martedì 29 ottobre 2013

GIANDUIOTTI D'ACCIUGHE ALLA ZUCCA, CREMA DI BARBABIETOLE E BRICIOLE DI AMARETTI E BON BON D'ACCIUGHE CON VERDURE CROCCANTI




Questo piatto nasce idealmente, un paio di settimane fa,  prima per la combinazione dei colori e poi anche dei sapori. Dovevo infatti preparare qualcosa di colorato per un set fotografico e una vera lezione privata di photo food con l'amico Claudio Mollo, competente giornalista e fotografo enogastronomo di grande esperienza a cui devo  la svolta dalla digitale compatta alla reflex digitale nell' ottobre 2011. Un bel cambiamento per me che non sapevo praticamente niente di fotografia!! Ricordo che dopo una settimana volevo già rivendere la macchina, ero disperata, poi piano piano ci ho preso la mano, ho fatto un corso collettivo ma di tanto in tanto, avevo anche occasione di confrontarmi con l'amico giornalista/fotografo e far tesoro dei suoi suggerimenti e consigli fino al giorno in cui  abbiamo proprio organizzato un incontro mirato alle tecniche e materiali fotografici per scatti con luci artificiali.
 
La mattina del giorno stabilito ero andata al mercato, avevo visto la zucca, mi era piaciuta l'idea di creare un contrasto tra l'arancio della zucca, il viola/amaranto  della barbabietola e l'argento delle acciughe.  Non volendo preparare qualcosa solo da guardare ma anche da mangiare, ho anche creato una combinazione di gusti che poi all'assaggio si sono rivelati indovinati!
 
L'arancio è risultato meno intenso del previsto, non ero molto soddisfatta, allora ho preparato anche un'altra cosina d'emergenza, avevo il frigo ben fornito, ho incominciato a tirar fuori roba ed ecco qua una bazzecola, indovinata nei colori e più fotogenica della prima  che poi ha avuto un gran successo quando Claudio ha pubblicato la foto su fb facendomi una gran pubblicità!!  A dimostrazione di quanto sia importante l'aspetto visivo di un piatto:
 
 

 
E ora in cucina! Prima ricetta:
 
 
GIANDUIOTTI D'ACCIUGHE ALLA ZUCCA, CREMA DI BARBABIETOLE E BRICIOLE DI AMARETTI
 
Per 16 gianduiotti
 
16 acciughe fresche
200 g di zucca gialla decorticata
1 cucchiaio colmo di ricotta mista (50-60 g)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1/2 albume
1 scalogno piccolo
3-4 foglie di salvia
1 cucchiaio di farina bianca
noce moscata
sale e pepe qb, olio extra vergine d'oliva
una manciata di amaretti
100 g di barbabietola rossa già cotta
1 cucchiaio di panna fresca
sale
1 cucchiaino di tabasco

Tagliare la polpa di zucca a dadini, tritare lo scalogno e appassirli in un po' d'olio evo con le foglie di salvia, coprire, lasciar cuocere dolcemente fin che la zucca sarà ben cotta, poi alzare la fiamma e farla asciugare bene. Unire alla zucca la ricotta, l'albume, il parmigiano, la farina, passare nel mixer, aggiustare di sale e noce moscata

Pulire e diliscare le acciughe avendo cura di mantenere la codina. Asciugarle bene con della scottex. Farcire i filetti con un po' di composto alla zucca e richiuderli su se stessi appoggiandoli su una pirofila oliata con la coda a contatto col fondo della pirofila in modo che rimangano chiusi.
Irrorarli con un filo d'olio, salare e passare in forno a 180°C per ca 10-12 min.

Frullare la barbabietola con un cucchiaio di panna fresca, regolare di sale, aggiungere il tabasco e scaldare la crema in un pentolino.

Posizionare un coppapasta tondo nel centro di un piatto, versare la crema di barbabietola a riempire il cerchio del coppapasta tenuto fermissimo, togliere il coppapasta, appoggiare sopra la crema due rotolini o gianduiotti d'acciughe, cospargere con briciole di amaretti, guarnire con un ciuffetto di salvia.

Uno straordinario scatto di Claudio per una diversa presentazione dello stesso rotolino che ha ispirato all'amico giornalista il titolo di  "gianduiotto"



BON BON D'ACCIUGHE E VERDURE CROCCANTI
 
Una non ricetta in realtà! Anche in questo caso il nome gliel'ha affibbiato l'amico giornalista.

