martedì 24 novembre 2015

MAREDIVINO LIVORNO 28-29 NOVEMBRE E IL PATA PESCE C'E'!!

 
MareDiVino è la grande “vetrina” dei vini del territorio della Provincia di Livorno e della Costa degli Etruschi, ricco di prodotti di eccellenza enogastronomica.
Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione offre la possibilità di assaggiare i vini di oltre 60 produttori di Bolgheri e della Val di Cornia, ma anche quelli dell’area di Montescudaio, delle zone di Terratico, di Bibbona e delle Isole d’Elba e Capraia, con l'opportunità di incontrare  personalmente i produttori, confrontando realtà diverse.
Inoltre saranno presenti più di  50 produttori di gastronomia, 15 aziende produttrici di Olio Extravergine d'Oliva, 5 birrifici artigianali, tutte espressioni dell’eccellenza del territorio.
Domenica 29 novembre, saranno ospiti  i produttori di Chianti Classico di Radda in Chianti, nonché alcuni produttori dell’associazione  Triple A.
 
 

Completeranno la manifestazione cooking-show con rinomati chef, interviste, laboratori per bambini, ed il concorso enologico “Rosso Buono per Tutti”. 
 

MareDiVino includerà anche quest’anno C’è Olio e Olio, uno spazio dedicato ad un altro prodotto d'eccellenza del nostro territorio, l'Olio Extravergine d'Oliva.
Interessanti eventi  continueranno  anche durante tutta la settimana successiva.
 
 
La manifestazione è organizzata dalla Delegazione di Livorno della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) e Slow Food Livorno, con il patrocinio e contributo del Comune di Livorno, della Camera di Commercio e del Comune di Suvereto, con il patrocinio della Regione Toscana e Provincia di Livorno, la collaborazione di Vetrina Toscana, ed il patrocinio dei Comuni di Collesalvetti, Campiglia Marittima e Piombino.
I nuovi partner della manifestazione sono l’Ordine degli Agronomi, il Movimento Turismo del Vino Toscana e il Consorzio dell’Olio Toscano.
Per ulteriori informazioni e  dettaglio programma :  www.maredivino.it
 

Domenica 29, alle h 17.30, nell'area bimbi,  sarò lieta di presentare il nostro libro Pesce Per Mini Gourmet e condurre un laboratorio per bambini dove mostrerò loro la composizione del pata pesce, del bruco marino e di altri piatti del libro invitandoli poi a riprodurli o a crearne di nuovi secondo la loro fantasia.
Ci sarà da divertirsi, non vedo l'ora!!

Acquistando il libro si contribuisce a sostenere la ricerca scientifica onco-ematologica promossa dall'Associazione Giacomo Onlus
 
 
Il libro PESCE PER MINI GOURMET è disponibile per la vendita durante l'intera manifestazione.
 

 

giovedì 19 novembre 2015

NON SOLO OLIO 2015 A SUVERETO


Giunge alla sua seconda edizione e si svolgerà nel prossimo weekend dal 20 al 22 novembre, NON SOLO OLIO, la rassegna sulla diffusione della cultura dell’olio extravergine d’oliva , creata nel 2014 dal Comune di Suvereto.

Il ricco programma:



Aprirà dunque la manifestazione la Festa dell'albero che si svolgerà il 20 novembre in collaborazione con le scuole di Suvereto e con il patrocinio dell'Unicef. I bambini pianteranno un albero nel piazzale della scuola, simbolo per Legambiente della lotta ai mutamenti climatici e strumento di difesa del territorio, metafora della crescita e dei principi ispiratori della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con la mappa concettuale dell'albero dei diritti Unicef.
 
