sabato 11 febbraio 2017

EXTRA LUCCA, 18/19 FEBBRAIO 2017


www.extralucca.it

Dal 18 al 19 febbraio 2017 torna extraLucca, una prestigiosa vetrina per 50 aziende italiane produttrici di olio extra vergine d’oliva di grande qualità.

Giunta alla sua quinta edizione, si terrà nella splendida cornice di Palazzo Ducale e sarà aperta a esperti, appassionati, neofiti e anche ai bambini. La bella città toscana, cinta da possenti mura, diventa per tre giorni la capitale dell’olio extravergine d’oliva di qualità italiano. L’evento, ideato e curato dal “Maestrod’olio” Fausto Borella, prevede mostre e vendita degli oli appena franti, presentazione di libri, incontri, dimostrazioni di cuochi, pasticceri, nutrizionisti. Verranno assegnate le Corone 2017, riconoscimenti nel nome di Veronelli e di Sauro Brunicardi, storico ristoratore lucchese; non mancherà la presentazione al Teatro San Girolamo di Lucca del libro- guida Terred’Olio edizione 2017, la prima guida di olio che esce in Italia in ordine di tempo, senza pubblicità e senza alcuna richiesta di contributo economico alle aziende aderenti. Il cuore pulsante della manifestazione sarà, dunque, Palazzo Ducale con i suoi 1.000 mq. di logge e sale affrescate in stile napoleonico.




LA MOSTRA MERCATO

Nelle eleganti sale di Palazzo Ducale si potranno scoprire e degustare i migliori oli “verdi”, ovvero appena franti, del nostro Bel Paese provenienti da Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Umbria, Veneto accanto a una vasta selezione dai diversi territori dell’olio toscani. Gli oli degustati insieme a prodotti a base di olio, dalle verdure ai cioccolatini, ai prodotti di bellezza, saranno in vendita in un vero e proprio negozio allestito per l’occasione. Sia sabato sia domenica sarà possibile avvicinarsi al mondo mixology legato all’olio extravergine grazie alla presenza del bar dell’olio.

L’inaugurazione sarà presenziata dalle autorità patrocinanti e Giorgione Orto & Cucina




extraFood

Palazzo Ducale, Loggia Ammannati

Sabato e Domenica 18 e 19 Febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Nella Loggia Ammannati si esibiranno grandi artigiani italiani del gusto, che presenteranno al pubblico le loro realizzazioni gastronomiche da assaggiare sul posto o da acquistare per godersele a casa. Elenco aziende presenti




I PERSONAGGI

Alcuni dei protagonisti di questa edizione saranno:



Mattia Poggi, giovane chef di origine genovese. È da diversi anni uno dei volti più amati di Alice Tv


Fabio Campoli, presidente del Circolo dei Buongustai, è ad oggi uno tra i più acclamati chef del panorama gastronomico italiano. Dal 2016 conduttore di "Non è mai troppo presto" e "La salute vien mangiando" su Alice Tv



Luca Picchi, capobarman del celebre Caffè Rivoire 1872 a Firenze, instancabile ricercatore e grandissimo uomo che ha riportato in vita la storia del leggendario cocktail Negroni;


Monica Bianchessi, chef professionista che da anni, oltre a operare nel settore della ristorazione, è uno dei volti più noti del canale Alice Tv;





Pier Giorgio Parini, chef di successo, il cui personalissimo stile in cucina lo ha messo in luce nell’ambito della critica gastronomica dentro e fuori i confini nazionali;


Non poteva mancare prodotto il cui abbinamento con l’olio extravergine risulta essere il più naturale possibile, il pane. Sarà presente Gabriele Bonci, panificatore romano, un maestro nell’arte della panetteria. Farà conoscere a tutti i segreti che si celano dietro la figura del panificatore di altissima qualità;


Lorenzo Corino, agronomo ricercatore e autore di pubblicazioni nel settore vitivinicolo e olivicolo, che guiderà una degustazione di olio biologico e biodinamico.


Oltre agli chef, tutti gli ospiti potranno – previa prenotazione – degustare le Corone Maestrod’olio 2017 in tre sessioni diverse e ritagliarsi uno spazio per le due degustazioni di vino tra cui le prestigiose etichette della rinomata Tenuta di Fiorano.