Trattasi di verdure miste tagliate a julienne finissima e tenute in acqua e ghiaccio per alcune ore ad arricciarsi (il più reattivo è il sedano) e un filetto di acciuga cruda, precedentemente abbattuta naturalmente, marinata con zucchero e sale e poi sciacquata e scolata, arrotolata intorno ad un pomodoro datterino farcito con un filettino di acciuga sott'olio e un cappero dissalato. Il rotolino è chiuso da un filo d'erba cipollina, il tutto irrorato d'olio evo!

Il bon bon nello scatto di Claudio


 
 E queste due sfiziosità acciugose vanno dritte dritte nella raccolta UN'ACCIUGA AL GIORNO2!

 
 
 
 


 

lunedì 21 ottobre 2013

PESCE AZZURRO COLOR ZAFFERANO, POVERIMABELLIEBUONI A ZAFFERANO SAPORI & SAPERI, VILLA CARUSO BELLOSGUARDO, LASTRA A SIGNA 19 OTTOBRE 2013

 

Contesto meraviglioso quello di Villa Caruso Bellosguardo a Lastra a Signa, una sontuosa residenza collinare cinquecentesca con parco immenso e spettacolare vista della vallata fiorentina appartenuta al celeberrimo tenore napoletano Enrico Caruso, che l' acquistò nel 1906.
Meteo dolce di inizio autunno,  atmosfera rilassata e speciale, con la voce di Caruso in sottofondo, prodotti gustosissimi, incontri, convegni, educational interessantissimi e cooking shows per promuovere e sostenere lo zafferano italiano e in particolar modo quello delle colline fiorentine.
Per approfondimenti : www.zafferanoitaliano.it per capire la netta differenza fra lo zafferano italiano e  prodotti esteri di dubbia provenienza, ottenuti  sfruttando anche manodopera minorile come quello iraniano, o miscelati con  polverine colorate  come la curcuma
 
E ora una carrellata di immagini che parlano da sole!
 
 
 

 
 
 
I gelati allo zafferano, strepitosi!!!
 
 
La lavorazione dei primi fiori!
 
 
Trattamenti e prodotti cosmetici allo zafferano

 
lo zafferano in pittura come in passato quando veniva usato esclusivamente come colorante

 
 
Un particolare dell'interessantissimo museo con memorabilia e foto del grande tenore


E il mio cooking show!! PESCE AZZURRO COLOR ZAFFERANO.
Da tempo utilizzo lo zafferano per le mie creazioni a base di pesce azzurro e povero. Trovo che l'aroma raffinato e particolarissimo dello zafferano si sposi a meraviglia con il carattere grintoso e sapido del pesce azzurro, rendendolo più elegante. Non potevo che partecipare a questa manifestazione con grande entusiasmo! E per l'occasione mi sono fatta fare pure il grembiulino con il logo del blog!
 
Foto Donato Creti, aromatiere,
 fra i relatori del convegno sulle caratteristiche organolettiche dello zafferano
 
Bella esperienza, stancante ma emozionante e divertente grazie agli amici foodblogger e non che hanno partecipato e hanno fatto un tifo calorosissimo: Daniela Mugnai, agenzia Coffee3, Firenze, coordinatrice e responsabile comunicazione di Vetrina Toscana e del Pesce dimenticato, Corrado Tumminelli, blog Corrado T che ringrazio per le bellissime foto, Silvia Iacoponi, concittadina e amica blogger in crisi di Panepomodoro, che ho arruolato come aiutante sperando le ritorni la voglia di bloggare, Fabio Campetti, architetto con la passione del food, autore di gustosissimi pranzi a base di pesce dimenticato e non solo nell'agriturismo San Vitale nel Mugello,  i "Crochi" ovvero la simpaticissima coppia titolare dell'azienda produttrice di zafferano Croco&Smilace di San Miniato, conosciuti a Taste, Firenze nel 2010, ispiratori della mia APE MAIA.
Last but not least, Ilaria Spinelli del blog Food in progress con le sue deliziose "steghette" ovvero le sue due figliole scherzosamente soprannominate tali. Un particolare e doveroso ringraziamento  ad Ilaria per il suo prezioso aiuto nel risolvere il dramma delle padelle! Ebbene, ho scoperto solo quando sono arrivata alla manifestazione ed ho iniziato a preparare per il mio cooking show che le piastre ad induzione funzionano solo con padelle e pentole di acciaio inox! Io avevo un pentolino inox ma la padella era antiaderente. Nella cucina del ristorante di Villa Caruso solo padelle e pentole di alluminio. Che fare? Bando alle disperazioni, per fortuna il convegno prima del cooking show era in ritardo, avremmo tardato anche  noi, avevamo tempo per risolvere la faccenda padelle e Ilaria, senza pensarci troppo è schizzata in auto alla ricerca del primo negozio di casalinghi e in meno di mezz'ora è apparsa con una pentolona, che non era proprio l'ideale per rosolare le mie praline ma era l'unica d'acciaio reperibile e avrebbe funzionato! E fu così che lo show ebbe inizio!!
 