Sabato 21 novembre, si potrà fare conoscenza con gli oli extra vergini d'oliva di nuova produzione, con una degustazione guidata a cura di Alberto Grimelli.
Nel pomeriggio il momento clou di divulgazione e diffusione della cultura olearia con il convegno: "olio extra vergine d'oliva: i benefici dell'olio e i malefici dell'uomo"
Presso la sala del Ghibellino, a partire dalle ore 14.30, dopo i saluti del sindaco di Suvereto, Alfredo Massart del comitato organizzatore e di Clemente Pellegrini di Anga Toscana, molti docenti universitari si alterneranno sotto la regia di Manuela Giovannetti dell'Università di Pisa.
L'olivo, segno del paesaggio agrario: profili giuridici - Manuela Ferrucci, Università di Padova
I benefici dell'extra vergine - Flavio di Gregorio, Policlinico Gemelli Roma
Il valore nutraceutico dell'olio extra vergine d'oliva: rilevanza della ricerca - Marco Macchia, Università di Pisa
Rischi penali connessi all'attività dell'impresa operante nella filiera olearia - Edoardo Mazzanti, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Potenzialità cliniche dell'extra vergine a supporto della paziente con tumore al seno - Stefano Magno, Università Cattolica di Roma
I malefici dell'uomo sull'extra vergine e sulla dieta mediterranea - Nicolò Merendino, Università della Tuscia
Conclusioni di Alberto Grimelli, direttore di Teatro Naturale
 
Domenica 22 novembre sarà il momento della festa, nel centro storico saranno allestite bancarelle su cui verranno esposti olio e prodotti locali; non mancheranno momenti di intrattenimento con spettacolo di trasformismo ed illusionismo e un concerto musicale, che accompagneranno la vendita dell'olio del territorio.
 
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile incontrare i produttori di Suvereto, acquistare l'olio nuovo e assaggiare i piatti a base di olio di Suvereto appositamente preparati dagli chef locali.
 
Appuntamento a Suvereto per un weekend utile e divertente!

martedì 17 novembre 2015

LA CERTIFICAZIONE DEL CACCIUCCO LIVORNESE 5C

 
Mercoledì 11 novembre,  presso la Sala Capraia della Camera di Commercio di Livorno, si è tenuto  il convegno di presentazione della certificazione del Cacciucco Livornese tipico-tradizionale 5C, coordinato  e promosso dalla Proloco di Livorno

Il progetto, che nasce con lo scopo di valorizzare e tutelare l'autenticità del celebre piatto labronico e comprende diverse attività, che vanno dalla certificazione della ricetta all’accreditamento delle imprese di ristorazione, dalla nomina di ambasciatori e consoli del Cacciucco livornese tradizionale nel mondo all’autorizzazione dei fornitori degli ingredienti base fino all’abilitazione dei cuochi responsabili della preparazione.

Tanti gli invitati a questo comitato tecnico di certificazione: Confesercenti, Confcommercio, Adiconsum, Coldiretti, Cia, Consorzio del Pane Toscano, Associazioni/Cooperative dei pescatori livornesi, rappresentanti dei banchi del salone del pesce del Mercato Centrale, le sedi/delegazioni provinciali delle associazioni: Accademia Italiana della Cucina, ANCeSCAO-Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti, Associazione del Cacciucco, Enjoy Cacciucco, Fisar, insieme a nutrizionisti, gastronomi, agronomi e produttori. Sono inoltre membri di diritto del comitato anche il Comune di Livorno, la Capitaneria di porto di Livorno e la CCIAA di Livorno.

 
Interessantissimi gli interventi di tutti i relatori, per una mattina intensa di dichiarazioni di intenti volte a sancire un legame inequivocabile e indissolubile del Cacciucco con la sua città natale e a condividere una comunicazione chiara ed efficace del piatto emblema della cucina labronica.
 

Il marchio Cacciucco 5C, depositato presso la Camera di Commercio di Livorno a conclusione del convegno ( diffidate dalle imitazioni e soprattutto da quelli che si accontentano di 4C!!). E c'è pure il jingle creato dal maestro Claudio Laucci.
 
