venerdì 23 ottobre 2015

QUAGLIE TONNATE PER L'MTC N. 51

 
QUAGLIE FARCITE CON TONNO E CAPPERI CON POMODORI CONFITS e GRAVY ACCIUGHE E LIMONE
 
Si può partecipare ad una sfida sul pollo farcito con un blog che ha per tema il pesce? Certo che si può!! Basterebbe infilarci un'acciughina e il gioco è fatto ma qui non si frigge mica con l'acqua!! Eh! Non mi accontento dell'acciughina come insaporitore, come non mi accontento di un pollo o di un altro pennuto di dimensioni importanti; dopo Cleopatra, ovvero la mia Faraona ripiena al Vin Santo, mi cimento infatti  nei pennuti più piccoli, cioè le quaglie. Le adoro. Del resto sono già comparse su Poverimabelliebuoni, in abbinamento proprio col tonno, nella riproduzione di un raffinato tataki surf and turf made in Moreno Cedroni.
Sembra uno scherzo, infilare il tonno in una quaglia, vero? Disossare la quaglietta invece non è stato uno scherzo e ne ho fatte ben quattro!! Della serie "volevo la bicicletta?"
Il ripieno è un po' vintage, in ricordo dei totani farciti che preparava un'amica anni fa e, ammetto, è anche un po' rozzo ma gustosissimo ed è una simpatica provocazione che mi sono divertita a proporre per l'Mtc n. 51, che altro? Sfida lanciata dalla mitica Patty di Andante con Gusto che esibisce già  due titoli Mtc nel suo palmarès!!
 
 
Ovvia, affiliamo i coltelli, armiamoci di pazienza e partiamo!
 
 
Istruzioni per il disossamento come da vangelo secondo  Patty, facendo molta attenzione a maneggiare le quagliette perché sono fragilissime, gli ossicini si spezzano e la pelle si lacera.... santa pazienza , sì!!
 
Per 2 persone ho acquistato 4 quagliette, peso totale 650 g, quanto fa diviso 4? E non erano tutte uguali, ecco, capito quanto sono piccole? Con la faraona avevo fatto le prove, qui, tutto sommato mi sono divertita e trovo l'attività anche rilassante, come sostiene pure Mapi.
Le ho disossate tutt'e quattro in un'oretta circa, senza commettere gli errori della faraona, le alucce le ho recise a metà articolazione, scarnificando prima l'ossicino e salvando la pelle che poi ho ripiegato all'interno e infine ricucito.
 
Per la farcia:
100 g di tonno in olio extravergine d'oliva (esiste, esiste) ben sgocciolato, lavato e asciugato
80 g di pane casalingo toscano semi-integrale, al netto della crosta (questo avevo in casa)
15 g di capperi sotto sale ben dissalati
1 uovo intero
1/4 di spicchio d'aglio se grande, 1/2 se piccolo
la scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
una manciata di foglioline di timo al limone e prezzemolo tritato
 
 

Tritate il pane nel mixer insieme al tonno ben sgocciolato, lavato e asciugato (anche se l'olio è buono, meglio togliere ogni eccesso), mantecate con l'uovo, unite la scorza di limone grattugiata, il timo e il prezzemolo e i capperi interi, ben dissalati. Non salate.
Farcite le quaglie, chiudetele e cucitele partendo dal collo. Legate le coscette così rimangono più composte, arrotolatele strette con della carta da forno e poi avvolgetele con alluminio, legatele come dei salamini, con dello spago,  in modo che prendano una bella forma tonda e ponetele in frigorifero per un paio d'ore.
 