Saranno presenti agli eventi giornalisti, sportivi e persone dello spettacolo, tutti accomunati dall’amore per questa grande risorsa della tavola mediterranea.



e2 - extraEduca

Dopo la prima grande intuizione del 2013, continua l’appuntamento riservato alle aziende partecipanti alla kermesse durante il quale esperti, giornalisti, degustatori ufficiali, curatori di premi internazionali e di guide, assaggeranno gli oli per un giudizio, una consulenza, un parere.

Riservato ai produttori d’olio



SPECIAL GUEST

Oltre ai grandi ospiti di extraLucca17, saranno presenti i 12 giurati del Sol d’Oro di Verona, concorso oleario internazionale organizzato da Veronafiere come anteprima di Sol&Agrifood, presieduto da Marino Giorgetti, capo panel del concorso.



I PARTNER

L’evento, patrocinato da Regione Toscana, Provincia e Comune di Lucca, Comune di Capannori, Fondazione Banca del Monte, Camera di Commercio di Lucca, Confcommercio e Unione Comuni Garfagnana, ha consolidato le collaborazioni con Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, Acqua Silva, BPM, Ego Wellness & Resort e instaurato delle nuove con Parentesi Quadra, U-Boat e Tenuta Albaclara. Si confermano come media partner La Nazione e TeatroNaturale. Presenti anche Alice Tv e MarcopoloTv, canali tematici di cucina e turismo, su cui vanno in onda i programmi televisivi Profumo d’Olio e Terre d’Olio, condotti da Fausto Borella.



LE CORONE MAESTROD’OLIO 2017

Dal nord al sud della Penisola, anche quest’anno si sono distinti alcuni oliandoli per la qualità delle loro ultime produzioni, guadagnando la Corona Maestrod’olio. I premi di quest’anno vanno a:



1.    Trappeto di Caprafico (Abruzzo) "TRAPPETO DI CAPRAFICO" OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DOP Colline Teatine

2.    Villa Pontina (Lazio) Villa Pontina DOP Colline Pontine

3.    Comincioli (Lombardia) Casaliva

4.    Il Conventino di Monteciccardo (Marche) Frà Bernardo (Selezione)

5.    Olio Pignatelli (Molise) Principe Pignatelli

6.    Olio Intini (Puglia) Coratina

7.    Fratelli Ferrara (Puglia) Posta Locone
8.    Accademia Olearia (Sardegna) Riserva del Produttore DOP Sardegna

9.    Frantoi Cutrera (Sicilia) Primo Bio
10.    Agrestis Soc. Coop. (Sicilia) Bell’Omio Bio
11.    Fattoria Ramerino (Toscana)Cultivar Moraiolo
12.    Az. Agr. Giacomo Grassi (Toscana) Monocultivar Maurino
13.    Frantoio Pruneti (Toscana) Pruneti Monocultivar Moraiolo Biologico
14.    ColleMassari (Toscana) ColleMassari Olio extra vergine di Oliva
15.    Fonte di Foiano (Toscana) Fonte di Foiano “Riflessi”
16.    Tenuta Lenzini (Toscana) DOP Lucca
18.  Fèlsina (Toscana) Fèlsina Raggiolo Denocciolato
19. Olio di Dievole (Toscana) Olio Extra Vergine di Oliva 100% Italiano – Nocellara
20. Frantoio di Riva (Trentino-Alto Adige) Uliva Garda Trentino DOP
21. Decimi (Umbria) Monocultivar Moraiolo
22. Az. Agr. Mannelli Giulio (Umbria) Mosto d’Oliva
23. Marfuga (Umbria) Marfuga DOP Umbria “Colli Assisi-Spoleto”
24. Frantoio Gaudenzi (Umbria) Quinta Luna
25. Paolo Bonomelli Boutique Olive Farm (Veneto) Monovarietale Drizzar Garda DOP
26. Riconoscimento Luigi Veronelli – Az. Agr. La Ranocchiaia (Toscana)
27. Riconoscimento Sauro Brunicardi – Bistrot – Forte dei Marmi



Il premio verrà consegnato venerdì 17 febbraio alle ore 20.00 al Teatro San Girolamo di Lucca.