Dopo i saluti e l'apertura dei lavori di Mario Lupi, Presidente della Proloco di Livorno, incisivi e diretti gli interventi dell'assessore al Turismo del Comune di Livorno Nicola Perullo e di Sergio Costalli, Presidente della Camera di Commercio. Il capitano di vascello Vincenzo di Marco ha sottolineato l'importanza e la determinazione dell'attività di vigilanza della Capitaneria di Porto per la tutela dell'ambiente marino che si traduce nella tutela dei consumatori, sottolineando l'assoluta necessità di fare squadra.
 
Giuseppe Chionetti, responsabile del progetto della Proloco, ha brillantemente illustrato i punti salienti dei processi di certificazione del Cacciucco livornese 5C - Caratteristico, Classico, Cucinato con Cura e Competenza (che funziona anche in inglese, Characteristic, Classic, Cooked with Care and Competence, slogan perfetto  da comunicare a livello internazionale), l'accreditamento dei ristoranti, l'abilitazione dei cuochi e l'autorizzazione dei fornitori con una presentazione di slides, commentate in modo arguto, vivace e a tratti esilarante, con il suo accento spiccatamente "sabaudo" che quarant'anni di vita livornese non hanno scalfito.
Il disciplinare, che prevede alcuni parametri fissi ed altri variabili in modo che le 5C possano essere considerate come un pentagramma su cui ogni cuoco può creare la sua personale sinfonia di sapori entro i limiti imposti, applica la certificazione del Cacciucco Livornese 5C limitatamente al comune di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo (altrove si potrà chiamare "alla livornese") sarà presto visionabile on line sul sito www.prolocolivorno.it  Livorno
 
E ancora: Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum sulla tracciabilità dei prodotti, Andrea Bartoli  riferisce sulle attività della Federcoopesca Livorno Confcooperative; Roberto Pardini, Responsabile del Consorzio Pane Toscano,   sottolinea le peculiarità del pane toscano a lievitazione naturale, in attesa della certificazione DOP.
L'olio extravergine d'oliva e il vino toscano vengono descritti con grande competenza da Fabio Baroncini, delegazione sommelier Fisar Livorno.

Grazie a Daniele Fedi, Le nostre ricette,  per questo scatto
 
E' toccato alla sottoscritta presentare le caratteristiche del pomodoro coltivato in Toscana, a certificazione biologica,  trasformato dall'azienda Mediterranea Belfiore, che aderisce al progetto, con la quale collaboro da anni e che ho rappresentato in quest'occasione (ghiotta anche per Poverimabellibuoni naturalmente).
 
Paolo Ciolli, Mario Lupi, Giuseppe Chionetti
 
Il noto gastronomo e scrittore livornese Paolo Ciolli ha svelato i segreti da chef per cucinare un cacciucco d'eccellenza; Luca Chiericoni, biologo nutrizionista ha spiegato il valore nutraceutico degli ingredienti della pietanza (non chiamiamola zuppa!!)
Non sono mancati gli imprescindibili approfondimenti storico-culturali grazie allo  storico e scrittore livornese Michele Montanelli che ha descritto con immagini e dati statistici d'epoca medicea  la biscotteria granducale di Livorno che produceva il "biscotto" ovvero l'indispensabile galletta del marinaio, sostituta del pane a bordo dei vascelli e base perfetta per inzuppare il cacciucco!
 
Il professor Giorgio Mandalis, esperto d'arte e di storia livornese, autore di un prezioso trattato "Il Cacciucco" ontologia, eziologia e metamorfosi (che mi ha omaggiato con mio sommo gaudio!!)  ha completato la panoramica storica descrivendo l'evoluzione del cacciucco e le cacciuccate in piazza, fra cui la più nota e documentata del 1936 voluta dal conte Ciano. A tale proposito, è in programma un festival del cacciucco 2016! Evviva!
 
Michelangelo Rongo, chef del ristorante L'Aragosta di Livorno, testimonial del progetto livornese all' all'Expo 2015, dove ha deliziato centinaia di avventori al giorno con altrettante porzioni di cacciucco, ha portato la sua testimonianza ed ha realizzato il buffet che ha concluso la mattina di lavori non prima però del conferimento degli attestati di Ambasciatori del Cacciucco allo stesso Rongo così come al Mandalis e al Ciolli.
 