 
Cottura:
2 acciughe grandi sotto sale (o 4 filetti sott'olio ben sgocciolati, sciacquati ed asciugati)
1 spicchio d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 limone non trattato
qualche rametto di timo serpillo e di timo limonato
brodo di verdura qb
olio evo qb
 
Brodo di verdura:
1000 ml di acqua
sedano, carota, porro, pomodoro, prezzemolo, scorza di limone non trattato, alloro
Cuocete partendo da freddo fino a che restringe della metà
 
Fate rosolare le acciughe sfilettate e diliscate con un cucchiaio di olio evo in una capiente padella antiaderente, insieme allo spicchio d'aglio a fettine, i rametti di timo e la scorza del  limone tagliata a striscioline. Fate rosolare a fuoco vivace le quaglie da ogni lato, sfumate con il vino bianco, fate evaporare un poco, aggiungete il succo di limone e un po' di brodo di verdura e portare a cottura a fuoco dolce, a padella coperta, per 30-35 minuti aggiungendo del brodo di tanto in tanto in modo da lasciarle sempre bagnate e girandole a metà cottura.
 
Contorno
Mentre le quaglie cuociono, preparate i pomodori confits tagliando a metà nel senso della lunghezza dei pomodori datterini (che sono sempre buoni, fin che durano....), cospargeteli  di sale e zucchero in parti uguali, irrorateli con un filo d'olio evo e via in forno a 150° C per 30-40 minuti.
 
Gravy
300 ml di brodo di verdure
1/2 bicchiere di vino bianco secco
succo di mezzo limone
1 cucchiaio scarso di fecola di patate
colatura di alici, olio evo qb
 
 
Mi si sono un po' attaccate, le ho salvate per un pelo! Un po' di fondo però è rimasto. L'ho filtrato e messo da parte. Ho deglassato il poco fondo rimasto in padella con un altro mezzo bicchiere di vino bianco,300 ml di  brodo di verdura e il succo di mezzo limone; ho fatto restringere un poco e poi l'ho unito al liquido messo da parte dove ho stemperato un cucchiaio scarso di fecola di patate e un cucchiaino d'olio evo. Ho portato a bollore fino a che si è formata una salsa vellutata. All'assaggio, mancava un po' di sapidità, ho regolato con la colatura di alici per riprendere il gusto dell'acciuga salata.
 
E poi si impiatta e s'assaggia e si sorride soddisfatti che poi tanto rozzo non è ma è bello, gustoso, dalla sapidità ben calibrata,  i pois di capperi si vedono come volevo e il surf&turf è garantito!
Il gravy è messo a piccoli punti,  in modo fighetto per la presentazione, inutile sottolineare che poi si porta la salsiera in tavola e ognuno si nappa le sue fette come preferisce!
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

lunedì 12 ottobre 2015

TONNO IN CASSEOULA

 
Il tonno in cassoeula è un'idea che mi frulla in capo da tempo, chissà perché l'ho sempre accantonata per svilupparne altre o forse non ero pienamente convinta della formula. Il la per concretizzarla mi è stato fornito da Roberta Restelli che nel suo blog Il senso gusto, a gennaio, pubblicò una cassoeula 2.0 che, oltre a divertirmi molto, mi stimolò la fantasia al punto che le proposi di lanciare un contest sulla cassoeula 2.0, per rivoluzionare e interpretare in chiave contemporanea un classico della cucina lombarda.
Per impegni vari, abbiamo sempre rimandato e poi l'idea del contest è stata riposta nel cassetto in attesa del momento giusto.

Anche se non per un contest, il momento giusto per riprendere l'idea è arrivato con l'invito a partecipare ad alcuni appuntamenti della recente settimana di eventi FUORI EXPO Milano dei cinque comuni della Costa degli Etruschi, ricevuto da parte della Strada del Vino e dell'olio della Costa degli Etruschi con la quale collaboro da anni.
 


