sabato 11 febbraio 2017

EXTRA LUCCA, 18/19 FEBBRAIO 2017


www.extralucca.it

Dal 18 al 19 febbraio 2017 torna extraLucca, una prestigiosa vetrina per 50 aziende italiane produttrici di olio extra vergine d’oliva di grande qualità.

Giunta alla sua quinta edizione, si terrà nella splendida cornice di Palazzo Ducale e sarà aperta a esperti, appassionati, neofiti e anche ai bambini. La bella città toscana, cinta da possenti mura, diventa per tre giorni la capitale dell’olio extravergine d’oliva di qualità italiano. L’evento, ideato e curato dal “Maestrod’olio” Fausto Borella, prevede mostre e vendita degli oli appena franti, presentazione di libri, incontri, dimostrazioni di cuochi, pasticceri, nutrizionisti. Verranno assegnate le Corone 2017, riconoscimenti nel nome di Veronelli e di Sauro Brunicardi, storico ristoratore lucchese; non mancherà la presentazione al Teatro San Girolamo di Lucca del libro- guida Terred’Olio edizione 2017, la prima guida di olio che esce in Italia in ordine di tempo, senza pubblicità e senza alcuna richiesta di contributo economico alle aziende aderenti. Il cuore pulsante della manifestazione sarà, dunque, Palazzo Ducale con i suoi 1.000 mq. di logge e sale affrescate in stile napoleonico.




LA MOSTRA MERCATO

Nelle eleganti sale di Palazzo Ducale si potranno scoprire e degustare i migliori oli “verdi”, ovvero appena franti, del nostro Bel Paese provenienti da Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Umbria, Veneto accanto a una vasta selezione dai diversi territori dell’olio toscani. Gli oli degustati insieme a prodotti a base di olio, dalle verdure ai cioccolatini, ai prodotti di bellezza, saranno in vendita in un vero e proprio negozio allestito per l’occasione. Sia sabato sia domenica sarà possibile avvicinarsi al mondo mixology legato all’olio extravergine grazie alla presenza del bar dell’olio.

L’inaugurazione sarà presenziata dalle autorità patrocinanti e Giorgione Orto & Cucina




extraFood

Palazzo Ducale, Loggia Ammannati

Sabato e Domenica 18 e 19 Febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Nella Loggia Ammannati si esibiranno grandi artigiani italiani del gusto, che presenteranno al pubblico le loro realizzazioni gastronomiche da assaggiare sul posto o da acquistare per godersele a casa. Elenco aziende presenti




I PERSONAGGI

Alcuni dei protagonisti di questa edizione saranno:



Mattia Poggi, giovane chef di origine genovese. È da diversi anni uno dei volti più amati di Alice Tv


Fabio Campoli, presidente del Circolo dei Buongustai, è ad oggi uno tra i più acclamati chef del panorama gastronomico italiano. Dal 2016 conduttore di "Non è mai troppo presto" e "La salute vien mangiando" su Alice Tv



Luca Picchi, capobarman del celebre Caffè Rivoire 1872 a Firenze, instancabile ricercatore e grandissimo uomo che ha riportato in vita la storia del leggendario cocktail Negroni;


Monica Bianchessi, chef professionista che da anni, oltre a operare nel settore della ristorazione, è uno dei volti più noti del canale Alice Tv;





Pier Giorgio Parini, chef di successo, il cui personalissimo stile in cucina lo ha messo in luce nell’ambito della critica gastronomica dentro e fuori i confini nazionali;


Non poteva mancare prodotto il cui abbinamento con l’olio extravergine risulta essere il più naturale possibile, il pane. Sarà presente Gabriele Bonci, panificatore romano, un maestro nell’arte della panetteria. Farà conoscere a tutti i segreti che si celano dietro la figura del panificatore di altissima qualità;


Lorenzo Corino, agronomo ricercatore e autore di pubblicazioni nel settore vitivinicolo e olivicolo, che guiderà una degustazione di olio biologico e biodinamico.