Prima dell'inizio, si scarica la tensione posando in modo scherzoso per Corrado con la padella inutilizzabile!
 
 
 
All'opera! foto Silvia Iacoponi
 
Con Silvia, foto di Daniela Mugnai
 
 
 
Dettagli! un bellissimo scatto di Corrado

Relax dopo show, gli applausi del pubblico, ben 38 persone presenti a fronte delle 25 previste, per fortuna avevo preparato in abbondanza, è stato spolverato tutto!!
La più bella soddisfazione per chi cucina!
E ora i piatti eseguiti e le ricette......
 

MOUSSE DI LECCIA ALLO ZAFFERANO CON CRACKERS AL NERO DI SEPPIA E POLVERE DI PEPERONI CRUSCHI

Foto Corrado Tumminelli


Ingredienti per 4 persone 

200 g di polpa di leccia pulita da pelle e lische
20 g di cipolla bionda
1 foglia di alloro 3-4 foglie di salvia
1 tazza di brodo di pesce (cappone/gallinella/ tracina/ nasello....)
una manciata di stimmi di zafferano dei Colli Fiorentini
100 g di patata (al netto della buccia) 

per  20 crackers 4x4 cm:

100 g di farina bianca 0
1 cucchiaino scarso di sale
2 cucchiai abbondanti di olio evo
1 sacca fresca d'inchiostro di seppia (o 2 bustine di nero)
1 cucchiaino di lievito istantaneo
acqua qb
 

Polvere di peperoni cruschi (peperoni di Senise Dop, secchi e fritti in olio evo  http://presidislowfood.it/arca/dettaglio/55/peperone-di-senise).

 

Mettere in infusione una manciata di stimmi di zafferano purissimo in mezza tazza di brodo per almeno un paio d'ore.
Miscelare la farina con olio, sale, lievito e il nero di seppia sciolto in una tazzina d'acqua, lavorare la pasta aggiungendo eventualmente acqua e olio in modo da ottenere un impasto elastico e morbido.
Stenderla col mattarello  sopra un foglio di carta da forno oliata, tirare una sfoglia sottilissima, con la rotella dentata ritagliare dei quadrati, cuocere in forno a 180°C per ca 15 min.  
Tagliare la polpa della leccia a tocchetti, farla rosolare in olio evo con della cipolla bionda affettata finemente, una foglia di alloro spezzata e le foglie di salvia. Aggiungere un poco di brodo di pesce, la patata precedentemente lessata e tagliata a dadini, lasciar insaporire per 5-6 min, aggiungere alcune cucchiaiate di brodo allo zafferano, regolare di sale e frullare con il frullatore a immersione fino ad ottenere una crema consistente e se necessario diluire con altro brodo allo zafferano.
Posizionare dei mucchietti di mousse nei piatti, condire con un eventuale giro d'olio evo a crudo, guarnire con due crackers  e cospargere con la povere di peperoni cruschi



PRALINA D'ACCIUGHE UVETTA E PINOLI SU VELLUTATA ALLO ZAFFERANO

Foto Corrado Tumminelli

Ingredienti per 12 praline
 
350 g di acciughe fresche (200 g ca pulite)
1/2 spicchio d'aglio
un ciuffetto di finocchietto selvatico
24 g di uvetta sultanina
2 cucchiaini di colatura di alici
2 cucchiaiate di pane di semola di grano duro grattugiato grossolanamente
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
 
PANATURA: 2-3 cucchiai di pinoli tritati e 1-2 di pane di semola di grano duro grattugiato grossolanamente, poco sale 
olio evo qb per rosolare le praline
 
VELLUTATA ALLO ZAFFERANO 
1/2 spicchio d'aglio
1/2 cipolla bionda piccola o uno scalogno
1/2 carota piccola
1/2 gambo di sedano
1 foglia di alloro
3-4 foglie di salvia
2 cucchiai di fecola di patate
250-300 ml di brodo di pesce
4-5 stimmi di zafferano purissimo
olio evo, sale qb
 