Evento che è stato ampiamente e dettagliatamente  riportato nel mio post precedente POVERIMABELLIEBUONI MULTI TASKING FUORI EXPO MILANO, 2-4 OTTOBRE 2015

Come ho scritto nel suddetto post, il tonno in cassoeula voleva essere un  omaggio a Milano, la città che ha ospitato  la delegazione della Costa degli Etruschi  per FUORI EXPO, e comunque è un omaggio alla Lombardia, che è la mia terra natale, in una fusione col mare Toscano, dove abito, rappresentato dal  tonno, che è il maiale del mare, perché la cassoeula è fatta con costine di maiale, cotenne e altre parti variabili fra orecchie, musetti e zampetti, nonché i "salamini delle verze" cioè delle salsiccette  tipo luganega.
La mia  cassoeula light e in versione contemporanea,  2.0 appunto, è piaciuta molto ai milanesi ma anche ai toscani.
Ho ridotto  la  cassoeula in crema e   in briciole  la luganega, la polenta che accompagna la cassoeula è diventata croccante e il tonno semplicemente scottato in stile tataki giapponese. E infine mi sono divertita con l'impiattamento, per aggiungere un contrasto di colore ma anche un tocco di freschezza ho pensato di inserire delle striscioline di verze crude.
 
NB: non è ancora tempo di cassoeula, che è un piatto molto corposo e completo adatto alle fredde giornate invernali, inoltre,  nonostante questa col tonno sia una versione più leggera, le verze non sono ancora saporite come nei mesi invernali in cui prendono "il gelo" sulla pianta!! Questa era un'anteprima per l'evento milanese ma insomma, esperimento riuscito direi!
 
 
Ingredienti per 4 persone (più o meno, dipende dagli appetiti)
 
450-500 g di tonno già abbattuto
(vedi prassi per il consumo domestico del pesce crudo)
1 palla di cavolo verza grande
500 g di costine di maiale
1 pezzetto di salsiccia tipo luganega, stretta e lunga (20 cm?)
2 cipolle bionde medie
2 carote
2 gambi di sedano
un ciuffo di prezzemolo
concentrato di pomodoro
1 bicchiere di vino bianco 
1-2 foglie di alloro
250 g di farina di mais
sale e pepe qb
olio evo
 
Prepariamo come prima cosa la polenta, con più acqua del necessario in modo da ottenere una polenta piuttosto morbida. Stendiamola con una spatola in uno strato sottilissimo (1-2 mm) su un foglio di silpat o spianiamola col mattarello fra due fogli di carta da forno velati d'olio evo, cuociamo in forno a 180°C  per 15-20' , togliamo dal forno prima che diventi totalmente croccante, tagliamo delle strisce e poi continuiamo la cottura per altri 10-15' o  fino a che saranno ben croccanti. 
Nel frattempo, puliamo le verze, eliminando  le coste più dure che mettiamo da parte per il brodo di verdure. Mettiamo da parte anche un paio di foglie da cui ricavare delle striscioline per la guarnizione finale.
Sgrassiamo un poco le costine di maiale. Tritiamo sedano carota e abbondante cipolla per il battuto. Mettiamo il resto delle verdure con il prezzemolo e le coste delle verze in acqua fredda, facciamo prendere il bollore e lasciamo andare per circa 30 minuti.
Facciamo rosolare il trito di cipolla, sedano e carota con due cucchiai d'olio evo e 1-2 foglie d'alloro spezzate, aggiungiamo le costine, rosoliamole a fuoco vivace da entrambi i lati, sfumiamo col vino e copriamo con un paio di mestoli di brodo in cui si sarà sciolto un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Dopo 10-15 minuti circa, aggiungiamo anche le verze mondate e tagliate a strisce non tanto fini. Allunghiamo con un po' di brodo e facciamo cuocere altri 30-40 minuti o fino a che le costine saranno ben tenere. Infine regoliamo di sale e pepe, togliamo le foglie di alloro e le costine che metteremo da parte per un altro piatto e frulliamo. Per una salsa più liscia possiamo passare il tutto allo chinois, io la preferisco più rustica, anche un po' granulosa
Priviamo la luganega del budello, sbricioliamola grossolanamente. Tagliamo a fette di 2-2,5 cm d'altezza e 7-8 di lunghezza il tonno.
Tagliamo a striscioline le foglie di verza cruda, disponiamone un paio nel piatto insieme alle cialdine di polenta, rosoliamo in padella antiaderente, velata comunque d'olio evo, a fuoco vivace, prima le briciole di salsiccia, quando queste iniziano a prendere un bel colore dorato scottiamo anche il tonno che si insaporirà nel fondo della salsiccia. Basteranno 25-30 secondi massimo per lato, il cuore deve rimanere crudo, au bleu 40° C. per la cottura ottimale, ciò non toglie che a qualcuno possa piacere più cotto ma non è più un tataki.
Impiattiamo! un paio di cucchiai di salsa di verza calda naturalmente, qualche briciola di salsiccia e due pezzetti di tonno per commensale. Bon Appétit (che è anche milanese!)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