Michelangelo Rongo, Giorgio Mandalis, Paolo Ciolli
 
 

La degustazione di alcuni prodotti Toscani: il Pane del Consorzio Pane Toscano, l'olio extra vergine d'oliva della Tenuta Bellavista Insuese, il Pomodoro, le salse e i carciofi sott'olio Mediterranea Belfiore e i vini dell'azienda Agrilandia-Fortulla, servizio curato da Fisar Livorno
 
 
Non mi resta che augurare un grosso in bocca al lupo ai promotori e ai sostenitori di questa lodevole iniziativa che vuole sancire il legame indissolubile tra il Cacciucco e Livorno,  liberandolo da ogni connotazione folkloristica e salvaguardandone la tipicità, al fine di  evitare imitazioni e proposte ingannevoli di pseudo-cacciucco, elaborati con prodotti di provenienza straniera e di bassa qualità, che confondono i consumatori.
 
Non mancherò inoltre di seguire le attività e divulgarle tramite Poverimabelliebuoni!!
 
 
 
 
 

giovedì 12 novembre 2015

PESCE PER MINI GOURMET DALLE GIUBBE ROSSE A PINOCCHIO


Continuano le avventure del pata pesce, l'icona del nostro libro PESCE PER MINI GOURMET!
Sabato 7 novembre è stato presentato ed accolto con grande partecipazione da un pubblico numeroso, nello storico caffè letterario Le Giubbe Rosse di Firenze.
L'incontro è stato introdotto e moderato da Jacopo Chiostri, scrittore e giornalista. Il Dr Gucci ha aggiornato le slides di presentazione per l'occasione, riservandoci, come sempre, alcune piacevoli sorprese.
 

Giovanni Cruschelli, presidente dell'Associazione Giacomo Onlus a cui sono destinati i proventi del libro, a sostegno della ricerca scientifica onco ematologica che l'associazione promuove da anni, ha presentato l'attività dell'associazione e ci ha relazionato sui risultati ottenuti finora.

Fra il pubblico ho avuto il piacere di salutare alcuni amici food blogger: Corrado, Cecilia, Alice, Gianni, Bianca e Lorenzo,  che sin dall'uscita del libro hanno espresso la loro simpatia e solidarietà con l'iniziativa di Pesce Per Mini Gourmet, sostenendola anche economicamente!


Non ultimo, ci hanno intervistati per un servizio di Toscana Tv!


Che altro aggiungere?
Ah..sì...nel buffet sono stati inseriti i fish pops del libro, gentilmente preparati e liberamente  interpretati  dal cuoco delle Giubbe Rosse che ringrazio per la disponibilità. Sono stati molto apprezzati anche dagli adulti a conferma che i trucchi imbroglia pargoli funzionano a tutte le età quando bisogna stimolare il consumo del pesce a chi non lo gradisce!

Ps: ringraziamenti a Irina Sokolova per il servizio fotografico e il gradito intervento


Il giorno successivo, 8 novembre, eccomi alla festa Tartufo al Pinocchio, a San Miniato Basso, invitata dal giornalista Fabrizio Mandorlini (nella foto con i due microfoni!)
 
Come anticipato nel mio post precedente, ho proposto per l'occasione, oltre all'abituale dimostrazione del pata pesce, anche un piatto nuovo, la Fata Turchina,  ispirato alla favola di Pinocchio, perchè San Miniato Basso, si chiamava Pinocchio fino al 1924!