Mettere in infusione lo zafferano in una tazzina di brodo per almeno un paio d'ore.
Tritare le verdure, farle appassire con un po' d'olio evo in una casseruola con la foglia d'alloro spezzata e le foglie di salvia, unire la fecola di patate, diluire con 3/4 del brodo di pesce, far addensare a fuoco dolce e unire da ultimo il restante brodo allo zafferano, dopo averlo filtrato per scartare gli stimmi. Regolare di sale, scartare le erbe aromatiche e frullare.  
Pulire e diliscare le acciughe, passarle in acqua e ghiaccio per 10 min, asciugarle bene con carta assorbente, tritarle con l'aglio, il finocchietto selvatico e le uvette rinvenute in acqua calda. Aggiungere il pan grattato, il parmigiano e la colatura di alici. Mescolare bene e ricavare delle palline di ca 4 cm di diametro. Passarle nella granella di pane e pinoli e rosolarle per 3-4 min in padella antiaderente con un filo d'olio evo.  
 
Servire le praline sulla vellutata allo zafferano
 
 
Foto Corrado Tumminelli
 
 
 
la pentola d'emergenza! Foto Silvia Iacoponi
 
 


 

giovedì 10 ottobre 2013

CONTAMINAZIONI! CURRY DI MOSCARDINO BIANCO E FREGULA SARDA

 
Era da un po' che volevo creare qualcosa  di nuovo con i moscardini bianchi, specie inserita nel programma del PESCE DIMENTICATO. Una promessa fatta all'amica Daniela Mugnai dell'agenzia Coffee3 di Firenze che cura la comunicazione e il coordinamento delle attività per tale progetto e per Vetrina Toscana. Sono una marinaia atipica, mantengo le promesse!
 
 
Tempo fa li avevo cucinati in una classica zuppa pomodorosa con una variante però, sfumati con una birra scura, secondo una ricetta dal libro LA BIRRA IN TAVOLA E IN CUCINA di Leonardo Romanelli.
 
Non ho ancora trovato l'idea bomba per i moscardini, gira e rigira finiscono sempre nella zuppa, del resto sono perfetti per le cotture in umido. Ma c'è zuppa e zuppa....anche se si potrebbe dire "se non è zuppa è pan bagnato"....va beh.....proverbi a parte, per questa volta è ancora zuppa ma una zuppa un po' contaminata!!
Mi divertono molto i piatti in cui si fondono stili e tradizioni lontani fra loro. Il primo abbinamento a cui avevo pensato per il curry di moscardini era stato il riso basmati che mi ero precipitata a comperare, poi ripensandoci, mi sono detta "ma no, troppo scontato il riso basmati su un curry, ci vuole qualcos'altro.....polenta magari?" Guardo nella dispensa, niente farina di mais ma pesco una confezione di fregula sarda che mi diverte troppo  e mi convince!! Poi  casualmente sono incappata in un contest sul tema delle fusioni in cucina che capitava a fagiolo, la mia zuppetta era perfetta, era già pronta, bastava pubblicarla.
 
 
 
 
CURRY DI MOSCARDINO BIANCO E FREGULA SARDA
 
 
Ingredienti per 4 persone

kg 1,5 di moscardini bianchi
(attenzione a non confonderli con i polipetti, qui una bella lezione su come distinguerli)
2 spicchi d'aglio
1 cipolla rossa
1-2 foglie di alloro
1 carota grande
2 zucchine grandi o 3-4 piccole
1 cucchiaio di curry mix per pesce
1 cucchiaio di curcuma
(le mie spezie provengono da Sri Lanka, regalo di amici cingalesi)
brodo di cottura dei moscardini qb
olio evo, sale e pepe ed eventuale peperoncino
g 240 di fregula sarda

Il metodo di cottura che ho adottato è una mia semplificazione per velocizzare i tempi e anche per alleggerire di grassi la preparazione.
Li lesso in pentola a pressione e poi utilizzo la loro acqua di cottura per allungare un risotto, una zuppa o un umido e il gusto non si perde!