mercoledì 7 ottobre 2015

POVERIMABELLIEBUONI MULTI TASKING, FUORI EXPO MILANO 2-4 OTTOBRE 2015


"Guarda in su" mi suggerisce mia sorella dal pubblico.
E' lo scatto che preferisco tra la moltitudine di  foto che mi ritraggono nella recente tre giorni entusiasmante, divertente, gratificante ma stancante,  nell'ambito  dell'evento milanese FUORI EXPO dei cinque comuni della Costa degli Etruschi :


Come annunciato nel mio post precedente e come da programma, arrivo a Milano il 2 ottobre all'ora di pranzo e, nel primo pomeriggio, esordisco con la presentazione del cooking show di Alessandro Bianco, pasticcere e titolare della pasticceria-bar La Dolce Vita di Cecina. Giovane, entusiasta, innamorato del suo lavoro, competente, comunicativo e coinvolgente, ha tenuto, la mattina, una lezione sui lievitati e sulle canditure delle verdure. Per Natale uscirà un panettone sperimentale con pomodori canditi che io mi sono già prenotata!
Nel pomeriggio, ha incantato il pubblico con la dimostrazione e l'assaggio delle sue eccezionali praline di cioccolato fondente all'olio extra vergine d'oliva, sia al naturale che aromatizzate al peperoncino Banana Pepper dell'az. Peperita di Bibbona, seguite da un goloso sablé guarnito con spalmabile alla nocciola.


Piccola pausa e poi arriva l'amica chef Deborah Corsi del ristorante La Perla del Mare che affianco per la prima volta in un cooking show, nonostante ci si conosca da almeno dieci anni e si collabori anche professionalmente. Del resto, la mia veste di presentatrice è storia recentissima, il debutto è avvenuto a febbraio di quest'anno ad Extra Lucca grazie al Maestro d'olio Fausto Borella.
Deborah ha proposto i suoi gnocchi soffiati su crema di cacciucco in azzurro fra una domanda e l'altra di un vivace e curioso spettatore. Sono preparata sul cacciucco ed  ho esibito  tutte le nozioni storico, culturali ed antropologiche riguardanti il celebre piatto labronico, acquisite dalla penna più autorevole in materia, Aldo Santini a cui ho attinto spesso per la mia attività di accompagnatrice turistica enogastronomica. E mi raccomando : CACCIUCCO con 5 C, cioè quello originale Livornese, è quello viareggino che si accontenta di 4 C!


L'unica foto che abbiamo dei suoi gnocchi non gli rende giustizia. La prendo in prestito dal sito Fine Dining Lovers, anche se lì è stato scritto  caciucco, solo con 4 C! Argh!!!
Si tratta di una preparazione molto lunga che parte dalla cottura del cacciucco classico (con il pomodoro Mediterranea Belfiore) il quale viene poi passato due volte e ridotto in crema. Gli gnocchi sono realizzati con patate, fecola di patate, amido di mais e olio extra vergine d'oliva, lessati e poi passati in forno a gonfiare e dorare. Vengono infine serviti su una base di crema di cacciucco e guarniti con bocconcini di pesce azzurro vario (sciabola, sgombro, acciughe, palamita) spadellati brevemente in padella antiaderente.
 