DOVE E QUANDO

extraLucca a teatro

Teatro San Girolamo

Venerdì 17 febbraio

ore 20.00 Cerimonia Corone Maestrod’olio 2017 e Presentazione libro-guida Terred’Olio 2017. Presenta Mattia Poggi.

Su invito



extraLucca17

Palazzo Ducale

Sabato e Domenica 18 e 19 Febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Esposizione aziende di olio, aziende gastronomiche, dimostrazioni degli artigiani del gusto, la scuola dell’olio e verticali di vino.

Ingresso libero/Laboratori a pagamento e su prenotazione



INFO

Accademia Maestrod’olio

Corso Garibaldi 52, Lucca

t. 0583.495164

segreteria@extralucca.it

www.extralucca.it

venerdì 10 febbraio 2017

MINI GATTO' ALLE ACCIUGHE E PROVOLA AFFUMICATA PER ITALIAN TAPAS


Per il contest di Italian Tapas, Firenze,  anticipato nel mio precedente post,   dedicato ai food blogger, invitati a  creare una nuova tapa italiana da inserire nel loro menu, che rientri quindi  fra le categorie presenti in carta, ovvero tradizionale, creativa, vegetariana/vegana e dolce, vado sul tradizionale e vado al sud, a Napoli precisamente, con un piatto non molto conosciuto, al di fuori dei confini regionali: il gattò di patate, reinterpretato secondo lo stile di Poverimabelliebuoni.


Organizzato in collaborazione con Roberta Perna, Studio Umami, altri sette food blogger mi fanno compagnia:

Alice del Re di Panelibrienuvole.com
Chiara Brandi di Forchettinagiramondo.com
Fabio Campetti di Kamp.it
Elisabetta Cuturello di Cakesandco.ifood.it
Judy Witts Francini di Divinacucina.com
Letizia Cicalese di Ilrisottoperfetto.ifood.it 
Sandra Pilacchi di Sonoiosandra.it


Le tapas mi mettono allegria, mi fanno pensare a piatti facili, informali e divertenti, come il gattò, appunto!
Il gattò, che è la spiritosa e verace trasposizione  nell'idioma partenopeo del francese gateau, ovvero torta/tortino/sformato, mi ha sempre divertito, come tanti altri piatti della cucina napoletana, dai nomi evocativi o fantasiosi e scanzonati come la sua gente. 

E' un piatto  della tradizione popolare ma che trae origine dall'impronta culinaria  francese, che tra il ‘700 e l’800 ha contaminato la cucina di corte del Regno delle Due Sicilie.
Nella seconda metà del '700, i Borbone di Napoli si unirono agli  Asburgo con il matrimonio tra Ferdinando I e Maria Carolina. Napoli divenne ben presto teatro di confronto e contaminazione delle grandi cucine europee. La giovane regina, intelligente ed illuminata, si fece promotrice di un nuovo fermento culturale, patrocinando artisti e intellettuali e introducendo a corte il gusto francese e la consuetudine di affidare la gestione delle cucine a cuochi di alto rango, chiamati “monsieur”. La moda si diffuse presto anche nelle famiglie aristocratiche e il monzù (monsieur in napoletano) divenne protagonista indiscusso di cene e banchetti.
Tale moda si protrasse fino all'epoca napoleonica e molti classici francesi vennero adattati ai gusti e ai prodotti del territorio anche dai cuochi locali, trasformandosi in pietre miliari della gastronomia partenopea come il ragù e il sartù per esempio.
Una gastronomia che era interpretata con grande fantasia e adattamento ai mezzi a disposizione, dai ceti più poveri, e grande sfarzo dai ceti più ricchi, aristocratici o nobili.

Il gattò napoletano era ed è  un piatto popolare di recupero avanzi,  preparato con una base di patate e condito con  salumi e formaggi, a strati o a pasticcio, dove tutto viene mescolato insieme. Le variabili sono pressoché infinite, come del resto ci insegna la tradizione regionale italiana, dettate in larga parte da motivazioni soprattutto economiche. 
Ci sono comunque ingredienti considerati irrinunciabili per un napoletano doc:  la provola fresca affumicata e il salame napoletano. La provola fresca è un formaggio a pasta filata, tipico della trazione casearia campana, simile alla mozzarella, da non confondere quindi con quella leggermente stagionata.
E come da migliore tradizione partenopea, le dosi devono essere generose!