Mettere i moscardini, ben puliti e sciacquati in una pentola a pressione, coprire con ca 1,5 l di acqua fredda, chiudere il coperchio, far cuocere per ca 15-20 min dal fischio. Spegnere, scoperchiare e regolare un poco di sale.
Avviare il curry facendo rosolare aglio e cipolla con poco  olio evo e le foglie d'alloro spezzate e prima che il tutto abbrustolisca troppo, diluire con un po' di brodo di cottura dei moscardini, unire le verdure tagliate a tocchetti, prima le carote e dopo qualche minuto le zucchine che cuociono più velocemente, i moscardini, lo polvere di curry e la curcuma, regolare di sale, pepe ed eventuale peperoncino in polvere (se il curry mix non è sufficientemente piccante o semplicemente secondo il proprio gusto). Lasciar andare a fuoco dolce giusto il tempo per far insaporire bene i moscardini e portare a cottura al dente le verdure aggiungendo man mano altro brodo se necessario.
Nel frattempo lessare la fregula, scolarla, disporla in ciotole da porzione o una grande zuppiera da portata, versare sopra il curry di moscardini con il suo sugo di cottura, un giro d'olio evo e tutti a tavola a contaminarsi!!!





 

lunedì 7 ottobre 2013

ME LO MANGIO IL TERRITORIO, VETRINA TOSCANA & LA PERLA DEL MARE, SAN VINCENZO, 2 OTTOBRE 2013

 &


ME LO MANGIO IL TERRITORIO! 

 2 OTTOBRE 2013
La Perla del Mare, San Vincenzo  

Serata speciale in collaborazione con le aziende del territorio aderenti
a  Vetrina Toscana e con i sommelier AIS 

Benvenuto

Bruschetta liquida con cubi di sugarello
(pane del Consorzio Pane toscano a lievitazione naturale,  filetti di pomodoro 
 Mediterranea Belfiore, olio extra vergine d'oliva bio Az. SS Annunziata) 

Antipasto

Terrina di alici di Piombino e peperoni con caramello alle olive nere
(alici di Piombino, peperoni e olive della Val di Cornia)
 

Primo Piatto
Bottoni  di pasta fresca all'olio e lime su salsa di cacciucco
(olio extra vergine d'oliva Az. SS Annunziata, passata di pomodoro Mediterranea Belfiore, peperoncino Az Peperita

 
Secondo Piatto
Rana Pescatrice dell'arcipelago Toscano panata e speziata su crema di mandorle e friggitelli
(rana pescatrice dell'arcipelago Toscano, peperoncino Az. Peperita)
 

Pre-dessert
Scirocco
(palline di frutta e verdura speziate, provenienti da aziende orto-frutticole della Val di Cornia) 

Dessert
Il mare nel vetro
(composizione di pan di spagna al pistacchio, cioccolato nero e bianco Amedei)

 
Vini delle Aziende del Consorzio Val di Cornia
 
Veive 2012, Viognier , PoggioRosso - Populonia
Stradivino 2012, Vermentino e Magistro, Ansonica Passito, AziendaRigoli – Suvereto
 
Olio extravergine d'oliva da produzione biologica dell'Az. SS Annunziata di San Vincenzo  

Potevo mancare io? certo che no! E bando alle ciance, andrò dritta alla descrizione dei piatti e relativi abbinamenti di questo menu strepitoso in cui l'amica chef Deborah Corsi,  nome ormai noto ai followers di Poverimabelliebuoni, si è espressa in modo esemplare esibendo una maturità stilistica essenziale e decisa che le auguro di mantenere a lungo!

LA BRUSCHETTA LIQUIDA CON CUBI DI SUGARELLO
Quando Deborah mi ha descritto il menu che aveva in mente, mancava un piccolo benvenuto dove si esaltasse il pane ed ecco che salta fuori, quasi ci leggessimo reciprocamente nel pensiero, questa bruschetta liquida, cioè una fetta di pane casalingo toscano (del Consorzio Pane Toscano a Lievitazione Naturale in procinto di ricevere la tanto agognata DOP) tostato e poi sfregato con aglio fresco e filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore, condito con olio extravergine d'oliva dell'Az. SS Annunziata di San Vincenzo, sale e pepe e poi passato nel frullatore fino a ridurlo in crema. Una generosa cucchiaiata di bruschetta liquida, cubi di sugarello crudo condito semplicemente con olio evo, e un giro di olio al prezzemolo. Il lusso della semplicità, confortante bontà!

 
 
TERRINA DI ALICI DI PIOMBINO E PEPERONI CON CARAMELLO ALLE OLIVE
Una composizione di alici fresche, filetti di peperone arrostito e poi spellato, passata in forno a 180° C, 1 min per un effetto né cotto né crudo, una strisciata di nero di seppia nel piatto, la terrina e il tocco croccante originalissimo, dolce-salato del caramello alle olive (un impasto di zucchero e olive tritate, sciolto in forno e poi fatto raffreddare a formare una sorta di croccante). Felice creatività!