Mi fa piacere vedere  alcuni food blogger Aifb fra il pubblico: Renato, Antonella, Annalena, Elena che ringrazio per le condivisioni e per le foto, in modo particolare Elena, fedelissima,  che è tornata anche sabato e domenica.
 
Dopo l'esibizione di Deborah, mi metto in tenuta da lavoro e mi anticipo su alcune preparazioni base per il giorno successivo. Mi aiuta Mario Caciagli, una nuova conoscenza acquisita proprio grazie a questa manifestazione, arruolato dalla Strada del vino e dell'olio Costa degli Etruschi, che ha organizzato e diretto gli eventi milanesi, per coordinare e gestire tutte le attività di cucina. Mario, toscano schietto, simpaticissimo, scoppiettante e goliardico,  è un personal chef o cuoco a domicilio e abile artista del carving, l'arte orientale dell'intaglio di frutta e verdura. Tra una battuta e l'altra, trasforma cipolle rosse in straordinari ranuncoli,  patate, barbabietole, rapanelli e carote  in romantiche roselline, i peperoni diventano anturium sotto il suo bisturi e i finocchi eleganti calle e tanto altro.
 
 
 
 
Durante l'intera settimana, si sono alternate squadre di ragazzi dell'istituto alberghiero Amerigo Vespucci di Milano, che hanno fornito un aiuto sia nelle preparazioni di cucina che nel servizio di sala e hanno avuto così la possibilità di fare un'esperienza sul campo importante, seguendo le istruzioni e gli insegnamenti di Mario  e le dimostrazioni degli chef che si sono esibiti sul palcoscenico dei Chiostri dell'Umanitaria, la splendida cornice che accoglieva la manifestazione.
 
 
Sabato 3 ottobre.
Arrivo presto, h 8.45 e Mario è già all'opera. C'è molto lavoro da fare durante il giorno per l'aperitivo Pesce e Vermentino in programma alle h 20, per cui mi sono presa l'onere di preparare alcuni piatti.
Seguo la scaletta di lavoro e parto subito con la panificazione al nero di seppia, a seguire i cantuccini con acciughe, capperi e pinoli, il mio cavallo di battaglia e infine le cialdine di polenta per il piatto a sorpresa della serata. La mattinata vola via. Ci appoggiamo alla scuola di panificazione accanto, grazie alla disponibilità di Albertino, abile panificatore che ci offre, oltre ad un grande aiuto, praticamente un corso espresso, farcito di  insegnamenti e preziosi consigli che dispensa durante la lavorazione. 
 
Pausa pranzo con un'ottima, infuocata cacio e pepe al peperoncino banana pepper di Enrico Benedetti, direttore commerciale e personal chef dell'azienda Peperita di Bibbona,
 
 
Intervista con un giornalista di Cronache di Gusto e poi si ricomincia. Bisogna tagliare a fettine la palamita per farcire i crostini al nero di seppia,  finire di cuocere il pesce per i fish pops, le patate sono già lessate e passate, tritare le erbe, aggiungere le uova e miscelare il tutto, arrotolare le palline e passarle nella granella di pistacchi e nei semi di sesamo bianco e nero (per questo lavoro per fortuna arriva il secondo turno di ragazzi dell'alberghiero che ci danno un grande aiuto e arrotoliamo 200 palline che serviranno sia per il sabato che per la domenica a pranzo) poi devo preparare il brodo e la salsa cassoeula, tagliare a bastoncini il tonno, pulire tutto il bancone e preparare il set per lo show. Gli stecchini con i fiocchi per i fish pops li avevo portati pronti da casa ma durante la pausa pranzo li sistemo nei loro vasi.
 
 
 
Insomma si lavora a gran ritmo, in una bella atmosfera gioiosa ma ordinata e ci si diverte moltissimo con Mario, avvolti da un clima cameratesco a cui partecipano anche i ragazzi milanesi, seppur timidi, educati e compiti e che non sempre capiscono le sue battute toscane. Ci scattiamo qualche foto ricordo e l'ora s'avvicina.
 