Nel mio gattò  ho infilato le acciughe fresche, che con le patate si propongono spesso a forma di tortino e,  in mancanza di provola affumicata, ho sopperito con  una scamorza fresca affumicata; inoltre ho utilizzato il rigatino al posto del salame, per un tocco di toscanità.
Ho pensato di proporlo già in mono porzione, dosata come una tapa, cioè una piccola porzione di un intero gattò, che di solito si cuoce in teglie tonde grandi o ruoti, in napoletano, e ho aggiunto una salsa vellutata con acciughe salate, arancia e finocchietto selvatico per completare.

Il gattò, e mi raccomando l'accento sulla o,  è semplice, economico, gustoso, versatile e divertente, praticamente pop! Che altro?




Ingredienti per 4 tapas-gattò

400 g di patate gialle
300 g di acciughe fresche (peso lordo)
100 g di provola fresca o scamorza affumicata
50 g di rigatino toscano
1 uovo intero
1-2 cucchiai  di parmigiano grattugiato
1-2 cucchiai di latte
poco sale, pepe, noce moscata
burro per imburrare gli stampi e pan grattato

Per la vellutata all'arancia:

1 piccolo spicchio d'aglio
1 acciuga intera sotto sale o 2 filetti di acciughe sott'olio
1 cucchiaino raso di fecola di patate
150 ml di succo d'arancia
50 ml di acqua
scorza d'arancia non trattata
qualche ciuffetto di finocchietto selvatico

Cuocere le patate, schiacciarle nello schiaccia patate e raccogliere la purea in una ciotola. Eviscerare e sfilettare le acciughe, staccando testa, lisca, coda e pinnetta centrale. Metterle a bagno in acqua e ghiaccio per 10-15 minuti per spurgarle dal sangue e dalle impurità. Scolarle, tamponarle bene con carta assorbente. Tagliarle a tocchetti.
Tagliare a tocchettini  il rigatino e a spezzettare in modo più grossolano la provola o scamorza. Amalgamare acciughe, rigatino e provola con la purea di patate, unire l'uovo leggermente sbattuto, il parmigiano, un po' di sale e pepe e noce moscata, diluire con in latte, mescolare bene in modo che si distribuiscano uniformemente.
Imburrare e poi cospargere con pan grattato degli stampini da  7-8 cm di diametro e 3-4 di altezza , versare il composto, livellare la superficie, cospargerla con fiocchetti di burro e pan grattato. Passare in forno a 180° C per 20-25 minuti. Lasciar raffreddare e sformare.
Preparare la vellutata, facendo stufare dolcemente l'aglio sbucciato e schiacciato, in un cucchiaio d'olio e un cucchiaio d'acqua, sciogliervi i filetti d'acciughe ben dissalati o ben sgocciolati dall'olio. Fuori dal fuoco sciogliere la fecola con l'acqua e il succo d'arancia, aggiungere il liquido alla base d'olio, aglio e acciuga, far addensare a fuoco dolce, allungando con altra acqua/succo se necessario.
Infine, eliminare l'aglio e unire i ciuffetti del finocchietto tritato.
Servire il gattò caldo o a temperatura ambiente con la sua salsa, in una salsiera a parte oppure pennellata  sul fondo, decorare con ciuffetti di finocchietto e scorzette d'arancia ottenute con un riga limoni.








mercoledì 8 febbraio 2017

PESCI DI MACARONS ALLE ACCIUGHE SALATE


Non ho saputo resistere, dovevo riprovare i macarons all'acciuga, assaggiati una sola volta ma che non mi avevano convinto. Complice il recente Mtchallenge n 62 che aveva per tema appunto i macarons e che da scettica mi ha trasformata in una fanatica di questi dolcetti difficili ma tanto gratificanti, che ti fanno esultare quando li togli dal forno e sono come devono essere, con il loro collarino, cotti bene e tondi quanto basta con le loro piccole imperfezioni ma che fanno parte del gioco!!
Dopo il mio primo esperimento, i macarons al garam masala e al cremoso al wasabi, che ha avuto un esito più che soddisfacente, ci avevo preso gusto e ne ho prodotti in una seconda versione salata, come previsto dal regolamento del nostro gioco, sempre con due gusti in armonia fra loro: cuori di macarons ai fegatini toscani e alla spuma di mortadella di Prato