Bruschetta e Terrina erano accompagnati da Stradivino 2012, Vermentino in purezza, fresco, gradevole e con una interessante nota  minerale, dell' Azienda Rigoli – Suvereto

 
BOTTONI DI PASTA FRESCA ALL'OLIO E LIME SU SALSA CACCIUCCATA
Ero molto scettica su questo abbinamento ardito e non avevo nascosto le mie perplessità a Deborah che invece era sicura del fatto suo e, a posteriori, non posso darle torto anzi devo darle merito di aver creato un piatto sublime che ha lasciato tutti di stucco! Grande equilibrio gustativo per un connubio inimmaginabile: i bottoni sono dischetti di pasta fresca all'olio, con un cuore al lime, in perfetto armonico contrasto con una  salsa cacciuccata  da manuale dove dolce, sapido e piccante si fondevano serenamente per il godimento del palato.
 


RANA PESCATRICE PANATA AL NAGA YELLOW, CREMA DI MANDORLE E FRIGGITELLI
Uno dei peperoncini più piccanti, il Naga Yellow come ci ha spiegato Rita Salvadori, titolare dell'Az. Peperita di Bibbona, produttrice di peperoncini, dal gusto di peperone giallo con note di paglia e fieno, sapientemente dosato dalla chef insieme a polvere di friggitelli per la panatura di bocconcini di  rana pescatrice cotti alla perfezione, serviti su crema di mandorle e friggitelli fritti. Un piatto deciso, senza compromessi, di grande carattere.


Bottoni e Pescatrice sono stati abbinati con successo con Veive 2012, il viognier in purezza dell'Az. Poggio Rosso di Populonia. Nonostante la giovane età, il Veive, che presenta tutte le caratteristiche varietali del viognier ovvero rotondità, complessità aromatica, frutti gialli maturi unite ad una bella freschezza territoriale che ne facilita la beva, si è dimostrato un  bianco importante in grado di reggere una saporita salsa cacciuccata e di armonizzarsi anche con l'insolita  nota agrumata tropicale del lime addolcita dalla grassezza della pasta fresca all'olio e allo stesso modo ha sostenuto  la  piccantezza vegetale della pescatrice ammansita dalla cremosità e dalla dolcezza delle mandorle.
 
 
 
SCIROCCO: ananas spadellato allo zenzero, mele e menta, carota e cardamomo, datterino e vaniglia, patata (cruda) e zafferano su salsa al cioccolato bianco e sedano e un filo di caramello.
La giusta freschezza che il palato  richiede d'estate quando soffia lo scirocco, vento umido e caldo proveniente da sud est, questo  l'effetto che aveva in mente  Deborah mentre lo elaborava.
Dalla teoria alla pratica nessuno ostacolo, missione compiuta e lo scirocco è messo alla porta!


IL MARE NEL VETRO: biscotto sbriciolato sul fondo, crema chantilly, pan di spagna al pistacchio, coralli di cioccolato bianco colorato di rosso, cavalluccio marino di cioccolato amaro
Un dolce per ghiotti puri! Il mio gusto favorisce lo scirocco ma il mare nel vetro è indubbiamente  un dessert indovinatissimo, bello e di grande successo!

 
Degnamente bagnato da MAGISTRO, Ansonica passito dell'Az Rigoli di Suvereto, una felice espressione di questo vitigno poco conosciuto ma abbastanza diffuso nella bassa Toscana, che può essere vinificato in versione secca o passita.
 
 
Filetti, salsa freschissima e passata di Pomodoro Mediterranea Belfiore, I peperoncini in polvere dell'Azienda Peperita, l'olio dell'Az. SS Annunziata
 
 
 
Il pane Toscano a Lievitazione Naturale
 
 
 
 
La nostra bella chef ritratta insieme all'assessore all'Agricoltura, Caccia, Pesca e Turismo della provincia di Livorno Dr Paolo Pacini
 
 
e una foto di gruppo
 
Rita Salvadori, Az Peperita, Emanuele Giampieri, patron del locale e marito di Deborah, Paola Rastelli, delegato Ais Livorno, Francesca Luzzi, direttrice commerciale Az Poggio rosso, l'assessore Paolo Pacini, la sig.ra Edy Monelli, proprietaria di Poggio Rosso, la chef Deborah Corsi, Nelusco Pini, Az Rigoli