 
 
 

Alle h 20 siamo pronti! Si parte però con mezz'ora di  ritardo a causa del protrarsi della degustazione di vermentini precedente. La gente è fuori che aspetta, sotto un  gazebo insufficiente a proteggerli tutti dalla pioggia, manco fossi una star.......aiutoooo, entreranno arrabbiati!! 
 
Ero stanchissima, già dal giorno precedente,  mi doleva la schiena e le spalle per via del bancone di lavoro troppo alto, ma si alza il sipario e io non mi faccio intimorire dal numeroso pubblico, qualcuno sostiene ci fossero più di sessanta persone, senza contare quelli dell'organizzazione, vado come un treno, incrociando gli sguardi degli amici milanesi che mi vedono per la prima volta su un palcoscenico e mi osservano, tra l'ammirato e lo stupito e Mario dietro le quinte che sorride soddisfatto. Non so come avrei fatto senza il suo aiuto pratico e il suo singolare supporto psicologico che scaturisce da grande sensibilità, esperienza ed umanità, espresse con leggerezza ed umorismo. Ho esaurito le parole per esprimergli  la mia gratitudine. 
 
 
Si instaura subito un bel rapporto col pubblico, vedo persone che annuiscono, sorridono, mi fanno domande, ho catturato la loro attenzione,  è quello che ti dà la carica e ti rasserena, ti senti come in un salotto, il numero delle persone non conta più, 10 o 100 fa lo stesso. Ma non ci si può rilassare, la piastra ad induzione si blocca e mentre l'infaticabile Mario e un tecnico cercano di rianimarla, io sono sola a gestire la scena e  continuo a dialogare col mio pubblico, gli racconto il libro Pesce Per Mini Gourmet e disquisisco sul ruolo dei food blogger e della nostra Associazione Aifb.
 
 
Nel frattempo si sono calmati lo stomaco, hanno assaggiato i cantuccini con le acciughe salate, capperi e pinoli insieme ai crostini al nero di seppia con palamita marinata e germogli, i fish pops che sono su Pesce Per Mini Gourmet, ora sono in attesa della sorpresa annunciata: il tonno in salsa cassoeula, un omaggio a Milano, la città che ospita la delegazione della Costa degli Etruschi  per FUORI EXPO e alla Lombardia, che è la mia terra natale, in una fusione col mare Toscano, rappresentato dal  tonno che è il maiale del mare, perché la cassoeula è fatta con costine di maiale, cotenne e altre parti variabili fra orecchie, musetti e zampetti, nonché i "salamini delle verze" cioè delle salsiccette  tipo luganega.
La mia  cassoeula light, in versione contemporanea,  è piaciuta molto ai milanesi ma anche ai toscani e ne pubblicherò  presto la ricetta sul blog: tataki di tonno (e vai con le solite, inevitabili battute sul tataki e tichetetachetitac che ricevono un generoso applauso e qualcuno recita l'intero scioglilingua milanese che è tutto un gioco di tacchi da attaccare che si attaccano....), crema di cassoeula, briciole di luganega  abbrustolita,  cialdine  di polenta, verza croccante
 
 
Crema e cialdine pronte, 60 porzioni o forse più di tonno e salsiccia spadellati in diretta e serviti grazie ad un grande lavoro di squadra con i ragazzi perfettamente coordinati dal capo brigata
 
 

Una bella prova!! Sapevo che non sarebbe stata una passeggiata, non sono nuova a queste esperienze che, ogni volta, mi confermano quanto sia duro il lavoro dei cuochi per i quali provo una grande ammirazione e rispetto.
Concludo la serata chiacchierando e commentando la mia performance con gli amici che sono venuti a trovarmi, mi bevo il mio meritato bicchiere di vermentino con tre cantuccini e ritorno all'hotel verso le h 23, ho bisogno di una doccia e di dormire, un lusso che l'adrenalina non ti concede nonostante le membra lo reclamino!!
 