Li avevo mostrati orgogliosa a parenti amici e quando è capitato un invito a pranzo proprio da chi li aveva visti, ho dovuto rifarli perché li volevano assaggiare!!!
Ho fatto il bis delle due versioni dolci, a cui ho aggiunto un terzo gusto : ganache di cioccolato fondente all'olio extravergine e fiocchi di sale Maldon (niente male).

Eccoli impacchettati e infiocchettati pronti da regalare!


E mentre li preparavo, ho colorato qualche guscio d'azzurro, gli ho dato la forma di pesce e ho optato per una farcia alle acciughe salate, con l'aggiunta di scorza di limone come suggerito da Flavia di Cuocicucidici, che mi ispirava assai, rivista a modo mio.


Non sono proprio bellissimi ma la forma non è facile da eseguire se non si è maestri di pochage, inoltre il bel turchese che avevano da crudi, in cottura è molto cambiato, sigh!


E infine accoppiati, farciti e un po' truccati :-))


Ingredienti e dosi per i macarons come da ricetta di Hermé proposta da Ilaria Talimani, Blog Soffici.
Io ho colorato d'azzurro un quarto del quantitativo di  TPT indicato e quindi un quarto di meringa ed ho ottenuto 40 gusci=20 macarons diametro 3.5 cm circa.

Farcia:

50 g di robiola fresca
4-5 acciughe sotto sale o 8-10 filetti di acciughe sott'olio
la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
un cucchiaino di succo di limone
qualche ciuffo  finocchietto selvatico

Dissalare e sciacquare bene le acciughe salate (o sgocciolare bene e sciacquare quelle sott'olio), diliscarle, asciugarle e tritarle al coltello fino a ridurle in pasta.
Amalgamarle alla robiola fresca, con la scorza di limone, il finocchietto tritato e un po' di succo di limone.
Farcire i macarons, decorarli a piacere con coloranti per dolci, farli riposare in frigo per 24 h e toglierli almeno due ore prima di consumarli.

La farcia deve risultare ben sapida,  per intenderci, se la spalmate sul pane vi sembrerà molto salata ma funzionerà per contrasto  con l'estrema dolcezza dei macarons e se ne  potrà avvertire  ben distintamente il gusto, completato dalla fresca nota agrumata del limone e dall'aromaticità erbacea del finocchietto, per un risultato sorprendentemente armonico e d'effetto!








lunedì 6 febbraio 2017

CARPACCIO TIEPIDO DI PALOMBO CON PUREA AL LIME E SALSA DI RUCOLA PER THE RECIPE-TIONIST GENNAIO FEBBRAIO 2017


Da tempo mi riprometto di partecipare a THE RECIPE-TIONIST, il divertente ed utile gioco on line inventato dalla vulcanica Flavia di Cuocicucidici che invita ad approfondire la conoscenza dei blog, rifacendo  una ricetta scelta nell'archivio di chi accoglie il gioco per un mese, il recipe-tionist appunto, per onorarli e celebrarli anche materialmente e non solo attraverso un semplice commento sul blog.


La recipe-tionist di gennaio-febbraio 2017 è la titanica Patrizia di Andante con gusto. E titanica si è rivelata pure l'impresa di scegliere una sola ricetta nel suo sconfinato archivio!!!
In principio avevo scartato il pesce, che mi avrebbe reso la vita facile perché di pesce sul blog della "terragnola" senese ce n'è pochino. Era scontato che scegliessi una ricetta di pesce e avevo anche trovato delle acciughe, brava Patty, ma volevo altro...
Lei è abilissima nella preparazione della pasta fresca, nei piatti di carne tradizionali, nell'esaltazione dell'olio extra vergine d'oliva per non parlare dei dolci!!
Ma alla fine sono andata in crisi perché non riuscivo proprio a scegliere e dopo vari ripensamenti, sono tornata ai pesci e ad un certo punto mi è scattato un amarcord, ho trovato una piacevole motivazione e finalmente ho scelto: CARPACCIO TIEPIDO DI PALOMBO CON PUREA AL LIME E SALSA DI RUCOLA di Moreno Cedroni, eseguito da Patrizia per l'attività di Starbooks nel 2012.