Oltre agli chef, tutti gli ospiti potranno – previa prenotazione – degustare le Corone Maestrod’olio 2017 in tre sessioni diverse e ritagliarsi uno spazio per le due degustazioni di vino tra cui le prestigiose etichette della rinomata Tenuta di Fiorano.

Saranno presenti agli eventi giornalisti, sportivi e persone dello spettacolo, tutti accomunati dall’amore per questa grande risorsa della tavola mediterranea.



e2 - extraEduca

Dopo la prima grande intuizione del 2013, continua l’appuntamento riservato alle aziende partecipanti alla kermesse durante il quale esperti, giornalisti, degustatori ufficiali, curatori di premi internazionali e di guide, assaggeranno gli oli per un giudizio, una consulenza, un parere.

Riservato ai produttori d’olio



SPECIAL GUEST

Oltre ai grandi ospiti di extraLucca17, saranno presenti i 12 giurati del Sol d’Oro di Verona, concorso oleario internazionale organizzato da Veronafiere come anteprima di Sol&Agrifood, presieduto da Marino Giorgetti, capo panel del concorso.



I PARTNER

L’evento, patrocinato da Regione Toscana, Provincia e Comune di Lucca, Comune di Capannori, Fondazione Banca del Monte, Camera di Commercio di Lucca, Confcommercio e Unione Comuni Garfagnana, ha consolidato le collaborazioni con Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, Acqua Silva, BPM, Ego Wellness & Resort e instaurato delle nuove con Parentesi Quadra, U-Boat e Tenuta Albaclara. Si confermano come media partner La Nazione e TeatroNaturale. Presenti anche Alice Tv e MarcopoloTv, canali tematici di cucina e turismo, su cui vanno in onda i programmi televisivi Profumo d’Olio e Terre d’Olio, condotti da Fausto Borella.



LE CORONE MAESTROD’OLIO 2017

Dal nord al sud della Penisola, anche quest’anno si sono distinti alcuni oliandoli per la qualità delle loro ultime produzioni, guadagnando la Corona Maestrod’olio. I premi di quest’anno vanno a:



1.    Trappeto di Caprafico (Abruzzo) "TRAPPETO DI CAPRAFICO" OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DOP Colline Teatine

2.    Villa Pontina (Lazio) Villa Pontina DOP Colline Pontine

3.    Comincioli (Lombardia) Casaliva

4.    Il Conventino di Monteciccardo (Marche) Frà Bernardo (Selezione)

5.    Olio Pignatelli (Molise) Principe Pignatelli

6.    Olio Intini (Puglia) Coratina

7.    Fratelli Ferrara (Puglia) Posta Locone
8.    Accademia Olearia (Sardegna) Riserva del Produttore DOP Sardegna

9.    Frantoi Cutrera (Sicilia) Primo Bio
10.    Agrestis Soc. Coop. (Sicilia) Bell’Omio Bio
11.    Fattoria Ramerino (Toscana)Cultivar Moraiolo
12.    Az. Agr. Giacomo Grassi (Toscana) Monocultivar Maurino
13.    Frantoio Pruneti (Toscana) Pruneti Monocultivar Moraiolo Biologico
14.    ColleMassari (Toscana) ColleMassari Olio extra vergine di Oliva
15.    Fonte di Foiano (Toscana) Fonte di Foiano “Riflessi”
16.    Tenuta Lenzini (Toscana) DOP Lucca
18.  Fèlsina (Toscana) Fèlsina Raggiolo Denocciolato
19. Olio di Dievole (Toscana) Olio Extra Vergine di Oliva 100% Italiano – Nocellara
20. Frantoio di Riva (Trentino-Alto Adige) Uliva Garda Trentino DOP
21. Decimi (Umbria) Monocultivar Moraiolo
22. Az. Agr. Mannelli Giulio (Umbria) Mosto d’Oliva
23. Marfuga (Umbria) Marfuga DOP Umbria “Colli Assisi-Spoleto”
24. Frantoio Gaudenzi (Umbria) Quinta Luna
25. Paolo Bonomelli Boutique Olive Farm (Veneto) Monovarietale Drizzar Garda DOP
26. Riconoscimento Luigi Veronelli – Az. Agr. La Ranocchiaia (Toscana)
27. Riconoscimento Sauro Brunicardi – Bistrot – Forte dei Marmi



Il premio verrà consegnato venerdì 17 febbraio alle ore 20.00 al Teatro San Girolamo di Lucca.



