuria che alla fine è risultata essere composta da Giorgio Dracopulos, enogastronomo, Cinzia Gorla, giornalista La Nazione, Silvia Volpe, chef de L'Osteria Il Bacco e La Volpe, Giacomo Marino, biologo marino e Vanessa Guidi, neopresidente del CCN.
 
Non ultimo ringrazio i relatori del convegno ANISAKIS? NO GRAZIE! Dr Giorgio Vaudagna, medico endocrinologo di Rosignano S., Dr. Giacomo Marino, biologo marino e lo chef Michele Maltini del ristorante Lo Scolapasta di Castiglioncello che hanno esposto un tema spinoso e complesso in modo brillante e molto coinvolgente!
 
Ora che ci penso, ce n'è ancora uno da ringraziare, che se n'è stato in disparte solo soletto, tutto il tempo,  ma poi l'abbiamo ricompensato con l'aperitivo finale, il tecnico del suono di Armunia a cui però non ho chiesto il nome!
 
E ora un po' di foto che raccontano da sole lo svolgimento di un pomeriggio indimenticabile!
 
Si parte col convegno presentato dal mitico Giorgio Dracopulos, che si è presentato iperprofessionale con tanto di cronometro per gestire i tempi degli interventi. Li ho talmente stressati col rispetto della tempistica che simpaticamente i relatori, temendo di dilungarsi, chiedevano "quanto tempo mi rimane?". Morale: hanno spaccato il secondo e terminato in perfetto orario alle h 18.00 come da scaletta.
 
 
 
Da sinistra verso destra: Giorgio Dracopulos, Michele Maltini, Giacomo Marino (che non sta dormendo ma è la foto impietosa) e infine Giorgio Vaudagna.
Marino, nomen omen, biologo marino ha offerto una briosa introduzione sul pesce azzurro, sul ciclo biologico delle acciughe, e sul ciclo biologico dell'anisakis. Vaudagna ha parlato delle spiacevoli conseguenze dovute alla parassitosi che può insorgere se malauguratamente si ingerisce l'anisakis con le sue cisti che provocano ulcere intestinali tali da richiedere l'intervento chirurgico ma anche delle semplici allergie dovute al contatto  con il vermetto anche morto congelato!! Ha svolto inoltre un'interessante indagine e ci ha illustrato la casistica mondiale ed italiana relativa alle contaminazioni da anisakis. Infine Michele ha descritto la prassi dell'abbattimento preventivo per il consumo di pesce crudo prevista per legge, elencando temperature e metodologie, soffermandosi sulle differenze fra abbattitore professionale e congelamento domestico.
 
 
La giuria! E la sottoscritta, a cui è toccato il compito di interagire con la giuria, descrivendo ogni portata. Duettando  in particolar modo con il presidente Giorgio Dracopulos, abbiamo intrattenuto il pubblico che da spettatore è diventato partecipe perché siamo riusciti ad improvvisare assaggi per tutti che non erano invece previsti. Un'estemporanea gradita che ha eletto a mascotte della gara, la mini-cameriera: Keira, figlia di una concorrente, Shamira, che si è divertita moltissimo a portare i piattini alle persone del pubblico!!
 
 
 
I piatti in ordine di portata
 

Cous cous con frutta piccante (ananas, mango, kiwi e anguria marinati con olio, lime e peperoncino, cous cous allo zafferano) e acciughe marinate a caldo (brodo di verdure) condite con una vinaigrette olio, limone e peperoncino. Autore: Paolo Niccolini, Rosignano.
 

 
Il profiterole che si crede una bagna càuda dell'eroica Silvia Iacoponi, foodblogger castiglioncellese, che in mezzo ad un trasloco ha trovato qualche ora da dedicare alla nostra gara!!
Bignè  farciti con acciughe spadellate con olio, aglio e semi di finocchio, un pizzico di peperoncino, frullate e mantecate con robiola. La glassa è una crema all'aglio.
 
 
Gli involtini di acciughe, capperi e limone, spadellati con olio, aglio e cipolla, di Marina Istomina, castiglioncellese di origini ucraine. Il piatto si è piazzato al secondo posto.
 
 
Le acciughe dei mondiali, 3-3-3-1,  di Calogero Rifici, la ricetta vincitrice!! Erano presentate in  formazione 3-3-3-1 come una squadra di calcio nella foto originale inviata per il concorso, nel piatto dei giudici per esigenze pratiche, la formazione era ridotta, accompagnata però dalle 3 salsine in omaggio al tricolore italiano. Quattro le  diverse qualità di peperoncini utilizzati, tutti sud americani, che Calogero coltiva sul suo balcone di casa. La ricetta direttamente sul blog di Calogero che non poteva che chiamarsi PEPERONCINI E DINTORNI!!
 
 
I simpatici rotolini di acciughe e cous cous alla curcuma con verdure spadellate e feta, accompagnati da una crema di melanza, yogurt e menta di Stefania Milani, Castelnuovo M.ia, frazione  di Rosignano Marittimo. Il piatto è risultato al 3° posto!
 