Dal libro: Moreno Cedroni, Giunti Editore

Perché questo piatto mi rammenta gli esordi di Starbooks, che ho visto nascere e che mi ha permesso di incontrare per la prima volta e conoscere di pirsona pirsonalmente proprio Patrizia, insieme ad Alessandra ed altre food blogger che tutt'ora sono impegnate in questa bella attività a cui io invece ho dovuto poco dopo rinunciare.
Mi sono chiesta se non fosse stato più opportuno scegliere qualcosa che la rappresentasse meglio, che fosse più  suo, piuttosto che un piatto d'autore che lei ha replicato sul suo blog;  però ricordavo quanto mi ero divertita leggendo le sue disavventure con la spellatura del coriaceo palombo (che da noi si trova già spellato per fortuna) e la sua tenacia e infine la sua soddisfazione per l'esperienza costruttiva e  il suo apprezzamento per il risultato finale. Quindi la ricetta è di Cedroni ma la tenacia e la bravura è tutta di Patty. E quindi  ha vinto il sentimento, evviva l'amarcord.

Per quanto riguarda il piatto in questione, la purea di patate al lime è stata già riciclata tante volte, con successo, ma l'intero piatto non l'avevo mai provato, ecco che era giunto il momento!!
Facile, veloce e squisito e anche il marito che storta il naso quando gli propino il palombo, ha apprezzato molto.
Ho voluto sperimentare la tecnica splash anche se il risultato non mi soddisfa pienamente ma dopo vari tentativi e splashate di verde in tutta la cucina, con salsa alla rucola fin sopra ai capelli, ho fatto l'ora di pranzo e bisognava mangiare, quindi questa è!!


Ingredienti per 4 persone (come riportate nel libro)

Per la purea al lime
1000 g di patate gialle
250 g burro salato di Normandia (io dimezzato le dosi dei due tipi di burro, mi sembrava troppo ricco)
150 g burro
100 g di latte
5 g di salsa di cocco e lime (latte di cocco ristretto con qualche goccia di lime)
5 g di succo di lime
5 g di buccia di lime grattugiata

Per il salmoriglio
300 g di olio extravergine d'oliva (io ho usato un olio dop Monti Iblei con note di pomodoro verde ed erba fresca)
12 g di rosmarino fresco
10 g di succo di limone
10 g di acqua
1 g d'aglio

Per la salsa alla rucola
100 g di acqua
45 g di rucola
45 g di olio extravergine d'oliva (vedi sopra)
1 g di sale

200 g di palombo tagliato a carpaccio (un po' poco per 4 persone  a mio avviso, trattandosi sicuramente di un secondo piatto)
20 g di rucola (per decorare)

Per la purea al lime, lessate le patate e passatele nello schiacciapatate. Aggiungete i due tipi di burro a dadini, mescolate e infine aggiungete la salsa di cocco e lime, il latte, il succo di lime e le zeste.

Preparate il salmoriglio mescolando in un recipiente l'olio, l'aglio passato nello spremi-aglio, il succo di limone, il sale, l'acqua e il rosmarino tritato finemente.

Sbollentate brevemente la rucola, passatela sotto l'acqua fredda, scolatela, mettetela nel bicchiere di un frullatore ad immersione con l'olio, l'acqua e il sale e frullate fino ad ottenere una salsa cremosa.

Disponete le fettine di palombo sulla carta da forno, aggiungete un pizzico di sale e il salmoriglio, infornate a 180° C per 2 minuti.  A fine cottura irrorate ancora con del salmoriglio.