Domenica 4 ottobre.
Arrivano i rinforzi, cioè Giovanni Cruschelli, presidente dell'Associazione Giacomo Onlus con tutta la famiglia,   per la presentazione del libro Pesce Per Mini Gourmet e il nuovo progetto di collaborazione che si sta definendo con La Croce Rossa Italiana, MANGIARE IN SICUREZZA, spiegato proprio in occasione della manifestazione milanese,  per proporre ai ristoranti di tutt'Italia, insieme al libro, un corso di manovre di disostruzione sia pediatrica che adulta, progetto ideato dal dr Marco Gucci, co-autore del nostro libro che purtroppo non riesce a raggiungerci per motivi familiari ma era con noi col suo contagioso sorriso immortalato sul grande schermo:
 
 
 
 
 
Proiettiamo delle slides con alcune immagini del backstage del libro, di chef, giornalisti e amici che si sono prestati a fare da testimonial facendosi ritrarre  col pata pesce, il nostro porta bandiera,  e immagini degli eventi a cui abbiamo partecipato e poi presentiamo il progetto con dimostrazione pratica di disostruzione pediatrica e adulta, da parte di una bravissima istruttrice della delegazione milanese della Croce Rossa Italiana.

Intenso e toccante  l'intervento di  Licia Montagnani, assessore al turismo, agricoltura, commercio, sport e parchi del comune di Rosignano Marittimo, sostenitrice dell'Associazione e grande fan e promoter di Pesce Per Mini Gourmet!


A seguire, la dimostrazione del pata pesce, un facile e divertente gioco di coppa pasta :

 

E poi vai di fish pops, che riscuotono sempre grande successo sia dei piccoli che degli adulti e come suggerisce il mio papi, fra il pubblico, mentre si diverte ad addentare il suo fish pop, dopo una certa età si ritorna bambini!
 
C'era tutta la mia famiglia in prima fila, ne ero felicissima e loro si sono divertiti molto e hanno apprezzato anche il pranzo preparato da super Mario con i prodotti delle aziende partecipanti: Terre dell'Etruria, Mediterrane Belfiore, Peperita,  Apicoltura Dr Pescia  con pappa al pomodoro a gogo, i miei crostini neri spalmati di salsette di verdure, sott'oli, salumi e formaggi, sgombri e palamite, annaffiati dai vermentini della Costa in  un tripudio di sapori toscani di terra e di mare.

 
 
 
 
 
 

 
Con l'intervista in diretta su Tele Granducato, alle h 14.30 di domenica,  un po' provata, come si vede dalla foto, si conclude per me questa  fantastica tre giorni che mi ha visto protagonista in veste di presentatrice, cuoca e autrice, in un clima gioioso e collaborativo che ha rinsaldato vecchie amicizie e da cui ne sono scaturite nuove.

Una grande esperienza che mi rimarrà impressa a lungo! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, alla Strada del Vino e dell'Olio Costa degli Etruschi che mi ha invitata, in particolare a Costanza Vestrini, la direttrice, a Filippo e Irene, suoi preziosi e infaticabili collaboratori che hanno svolto un lavoro pazzesco di organizzazione e coordinamento, al sindaco di Castagneto Carducci D.ssa Sandra Scarpellini, e ancora all'assessore al Turismo di Rosignano Marittimo Licia Montagnani, che da sempre esprimono la loro solidarietà e  sostegno nei confronti dell'Associazione Giacomo Onlus e nella promozione del nostro libro Pesce Per Mini Gourmet e che apprezzano il mio lavoro. Grazie a Super Mario, ai ragazzi dell'istituto alberghiero Amerigo Vespucci e al loro bravissimo professore Roberto di Mauro, conosciuto a Foodies a Castiglioncello. Grazie alla mia famiglia e agli amici che hanno accolto il nostro invito.
 
Con Costanza
 
Filippo
 
Tra Licia e Sandra

Mami
 
Cucù!
    Con la delegazione CRI di Milano e di Rosignano


Con l'affezionata Elena Tordi, food blogger
 
E...last but not least....col pata pesce!