 
E dulcis in fundo, proprio come un cioccolatino: LA PERLA DEL TIRRENO
di Shamira del blog Lovely Cake!
Una geniale idea, peccato nella realizzazione gli è scappata un po' di colatura di alici di troppo ed è risultata molto salata ma sicuramente una creazione da ola!!
 
Foto di gruppo!
 
 
I primi tre classificati:
 
 
Calogero riceve una targa ricordo dall'assessore Licia Montagnani e da Vanessa Guidi e, come per  tutti, un bel libro su Madrid e la sua cucina, scritto e omaggiato dal presidente di giuria Giorgio Dracopulos. Al primo classificato una cena per due nel ristorante Station Gallery di Castiglioncello!
 
Per la bella Marina Istomina, seconda classificata, una targa ricordo e un buono per percorso benessere alla SPA della Palestra Ego di Rosignano
 
Idem per la simpaticissima Stefania Milani e buono per la SPA con il libro di Giorgio anche per tutti gli altri concorrenti
 
 
 
E ora arrivo anch'io con la mia bandanina d'ordinanza!
 
 
Che onore essere presentata da un grande esperto di cultura enogastronomica come l'amico Giorgio Dracopuls. Un giro sul suo blog La Tavolozza del Gusto merita!!
 
Una spadellata veloce alle acciughe e poi via con i bons bons che tutti hanno assaggiato insieme ai cantuccini con acciughe, capperi e pinoli, annaffiati dal Fortulla Bianco e Rosato dell'Azienda Agrilandia di Castiglioncello!
 
 
 E una bella targa anche a me!! 
 

Ringrazio Calogero per le foto del mio cooking show, più belle di quelle che ha scattato mio marito!
 
Grazie anche a Daniele Fedi, l'unico dei partecipanti al concorso che, pur non essendo stato selezionato per la finale, sportivamente è venuto come spettatore all'evento, così finalmente ci siamo conosciuti!!
 
E grazie per  la gradita sorpresa di Sara Sguerri di Pixelicious, conoscenza solo virtuale di Poverimabelliebuoni che finalmente si è concretizzata! Sara ha origini pratesi ma vive a Lucca e  ha  casa a San Vincenzo ed è venuta a trovarmi a Castiglioncello con un gruppo di giovanissimi amici coi quali ho brindato volentieri!
 
Chiudo con un'eloquente foto di un gruppo di allegri  avventori  che hanno fatto onore all'aperitivo che abbiamo offerto e sono rimasti fino all'ultimo.....bon bon e cantuccino! Lo scatto è di mio marito,  questa gli è riuscita  proprio bene!
 
 
 
 EVVIVA LE ACCIUGHE E CASTIGLIONCELLO!!
 
 


giovedì 19 giugno 2014

I FINALISTI DELLA SFIDA ALL'ULTIMA ACCIUGA, BLU&ACCIUGHE, CASTIGLIONCELLO 21 GIUGNO

 
Sarò velocissima, senza tanti fronzoli, ho poco tempo, l'organizzazione di questo evento è abbastanza impegnativa, sto correndo come una lepre in questi giorni, e il bello deve ancora venire! Ma sono contenta ed emozionatissima!!!
 
Ok! Ecco i prescelti   dalla nostra giuria per la finale de  LA SFIDA ALL'ULTIMA ACCIUGA, gara culinaria per non professionisti a cura del CCN di Castiglioncello in collaborazione con Poverimabelliebuoni.
Tema della sfida: ACCIUGHE ESTIVE, finger food o antipasti  che interpretino l'estate castiglioncellese fatta di brio, freschezza, colore e magari anche un po' di glamour!
 
In ordine sparso:
 
 
Calogero Rifici, Livorno, blog Peperoncino e dintorni con
LE ACCIUGHE DEI MONDIALI: FORMAZIONE 3-3-3-1
(quadrotti di acciughe, cicoria, pomodorini secchi, pan grattato, salsa verde con rucola, pistacchi e jalapeno, rossa : pomodori, peperoni e noci, bianca: yogurt, ricotta, pinoli e peperoncino)

 
 
Stefania Milani, Castiglioncello con INTROSPEZIONI MEDITERRANEE IN ....ACCIUGA
(acciughe farcite con cous cous alla curcuma e verdure, salsa melanzana, yogurt e menta)
 
 
Marina Istomina, Castiglioncello  con INVOLTINI D'ACCIUGHE CON CAPPERI E LIMONI
 
 
Paolo Niccolini, Rosignano con
ACCIUGHE MARINATE A CALDO CON COUS COUS DI FRUTTA PICCANTE
 E SALSA AL RIBES
 
 
Shamira Gatta di Livorno, Blog Lovely Cake con   LA PERLA DEL TIRRENO
 
 
Silvia Iacoponi, di Castiglioncello, Blog Pane e pomodoro,  
 
 
 
Congratulazioni ai finalisti e in bocca al lupo!
Grazie ancora anche a  tutti gli altri  partecipanti che sono invitati naturalmente a seguire le attività di Blu&Acciughe, questo sabato 21 giugno, a Castiglioncello, nel parco dell'Hotel Atlantico, via Diego Martelli, 12. Saremo felici di conoscervi tutti!
A sabato!!!