DOVE E QUANDO

extraLucca a teatro

Teatro San Girolamo

Venerdì 17 febbraio

ore 20.00 Cerimonia Corone Maestrod’olio 2017 e Presentazione libro-guida Terred’Olio 2017. Presenta Mattia Poggi.

Su invito



extraLucca17

Palazzo Ducale

Sabato e Domenica 18 e 19 Febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Esposizione aziende di olio, aziende gastronomiche, dimostrazioni degli artigiani del gusto, la scuola dell’olio e verticali di vino.

Ingresso libero/Laboratori a pagamento e su prenotazione



INFO

Accademia Maestrod’olio

Corso Garibaldi 52, Lucca

t. 0583.495164

segreteria@extralucca.it

www.extralucca.it

venerdì 10 febbraio 2017

MINI GATTO' ALLE ACCIUGHE E PROVOLA AFFUMICATA PER ITALIAN TAPAS


Per il contest di Italian Tapas, Firenze,  anticipato nel mio precedente post,   dedicato ai food blogger, invitati a  creare una nuova tapa italiana da inserire nel loro menu, che rientri quindi  fra le categorie presenti in carta, ovvero tradizionale, creativa, vegetariana/vegana e dolce, vado sul tradizionale e vado al sud, a Napoli precisamente, con un piatto non molto conosciuto, al di fuori dei confini regionali: il gattò di patate, reinterpretato secondo lo stile di Poverimabelliebuoni.


Organizzato in collaborazione con Roberta Perna, Studio Umami, altri sette food blogger mi fanno compagnia:

Alice del Re di Panelibrienuvole.com
Chiara Brandi di Forchettinagiramondo.com
Fabio Campetti di Kamp.it
Elisabetta Cuturello di Cakesandco.ifood.it
Judy Witts Francini di Divinacucina.com
Letizia Cicalese di Ilrisottoperfetto.ifood.it 
Sandra Pilacchi di Sonoiosandra.it


Le tapas mi mettono allegria, mi fanno pensare a piatti facili, informali e divertenti, come il gattò, appunto!
Il gattò, che è la spiritosa e verace trasposizione  nell'idioma partenopeo del francese gateau, ovvero torta/tortino/sformato, mi ha sempre divertito, come tanti altri piatti della cucina napoletana, dai nomi evocativi o fantasiosi e scanzonati come la sua gente. 

E' un piatto  della tradizione popolare ma che trae origine dall'impronta culinaria  francese, che tra il ‘700 e l’800 ha contaminato la cucina di corte del Regno delle Due Sicilie.
Nella seconda metà del '700, i Borbone di Napoli si unirono agli  Asburgo con il matrimonio tra Ferdinando I e Maria Carolina. Napoli divenne ben presto teatro di confronto e contaminazione delle grandi cucine europee. La giovane regina, intelligente ed illuminata, si fece promotrice di un nuovo fermento culturale, patrocinando artisti e intellettuali e introducendo a corte il gusto francese e la consuetudine di affidare la gestione delle cucine a cuochi di alto rango, chiamati “monsieur”. La moda si diffuse presto anche nelle famiglie aristocratiche e il monzù (monsieur in napoletano) divenne protagonista indiscusso di cene e banchetti.
Tale moda si protrasse fino all'epoca napoleonica e molti classici francesi vennero adattati ai gusti e ai prodotti del territorio anche dai cuochi locali, trasformandosi in pietre miliari della gastronomia partenopea come il ragù e il sartù per esempio.
Una gastronomia che era interpretata con grande fantasia e adattamento ai mezzi a disposizione, dai ceti più poveri, e grande sfarzo dai ceti più ricchi, aristocratici o nobili.