Veramente una bella manifestazione, sentita, divertente, ben organizzata, con prodotti eccellenti e molte attrazioni come i falconieri, varietà curiose di volatili da cortile ed altri animali,  i cani da tartufo, la mostra micologica e sua maestà il tartufo bianco naturalmente, con i più importanti produttori e confezionatori dell'area, Gemignani, Nacci, Montaione, Gazzarrini, ma c'erano anche banchi di delizie gastronomiche territoriali molto interessanti, come i cantuccini di Federigo e formaggi e salumi di grande qualità. In particolare la norcineria Lo Scalco ha presentato una salsiccia al tartufo da guinness, di una freschezza e di una fragranza notevoli, che ha battuto il record di lunghezza dello scorso anno, segnando ben 201 metri. La misurazione è avvenuta grazie ad una catena umana che teneva in mano la salsiccia del record in un clima festaiolo e genuino veramente speciale.

 


  
Lo stesso clima che ci ha accolti nel salone ristorante, dove in modo semplice e informale, ci siamo accomodati, mio marito, Fabrizio ed io, su tavoloni conviviali e abbiamo gustato i piatti tradizionali, cosparsi generosamente di tartufo bianco, preparati da cuochi locali, volontari, veraci e schietti. Impossibile dire quale fosse il migliore fra tagliolini, ravioli, risotto, arista e fagioli!!! Ci siamo divertiti tantissimo
 
 

La mia dimostrazione è riuscita molto bene ed è stata veramente piacevole, grazie anche all'aiuto e all'intervento  dello chef Marco Nebbiai, professore dell'istituto alberghiero di Castelfiorentino, nonché autore di Il Pasticciere, Manuale dell'arte bianca , che  ha preparato  i tartufini di mare di Pesce per mini gourmet,  a cui avevo pensato per onorare la manifestazione, da  far degustare al pubblico



Stanca ma felice e con un bel pacco dono ricco di bontà al tartufo ricevuto dall'organizzazione della manifestazione, chiudo la mia maratona del weekend e la sera a Castiglioncello mi rifocillo con le amate acciughe allo Station Gallery!



 

giovedì 5 novembre 2015

WEEKEND INTENSO PER POVERIMABELLIEBUONI E PESCE PER MINI GOURMET


L'intenso weekend comincia dunque questo sabato  con una presentazione del nostro libro PESCE PER MINI GOURMET, alle h 17.30 presso lo storico caffè letterario fiorentino  GIUBBE ROSSE!
Mi vengono i brividi se penso che saremo ospitati nelle stesse stanze che hanno visto passare intellettuali, artisti, poeti e scrittori che hanno segnato profondamente la cultura italiana dai primi del novecento ad oggi.
 
Cito solo l'inizio della sua storia, dal sito Giubbe Rosse : Il caffè storico-letterario “Giubbe Rosse” è il più celebre dei Caffè storici italiani, un vero crocevia della letteratura, dell’arte e della cultura di tutto il ‘900 e tuttora attraversa le tematiche della contemporaneità.
Aperto nel 1896 come Caffè-Birreria dei fratelli Reininghaus, prese il nome dal colore delle nuove giacche dei camerieri quando nel 1910 un cambio di proprietà lo ristrutturò in stile liberty. All’inizio era un circolo scacchistico dove si narra sia passato Vladimir I. Lenin appassionato della scacchiera, ed anche poeti ed intellettuali tra i quali Gordon Craig, André  Gide, Medardo Rosso.
I primi anni del secondo secolo vedono frequentare le “Giubbe” da Giovanni Papini, Ardengo Soffici e Giuseppe Prezzolini legati alle riviste “Il Leonardo” e “La voce”.
Dal 1912, dopo la pubblicazione del manifesto del 1909, si avvia la grande Stagione del Futurismo ed alle “Giubbe Rosse” sono presenti, prima scontrandosi in una famosa rissa e poi collaborando: Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Aldo Palazzeschi, Carlo Carrà. E’ in questo periodo che il locale si impone come Caffè letterario dove sono di casa libri e riviste tra cui “Lacerba”, e “L’Italia Futurista”.
Aderiscono al movimento anche i giovani Ottone Rosai e Primo Conti, di quest’ultimo è presente sul muro delle “Giubbe” un fiore disegnato settant’anni dopo, quando nel 1986 il movimento “Ottovolante” riattiva la frequentazione letteraria del locale e lo invita ad una testimonianza. Nel 1914 Dino Campana vi giunge a piedi da lontano portandovi i suoi “Canti Orfici”. Questo primo periodo del locale è narrato dal volume di Alberto Viviani “Giubbe Rosse 1913 - 1915” edito da Barbera nel ’33.
Vi invito a proseguire l'interessante lettura qui.
 