Disponete nel piatto il carpaccio, la purea e la salsa come più vi aggrada e se volete divertirvi a fare splash, mettete in conto schizzi e smadonnamenti per poi ripulire la cucina!!! (questa è una mia aggiunta, non c'è naturalmente nel libro :-) Basta mettere una cucchiaiata di salsa nel piatto e poi schiacciarla, con il dorso di un cucchiaio con un colpo deciso in modo da creare degli schizzi "artistici"











giovedì 2 febbraio 2017

TAPA CONTEST PER ITALIAN TAPAS, FIRENZE


                
                              
Tapa Contest

Un Food Contest dedicato ai food blogger toscani per la creazione di una nuova ed intrigante tapa

Italian Tapas, un nuovo ristorante e bar vicino piazza Santo Spirito a Firenze, specializzato in tapas italiane, dal format giovane e dinamico, dà il via ad un nuovo contest rivolto ai food blogger toscani : il Tapa Contest.
In occasione di questa golosa competizione 8 food blogger sono stati chiamati per ideare una tapa che, se vincitrice, sarà inserita, da fine febbraio, nel menu di Italian Tapas.

I blogger invitati a partecipare dovranno inviare, entro lunedì 13 febbraio, la ricetta di una tapa che dovrà rientrare in una delle categorie presenti in carta: tapas tradizionali, tapas creative e tapas veg (vegetariane o vegane) e tapas dolci.

Lo staff di Italian Tapas ne selezionerà una ed il vincitore sarà proclamato alla cena dedicata ai blogger che si terrà, sempre ad Italian Tapas, martedì 21 febbraio.

La tapas che si aggiudicherà più consensi sarà presente in menu per circa un mese, mese e mezzo, a seconda della stagionalità delle materie prime utilizzate, e sarà indicata, oltre che con un nome scelto dal blogger insieme ad Italian Tapas, con il nome del blog di appartenenza.

I food blogger partecipanti al Tapa Contest

  • Alice del Re di Panelibrienuvole.com

  • Chiara Brandi di Forchettinagiramondo.com

  • Cristina Galliti di Poverimabelliebuoni.blogspot.it

  • Fabio Campetti di Kamp.it

  • Elisabetta Cuturello di Cakesandco.ifood.it

  • Judy Witts Francini di Divinacucina.com
  • Letizia Cicalese di Ilrisottoperfetto.ifood.it 

  • Sandra Pilacchi di Sonoiosandra.it


Italian Tapas è un concept diverso dal solito che vuole coniugare un'atmosfera leggera ed allegra ed un servizio easy, ma attento, con piatti in versione tapas.

Italian Tapas è un rifugio dove poter sorseggiare un drink, assaporare un bicchiere di vino o una birra, oppure gustare qualche gustosa ricetta che ricalca la cucina italiana, tradizionale, creativa, vegana e vegetariana, così da soddisfare ogni desiderio.

Il locale, aperto dalle 18 di sera fino alle 24, animato da musica di sottofondo, propone 3 tipologie diverse di cucina, tradizionale italiana, creativa e veg, una carta dei vini piccola ma ben calibrata, dove si incontrano cantine anche meno conosciute, birre, e cocktail, dai più classici a quelli più di tendenza.

Il servizio è all'insegna dell'informalità e della semplicità, pensato anche per chi vuole soltanto bere o mangiare velocemente, ma senza rinunciare alla qualità ed allo star bene.

Da Italian Tapas una volta seduti si ordina allo staff di sala e poi ci si serve da soli. Da Italian Tapas non c'è alcun supplemento per il coperto.

Al bar, dalle 18 alle 21, è l'ora dell'aperitivo: piccole tapas, come la cecina, la mortadella sulla piastra, la burratina pugliese, diventano ottimi compagni di cocktail, vini e birre.

Italian Tapas è a Firenze in via Sant'Agostino 9 rosso. Si trova in un edificio del XVI secolo, Palazzo Panattoni, in uno spazio molto ampio, dove un tempo abitava una storica pasticceria fiorentina, oggi riportato a nuova vita grazie al titolare di Italian Tapas Marco Laporta e a nEmoGruppo.

Marco, insieme allo studio di architettura fiorentino, hanno voluto giocare, nell'allestimento degli spazi, sul concetto di dualismo: antico e moderno, colori scuri e colori chiari, tradizione e sperimentazione, servizio informale e servizio attento, così da dare vita ad uno luogo che prende spunto ed energia dal passato per mirare al futuro.



A cura di   Roberta Perna che ringrazio per l'invito










Roberta Perna - pr.enogastronomia@gmail.com - 329 9293459














HANNO ABBOCCATO ALL'AMO