Il gattò napoletano era ed è  un piatto popolare di recupero avanzi,  preparato con una base di patate e condito con  salumi e formaggi, a strati o a pasticcio, dove tutto viene mescolato insieme. Le variabili sono pressoché infinite, come del resto ci insegna la tradizione regionale italiana, dettate in larga parte da motivazioni soprattutto economiche. 
Ci sono comunque ingredienti considerati irrinunciabili per un napoletano doc:  la provola fresca affumicata e il salame napoletano. La provola fresca è un formaggio a pasta filata, tipico della trazione casearia campana, simile alla mozzarella, da non confondere quindi con quella leggermente stagionata.
E come da migliore tradizione partenopea, le dosi devono essere generose!

Nel mio gattò  ho infilato le acciughe fresche, che con le patate si propongono spesso a forma di tortino e,  in mancanza di provola affumicata, ho sopperito con  una scamorza fresca affumicata; inoltre ho utilizzato il rigatino al posto del salame, per un tocco di toscanità.
Ho pensato di proporlo già in mono porzione, dosata come una tapa, cioè una piccola porzione di un intero gattò, che di solito si cuoce in teglie tonde grandi o ruoti, in napoletano, e ho aggiunto una salsa vellutata con acciughe salate, arancia e finocchietto selvatico per completare.

Il gattò, e mi raccomando l'accento sulla o,  è semplice, economico, gustoso, versatile e divertente, praticamente pop! Che altro?




Ingredienti per 4 tapas-gattò

400 g di patate gialle
300 g di acciughe fresche (peso lordo)
100 g di provola fresca o scamorza affumicata
50 g di rigatino toscano
1 uovo intero
1-2 cucchiai  di parmigiano grattugiato
1-2 cucchiai di latte
poco sale, pepe, noce moscata
burro per imburrare gli stampi e pan grattato

Per la vellutata all'arancia:

1 piccolo spicchio d'aglio
1 acciuga intera sotto sale o 2 filetti di acciughe sott'olio
1 cucchiaino raso di fecola di patate
150 ml di succo d'arancia
50 ml di acqua
scorza d'arancia non trattata
qualche ciuffetto di finocchietto selvatico

Cuocere le patate, schiacciarle nello schiaccia patate e raccogliere la purea in una ciotola. Eviscerare e sfilettare le acciughe, staccando testa, lisca, coda e pinnetta centrale. Metterle a bagno in acqua e ghiaccio per 10-15 minuti per spurgarle dal sangue e dalle impurità. Scolarle, tamponarle bene con carta assorbente. Tagliarle a tocchetti.
Tagliare a tocchettini  il rigatino e a spezzettare in modo più grossolano la provola o scamorza. Amalgamare acciughe, rigatino e provola con la purea di patate, unire l'uovo leggermente sbattuto, il parmigiano, un po' di sale e pepe e noce moscata, diluire con in latte, mescolare bene in modo che si distribuiscano uniformemente.
Imburrare e poi cospargere con pan grattato degli stampini da  7-8 cm di diametro e 3-4 di altezza , versare il composto, livellare la superficie, cospargerla con fiocchetti di burro e pan grattato. Passare in forno a 180° C per 20-25 minuti. Lasciar raffreddare e sformare.
Preparare la vellutata, facendo stufare dolcemente l'aglio sbucciato e schiacciato, in un cucchiaio d'olio e un cucchiaio d'acqua, sciogliervi i filetti d'acciughe ben dissalati o ben sgocciolati dall'olio. Fuori dal fuoco sciogliere la fecola con l'acqua e il succo d'arancia, aggiungere il liquido alla base d'olio, aglio e acciuga, far addensare a fuoco dolce, allungando con altra acqua/succo se necessario.
Infine, eliminare l'aglio e unire i ciuffetti del finocchietto tritato.
Servire il gattò caldo o a temperatura ambiente con la sua salsa, in una salsiera a parte oppure pennellata  sul fondo, decorare con ciuffetti di finocchietto e scorzette d'arancia ottenute con un riga limoni.








HANNO ABBOCCATO ALL'AMO