Un grande onore e una grande emozione, personalmente, non vedo l'ora di sedermi a quei tavoli leggendari:  si può dire che ai tavoli delle ‘Giubbe Rosse’ se ne sono viste di tutti i colori. In fondo al locale vi è il grande tavolo attorno al quale si sedevano i futuristi e che vide la zuffa tra i milanesi e i fiorentini. I personaggi famosi che vi sono transitati vanno da Marinetti a Boccioni, da Palazzeschi a Rosai da Montale a Gadda, da Pratolini a Quasimodo da Malaparte a Miccini eccetera. Ma anche attualmente nel locale si possono quotidianamente incontrare letterati ed artisti che hanno ancora nelle ‘Giubbe Rosse’ un loro riferimento. Basterà entrare ed avere semplici indicazioni dal personale per poter scambiare impressioni ed osservazioni con artisti e poeti che frequentano il locale. Da altre città, intellettuali aspirano a presentare i loro libri od esporre le loro opere in un luogo così qualificante e carico di storia come questo Caffè dove le iniziative avvengono con il patrocinio del Comune di Firenze e varie associazioni culturali vi svolgono eventi e programmi. Così senza rigide formalità chiunque può trovarsi al centro delle attuali riflessioni, anche contrastive, che caratterizzano la nostra stagione culturale. Non a caso dagli anni ‘80 le ‘Giubbe Rosse’ si sono autodefinite ‘porto franco di poesia’, come mostra una piccola matrice in rame e alluminio dietro il bancone del bar.. In questo porto possono approdare ai tavoli le più diverse istanze e tendenze purché siano disposte ad un confronto democratico aperto alla pluralità delle posizioni.
 
Per l'occasione ovviamente saremo al gran completo: saranno presenti il dr Marco Gucci, coautore del libro insieme alla sottoscritta e Giovanni Cruschelli, presidente dell'Associazione Giacomo Onlus, editrice del libro stesso.
Un doveroso ringraziamento va a Jacopo Chiostri e Riccardo Ghiribelli per aver accolto la nostra richiesta e  alla signora Maria Robalti, da cui è scaturita l'interessante proposta qualche mese fa. 

 
 
Domenica 8 novembre sarò ospite, in qualità di food blogger di Poverimabelliebuoni, della manifestazione Tartufo al Pinocchio, a San Miniato Basso, nell'ambito di un weekend gastronomico di valorizzazione del tartufo bianco delle colline sanminiatesi, organizzato dalla Casa della Cultura, dal Circolo Arci e dalla Polisportiva Casa Culturale di San Miniato Basso.
Ringrazio il giornalista Fabrizio Mandorlini, fra gli organizzatori e responsabile della comunicazione dell'evento,  per l'invito.
Info e Programma

 
 
 
 
Appuntamento alle h 15.10 presso la sede della Casa della Cultura. Parlerò di pesce e tartufo ma anche e soprattutto di Pesce Per Mini Gourmet, con una dimostrazione del pata pesce e di un nuovo piatto ideato per l'occasione, ispirato alla favola di Pinocchio.
Sicuramente non tutti sanno che San Miniato Basso fino al 1924, quando è stato cambiato il nome, si chiamava Pinocchio e che, con tutta probabilità Collodi ha ambientato la favola nell'empolese-sanminiatese, sfruttando un nome esistente. Le spiegazioni e le ricerche storiche qui
 
Il tartufo non è adatto ai più piccoli, il pediatra consiglia di non somministrarlo prima dei 7-8 anni. Però un riferimento a Pinocchio è perfettamente in sintonia con il carattere ludico e gioioso del nostro libro. Da bambina avevo un debole per la fata turchina, ecco allora che ho pensato di realizzare il cappello della fata da presentare alla manifestazione
 
 
Un cono di pesce e ricotta colorato con alga spirulina, decorato con stelline di pasta alla curcuma e stelle filanti di spaghetti dorati.


 
Non mancherà un sorpresina al tartufo per grandi e piccoli ma non rivelo altro....bisogna venire ad assaggiare!!
 
 

martedì 3 novembre 2015

BELLI MA NON BUONI: ROTOLINI DI ARINGHE, SEDANO, MANDORLE E SANTOREGGIA

 
Belle son belle,  coreograficamente e come soggetto fotografico, peccato che non fossero per niente buone!!  Ho sbagliato di sicuro qualcosa io ma anche la materia prima non mi ha convinto.
Forse non tutti sanno che l'aringa è un pesce azzurro. Sicuramente  è più nota la sua provenienza, non  si pesca nel Mediterraneo, viene dai mari del nord e qui da noi è più comune trovarla essiccata, salata  o affumicata.
Non mi è mai capitato di vederle fresche nella mia abituale pescheria ma nei banchi dei supermercati si trova in questo periodo, già sfilettata. Diffido dei vassoietti con i pesci già sfilettati, a maggior ragione se non sono di provenienza ravvicinata; infatti non ho mai voluto acquistare i filetti di aringhe fesche ma mi hanno sempre attratto, con quella brillante livrea argentata che ricorda le mie amate acciughe e le sarde. Questa volta mi sono fatta vincere dalla curiosità, controllo la data, erano state confezionate la mattina stessa; ok, le provo seppur perplessa su quel "confezionate", sì ma quando saranno state pescate?
 
L'odore è penetrante, qualcuna mostra una polpa rosata e uniforme, altre sono un po' gialle sui bordi, le scarto, non mi convincono.
Mi invento un ripieno anche un po' strano; penso a smorzare il forte gusto con qualcosa di fresco e neutro, come un trito di sedano e mandorle; cerco in dispensa ingredienti alternativi, come i fiocchi d'avena che mi piacciono perché fanno tanto nordico e con le aringhe li vedo bene, anziché usare il classico pane grattugiato, un tocco di limone, scorza e succo,  che sgrassa e profuma e ancora aromaticità intensa con la santoreggia.
Un goccio d'olio, poco sale, impasto, farcisco, arrotolo e poi dilemma: cuocio in forno o in padella con una bella salsetta?
 
 
Non posso fare a meno di pensare al buffet di aringhe danese, dove le aringhe vengono proposte in moltissime varianti, incluse tante versioni nappate da ogni sorta di salsa. Non ho la senape in casa, altrimenti l'avrei utilizzata. Opto per una cottura in padella semplicemente con un filo d'olio, altra santoreggia, sfumo con la grappa, dal momento che loro accompagnano le aringhe con le acqueviti, e poi creo una crema con della panna d'avena, un surrogato vegetale della panna da cucina, che ho appena scoperto e non è niente male ed è  senza colesterolo ovviamente!
Spadello velocemente, solo da un lato,  per mantenere il bel colore argentato e poi faccio le foto.
 
 
La sera finisco la cottura e s'assaggiano. Ho della bresaola come riserva, hai visto mai?
 
Mio marito mi guarda,  "ti piacciono?" , mi chiede.
"sì....mah....insomma...ho sbagliato qualcosa, il ripieno è moscio, forse era meglio metterle in forno e il gusto delle aringhe fresche? sono forti anche al naturale...."
Mando giù due rotolini ma mi fermo e il consorte mi copia
"bresaola o pecorino?" dico io
"pecorino!"
Celà va sans dire!!!
Ci sono anche le pere e il savor modenese, e le aringhe fresche si mangeranno quando si tornerà a Copenaghen!